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Carenza di Potassio

Il potassio influenza molteplici processi all’interno della pianta: stimola la sintesi delle proteine, regola la traspirazione attraverso il movimento degli stomi. Entra nei processi di produzione delle sostanze profumate e dei colori dei fiori, favorisce la lignificazione dei rami e del tronco degli alberi. I sintomi di carenza di potassio consistono essenzialmente in una clorosi lungo i margini e le estremità delle foglie, che possono arricciarsi ed accartocciarsi in maniera caratteristica. L’ingiallimento delle foglie comincia dal bordo, per estendersi poi anche all’interno. Come per l’azoto e per il fosforo, i sintomi si manifestano per prima nelle foglie vecchie e soltanto in un secondo tempo si hanno delle manifestazioni a carico delle foglie giovani. Tutte le piante possono manifestare fenomeni di carenza per il potassio: il danno provocato dalla carenza porta ad una minore lignificazione del fusto, disgregazione dei tessuti dell’apparato radicale con generale indebolimento della pianta e maggiore sensibilità sia agli stress ambientali che agli attacchi degli altri patogeni. La pianta produce inoltre meno fiori e con colori meno brillanti perdendo così gran parte del suo valore ornamentale e produttivo.

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Carenza di Magnesio

Il magnesio è il componente centrale della molecola della clorofilla e pertanto svolge un’importante funzione nella fotosintesi clorofilliana. Inoltre favorisce la sintesi delle proteine, la trasformazione degli zuccheri, la formazione di pigmenti della colorazione di foglie (caroteni e xantofille) ed attiva numerosi enzimi. La carenza di magnesio si manifesta prima nelle foglie più vecchie, con una clorosi delle aree comprese tra le nervature fogliari principali, che in seguito necrotizzano; le foglie cadono prematuramente. Tutte le piante possono manifestare fenomeni di carenza per il magnesio: molto sensibili a questa carenza sono quelle da frutto, siepi, conifere e gli ortaggi da bacca (pomodoro, melanzana, peperone). La pianta si presenta stentata e ingiallita a partire dalle zone più basse, si ha una caduta precoce delle foglie, che rende la pianta “spoglia” e antiestetica, c’è minore fruttificazione, si formano foglie e fiori piccoli e poco colorati con calo del valore estetico della pianta.

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Carenza di Fosforo

Il fosforo, nella pianta, svolge importanti funzioni plastiche ed energetiche: oltre ad essere un componente essenziale nelle molecole di ATP e ADP, che forniscono energia per tutte le reazioni biochimiche della pianta, partecipa alla costruzione delle membrane biologiche ed è un costituente dei nucleotidi (RNA e DNA). Il sintomo più evidente della carenza di fosforo è dato dalle foglie, che assumono un colore verde-bluastro opaco con sfumature, anche piuttosto evidenti, porporine o bronzee. Spesso anche le nervature fogliari sono pigmentate. La fisiopatia ha un andamento acropeto, cioè dal basso verso l’alto. Tutte le piante possono manifestare fenomeni di carenza per il fosforo, soprattutto gli arbusti ornamentali, le siepi e le piante da frutto, alla ripresa vegetativa, caratterizzata da clima freddo e piovoso. Nella rosa si ha direttamente la caduta delle foglie senza alcun ingiallimento preventivo. Inoltre si ha uno scarso sviluppo dell’apparato radicale, tessuti scarsamente lignificati e, nelle piante floricole, poco eretti. La scarsa lignificazione rende la pianta più sensibile agli attacchi parassitari. Il danno provocato dalla carenza dell’elemento fosforo porta ad una crescita assolutamente ridotta della pianta (nanismo), maturazione tardiva dei frutti, diminuzione della dimensione e della colorazione dei fiori con deprezzamento, per le colture floricole, del valore estetico.

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Carenza di Ferro

Il ferro è il microelemento più importante per le piante: regola i meccanismi di crescita delle piante, interviene in numerosi processi biochimici fra i quali la fotosintesi clorofilliana, la respirazione e, soprattutto, la biosintesi della clorofilla. La maggior parte del ferro delle piante è contenuta nelle foglie: i sintomi di carenza consistono in una clorosi (ingiallimento) molto sviluppata a carico esclusivamente delle foglie più giovani, dovuta ad una inibizione della sintesi della clorofilla. La carenza si manifesta prima sulle foglie apicali (più giovani) per proseguire poi nelle foglie più vecchie: si decolorano e diventano gialle nelle zone internervali; successivamente ingialliscono anche le nervature. La malattia può progredire con la necrosi dei margini fogliari, la caduta anticipata delle foglie e, a volte, la morte della pianta. Tutte le piante possono manifestare fenomeni di carenza per il ferro: molto sensibili risultano quelle da frutto (pesco, pero, albicocco, agrumi), ortaggi, fragola e ornamentali (magnolia, robinia, forsizia, ortensia, rosa) e il tappeto erboso. Le piante presentano una crescita stentata, ridotta fioritura e diminuzione della gradevolezza estetica della pianta.

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Carenza di Azoto

L’azoto nella pianta svolge molteplici funzioni: quella principale è di essere il componente base degli aminoacidi e, quindi, delle proteine. E’ fondamentale pertanto in tutte le fasi di crescita e di sviluppo della pianta, per la formazione delle parti verdi. Il sintomo principale della carenza di azoto è la crescita ridotta delle parti aeree e delle radici delle piante: le foglie giovani assumono un colore verde-giallastro, mentre quelle adulte, comunque di dimensioni inferiori al normale, mostrano una colorazione giallo-aranciato; l’ingiallimento inizia dalla parte basale della pianta fino a coinvolgere le zone apicali (andamento acropeto): le prime foglie a ingiallire sono quindi quelle più vecchie e, solo dopo che la clorosi ha raggiunto in esse uno stadio avanzato, si diffonde anche alle foglie più giovani. Nei casi più gravi le foglie adulte si seccano e muoiono a partire dai bordi, la fioritura è molto ridotta e si ha la cascola dei frutti. Tutte le piante possono manifestare fenomeni di carenza di l’azoto, soprattuto quelle con rapido sviluppo, come il pesco fra gli alberi da frutto, la lattuga fra gli ortaggi e la rosa fra le ornamentali. La pianta cresce in maniera stentata della pianta, la produzione cala e si perde il valore estetico.

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Carenza di Calcio

Il calcio è fondamentale per le piante, perché favorisce i processi fisiologici di accrescimento vegetale. Conferisce, inoltre, resistenza meccanica ai tessuti, svolgendo così un’importante funzione strutturale, in quanto componente essenziale delle protopectine presenti nelle pareti cellulari. In assenza di calcio lo sviluppo radicale è fortemente rallentato e, in taluni casi (es. fagiolino) addirittura inibito. Tutte le piante possono manifestare fenomeni di carenza per il calcio: colpisce le foglie più giovani, che non si sviluppano completamente e ingialliscono, si arricciano e si arrotolano, con successiva necrosi. Nella polpa di frutta e ortaggi compare una caratteristica colorazione scura, mentre la buccia diventa sottile e soggetta a spacchi, creando vie di entrata per malattie funginee come la botrite. Altri sintomi classici sono la scarsa consistenza dei tessuti della pianta, il ridotto sviluppo dell’apparato radicale e la scarsa fruttificazione, con frutti peraltro inadatti alle manipolazioni ed alla conservazione. Patologie nutrizionali molto conosciute sono la butteratura amara del melo e il marciume apicale del pomodoro: le piante presentano una minore crescita e robustezza, sono più sensibili agli agenti climatici ed ambientali, e danno minore produzione di frutti e alterazione della gradevolezza estetica della pianta, molto importante soprattutto nelle colture floricole.

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Ticchiolatura

E’ la più grave malattia crittogamica che colpisce le pomacee, interessando foglie e frutti, più raramente fiori e rametti. Sulle foglie si manifesta con macchie scure bruno-nerastre tondeggianti, con contorni ben delineati, che col tempo confluiscono fino a ricoprirne tutta la superficie, causandone la caduta anticipata. Sintomi analoghi si osservano sui frutti che, se colpiti in fase di accrescimento, si sviluppano con vistose malformazioni e fessurazioni. A seguito di forti attacchi, si verifica una prematura caduta delle foglie, con conseguente riduzione dello sviluppo della pianta e fioritura stentata. Le piante manifestano un generale indebolimento a causa della ridotta attività delle foglie colpite. Si assiste ad una sensibile perdita di produzione e i frutti colpiti in avanzato stadio di sviluppo vengono deprezzati commercialmente. Le piante più interessate sono melo, pero e rosa.

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Septoria

I sintomi con i quali si manifesta questo fungo sono generalmente costituiti da macchie rotondeggianti del diametro di 2-5 mm che compaiono su foglie, fusti e piccioli, più raramente sui frutti. Le alterazioni sono di colore brunastro, con una zona centrale più chiara, nella quale risultano ben evidenti le fruttificazioni del fungo (picnidi), rappresentate da punteggiature nere leggermente in rilievo. La pianta subisce un sensibile rallentamento dello sviluppo e successivo deperimento; forti attacchi su giovani piantine possono causarne la morte. Sul sedano, dove la parte commestibile è rappresentata anche dalle foglie, provoca un considerevole danno. Le piante maggiormente colpite sono il pomodoro, il sedano e il prezzemolo, più sporadicamente il pero.

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Ruggine

Termine generico impiegato per indicare un certo numero di funghi patogeni che colpiscono piante da frutto, ortaggi e fiori con sintomatologie differenziate, ma riconducibili a manifestazioni caratteristiche. Colpiscono principalmente le foglie, sulla pagina superiore delle quali compaiono macchie di colore giallo-aranciato scuro, circondate da un alone più chiaro. In corrispondenza di queste macchie, sulla pagina inferiore, si presentano pustoline polverulente leggermente in rilievo di colore ambrato, come arrugginite (da qui il nome comune del fungo), che diventano nere in stadi avanzati della malattia. Se si presenta durante le prime fasi vegetative può avere esiti molto gravi, che sfociano in un’elevata caduta di foglie, a cui fa seguito un arresto dello sviluppo vegetativo. Attacchi più tardivi causano ingiallimenti e disseccamenti sulle foglie più vecchie. Sulle piante floreali possono essere attaccati anche germogli, piccioli fiorali e fusti erbacei. Le piante principalmente colpite sono pero, liliacee (aglio, porro), fagiolo e diverse floricole fra cui: rosa, garofano, crisantemo e geranio.

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Peronospora

La peronospora è un fungo che attacca foglie, frutti e tutti gli organi verdi della pianta. Sulle foglie si manifesta con chiazze decolorate a forma irregolare, dal tipico aspetto a “macchia d’olio”, che in seguito imbruniscono. Sulla pagina inferiore, in corrispondenza delle macchie, compare una muffa biancastra costituita dai “corpi fruttiferi” del fungo. L’infezione avviene in concomitanza del verificarsi di idonee condizioni di temperatura, elevata umidità e sviluppo vegetativo della pianta. Le foglie subiscono una diminuzione dell’attività fotosintetica con conseguente indebolimento della pianta; nelle orticole i fusti si presentano con striature longitudinali, che sfociano nell’ingiallimento dell’intera parte aerea. I frutti vengono ricoperti di muffa e marciscono, le bacche di pomodoro colpite quando sono ancora verdi cadono prima di arrivare a maturazione. Le piante principalmente colpite sono la vite, il pomodoro e numerose altre piante orticole.

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Oidio – Mal bianco

L’oidio, comunemente conosciuto come “mal bianco”, è un fungo che si distingue per via della muffa biancastra formata dalle sue colonie. Il fungo può attaccare tutte le parti aeree della pianta e, in particolare, i tessuti più teneri: gli organi colpiti si ricoprono di efflorescenze polverulente farinose, che riducono l’attività fotosintetica, indebolendo la pianta. Un forte attacco può provocare deformazioni, accartocciamenti, necrosi e perforazioni fogliari, sino alla completa caduta delle foglie. Possono essere colpiti anche i rami, i germogli, i boccioli fiorali e i frutti, che si indeboliscono e si ricoprono di un denso feltro bianco. Talvolta, come nel caso del melo, i frutti non subiscono grossi danni e sono per lo più limitati ad una rugginosità superficiale. Sulla vite il danno maggiore si rileva a carico degli acini, che rimangono più piccoli e con minor contenuto zuccherino e possono anche spaccarsi, creando così una facile via di penetrazione ad altri funghi (es. muffa grigia). Sul pesco i frutti colpiti tendono a cadere o ad accrescersi con deformazioni. Sulla rosa le foglie si accartocciano e cadono, la pianta deperisce e produce meno fiori, che rimangono piccoli e deformi. Le condizioni favorevoli allo sviluppo della malattia sono date da temperature intorno ai 18-25°C e in presenza di umidità (primavera-estate). Vengono colpite numerose specie, fra le più comuni troviamo melo, pesco, vite, fragola, diversi ortaggi, piante verdi e fiori.

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Occhio di pavone

Questa malattia colpisce soprattutto l’olivo, creando seri problemi alla coltivazione nelle annate umide e piovose. I sintomi si manifestano sulle foglie con macchie brune rotondeggianti che, crescendo, possono raggiungere circa 1 cm di diametro. Al centro sono di colore chiaro, mentre il margine ha un alone più scuro, tale da farle assomigliare all’“occhio” presente sulle penne della coda del pavone. Le foglie colpite cadono prematuramente, facendo disseccare anche i rami. La riduzione dell’attività fotosintetica delle foglie provoca la debilitazione della pianta, con conseguente diminuzione della capacità produttiva di olive e la riduzione del fattore estetico.

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Monilia

La moniliosi, detta anche “muffa a circoli”, è una patologia provocata da un fungo, che può interessare tutti gli organi aerei della pianta: fiori, rami, foglie, con predilezione per i frutti. L’infezione provoca aree marcescenti di colore scuro, che si ricoprono di una muffa bruno-grigiastra distribuita a piccoli ciuffi, disposti a circolo attorno al punto di penetrazione. I giovani frutticini colpiti marciscono e si ricoprono di muffa; in genere l’infezione interessa i frutti adulti in prossimità della maturazione, che prima marciscono e in seguito rinsecchiscono rimanendo attaccati alla pianta: nel caso di annate particolarmente umide, si osservano danni notevoli alla produzione. Attacchi precoci possono interessare i fiori che, ricoperti di muffa, finiscono per seccarsi, rimanendo attaccati al ramo. Le piante più colpite sono le pomacee e le drupacee.

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Marciumi colletto e radici

I microrganismi fungini responsabili di queste alterazioni colpiscono gli organi sotterranei della pianta (radici e bulbi) e le prime sezioni del fusto a livello del terreno (zona del colletto). L’infezione si manifesta con maculature sparse e l’annerimento delle zone basali, che si ricoprono di un micelio biancastro. Sugli organi legnosi si evidenziano decolorazioni della corteccia con successivo marciume. Nelle tuniche dei bulbi compaiono aree brunastre necrotiche che si ricoprono di muffa biancastra. La malattia è favorita dalla presenza di ferite, da terreno umido e scarse condizioni igieniche. Le giovani piantine, colpite dal marciume, improvvisamente collassano, assumono una posizione sdraiata sul terreno e muoiono. Nelle piante adulte colpisce le radici che, infettate, provocano inizialmente un deperimento, a cui fa seguito l’ingiallimento delle foglie, la loro caduta e infine il disseccamento della pianta. Sono soggette al marciume del colletto e delle radici diverse piante ornamentali e da fiore, che finiscono col perdere completamente di vitalità. Le piante maggiormente colpite sono le orticole e le floreali, giovani arboree in vivaio e tappeti erbosi.

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Mal secco

Questa malattia, che interessa principalmente gli agrumi, è causata da un fungo che provoca infezioni all’interno del legno. All’esterno la malattia si manifesta inizialmente sulle foglie, che ingialliscono partendo dalle nervature principali. Col progredire della malattia si ha il disseccamento della pianta, con andamento dall’alto verso il basso cominciando dai germogli, seguono poi i rami ed infine il fusto. Caratteristica delle piante colpite da mal secco è quella di possedere la chioma ancora verde nella zona bassa, nella quale si hanno anche rami e getti secchi ed interamente defogliati. E’ l’alterazione più grave e dannosa per gli agrumi: forti attacchi portano in breve tempo alla morte della pianta, specialmente se vengono colpite le radici o la base del tronco, con un decorso “fulminante”, tale da rendere inefficaci anche i trattamenti curativi. Viene colpito soprattutto il limone.

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Maculature fogliari

Le maculature sono alterazioni prodotte da numerosi funghi, che possono attaccare le foglie, gli steli e i fiori di molte piante ornamentali. L’infestazione si manifesta con la comparsa di macchie di varia forma (tondeggianti, allungate, irregolari) e colore (giallastre, brune, grigie, nere). Le macchie a volte possono presentare all’esterno degli aloni più chiari o più scuri, mentre al centro si possono notare dei corpuscoli di colore nero. Le parti della pianta colpite da questi patogeni disseccano e a volte si lacerano. Le foglie, a seguito di queste infezioni, ingialliscono, disseccano e cadono prematuramente. Le piante ornamentali maggiormente colpite sono: ciclamino, crisantemo, garofano, zinnia, oleandro, ortensia, peonia, acero, magnolia, pioppo, tiglio, ecc.

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Fumaggine

Con il termine generico di “fumaggini” vengono compresi diversi microrganismi fungini, che si sviluppano sulla pianta in corrispondenza della melata prodotta da insetti, come afidi, aleurodidi (mosche bianche) e cocciniglie: utilizzano per la loro crescita le sostanze zuccherine contenute nella melata. Le colonie fungine si presentano come ammassi nerastri scuri e fuligginosi (da cui la malattia prende il nome). Le fumaggini non danneggiano le piante in maniera diretta, ma indirettamente: ricoprendo con una patina scura le foglie, riducono l’attività fotosintetica, indebolendo le piante. Inoltre, questo rivestimento provoca un danno estetico alla piante e ai frutti che devono essere puliti prima di essere consumati. Vengono interessate foglie, germogli, rametti e frutti di moltissime piante sia erbacee che arboree. Lo sviluppo delle fumaggini è favorito da una forte umidità e da elevate temperature.

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Corineo

Questa malattia fungina si manifesta principalmente a carico di frutti, foglie e rametti. Sulla lamina fogliare compaiono all’inizio chiazze di colore rosso/violaceo con contorno ingiallito, che successivamente imbruniscono, seccano e si distaccano di netto dalla foglia lasciando fori simili ad una impallinatura. I frutti, se colpiti precocemente, presentano piccoli forellini con contorno più scuro; in fase avanzata si osservano tacche di 1-2 mm, ad alone rosaceo, dalle quali fuoriescono secrezioni gommose. Sui rami la malattia genera lesioni e fenditure di varia dimensione da cui esce una sostanza gommosa. Le foglie gravemente colpite riducono la capacità di effettuare la fotosintesi, compromettendo la vitalità della pianta. I frutti, che possono venire completamente ricoperti di macchie, non sono più commestibili. E’ una tipica malattia crittogama delle drupacee, che interessa pesco, albicocco, susino, ciliegio e mandorlo.

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Cancri rameali

Con questo termine si intendono le lesioni di forma ovale, colore scuro e leggermente depresse provocate da funghi che attaccano soprattutto specie arboree, provocando gravi danni a livello degli organi legnosi. I rami colpiti tendono a fessurarsi e a squamarsi, manifestando anche un’abbondante produzione di gomma nelle drupacee e di resina nelle conifere. Si assiste ad un deperimento della pianta con comparsa di numerose foglie secche. Con l’estendersi della malattia fungina può venire interessata l’intera circonferenza del fusto o del ramo interessato, impedendo il normale trasporto dell’acqua, con conseguente disseccamento della pianta. Le piante maggiormente colpite sono gli alberi da frutto, in modo particolare melo, pero, castagno, fico, oltre a ornamentali, pioppo, faggio, cipresso, biancospino e gelso.

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Botrite – Muffa grigia

Questa malattia fungina colpisce le piante da frutto, gli ortaggi e i fiori, penetrando attraverso ferite o lesioni presenti su frutti e fusti. Inizialmente si assiste, sulle piante colpite, alla comparsa di aree leggermente imbrunite, che progressivamente aumentano di dimensioni trasformandosi in marciumi molli. In seguito le zone marcescenti si ricoprono di una fitta muffa di colore grigio, dall’aspetto vellutato. Su alcune piante, come la vite, si assiste ad attacchi alle foglie e ai grappoli con la formazione di aree scure ricoperte di muffa grigia. Nelle orticole come il pomodoro vengono interessati anche i fusti e nelle piante da fiore come la rosa i boccioli colpiti si seccano e si ricoprono di un fitto feltro fungino. Le alterazioni più vistose si osservano sui frutti che, venendo interamente invasi dal fungo, marciscono completamente. Vengono colpite numerose specie, fra le più comuni troviamo melo, pero, pesco, vite, fragola, bulbose, varie orticole e floreali. Un clima fresco e umido, accompagnato da abbondanti annaffiature rappresentano le condizioni ideali per lo sviluppo del fungo.

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Bolla

Malattia fungina che colpisce prevalentemente il pesco, provocando vistosi danni soprattutto a carico delle foglie; in misura minore colpisce anche germogli, fiori e frutti. I primi sintomi si manifestano sulle giovani foglioline con la formazione di bollosità in rilievo sulla pagina superiore. In un primo momento le malformazioni si presentano ingiallite per poi trasformarsi in un colore rossastro-marrore. Le foglie colpite presentano vistose malformazioni che ne riducono la capacità fotosintetica, con conseguente indebolimento e deperimento della pianta e riduzione della produzione di frutti. Forti attacchi nel periodo primaverile-estivo portano alla caduta anticipata delle foglie. I frutti vengono raramente interessati ma, soprattutto se colpiti ancora piccoli, bloccano lo sviluppo e cadono a terra. Il danno da bolla a volte è simile a quello causato da afidi, ma può essere distinto grazie all’assenza degli insetti e della melata da essi prodotta. Altre piante interessate sono il mandorlo e le piante ornamentali del genere prunus, il lauroceraso e le felci. La malattia si sviluppa in situazioni ambientali con basse temperature, accompagnate da pioggia o elevata umidità.

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Antracnosi

L’Antracnosi è una malattia crittogamica che attacca principalmente le giovani foglie, i germogli e i piccioli fogliari. Il fungo penetra nella pianta attraverso le ferite causate dalla caduta delle foglie, o dal gelo. L’attacco nei giovani germogli avviene di solito in primavera, mentre sui rami più grossi può avvenire anche in altri momenti dell’anno; inoltre provoca l’infossamento della corteccia (cancri rameali). La malattia risulta grave nei climi caldi e nelle coltivazioni in serra, dove il patogeno è favorito dalle condizioni climatiche caldo-umide: si conserva nelle fruttificazioni che si formano sui tessuti infetti che rimangono a livello dei residui vegetazionali infetti o nel substrato. L’Antracnosi si manifesta sui piccioli fogliari, su cui compaiono tipiche strozzature necrotiche color rosato, i germogli necrotizzano e si ripiegano ad uncino. Sulle foglie deformate e ispessite, produce macchie necrotiche tondeggianti, che allargandosi ricoprono tutta la lamina (ciclamino, camelia); sul platano la necrosi si sviluppa lungo la nervatura centrale delle foglie con successiva deformazione; sull’ippocastano le foglie attaccate si presentano con macchie clorotiche irregolari tra le nervature oppure marginali, successivamente si trasformano in macchie necrotiche rossastre o rosso-brunastre. In caso di forti attacchi si manifestano defogliazioni. Le piante più interessate sono ciclamino, camelia, noce, fagiolo, platano, ippocastano, fragola.

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Alternaria

Le piante colpite da batteriosi presentano rami con foglie completamente secche, come se fossero state bruciate da una fiamma. La difesa nei confronti di questa malattia è solo di tipo preventivo, facendo attenzione prima di tutto ad acquistare piante sane, poi ai ristagni idrici, alle lesioni degli alberi date da eventi atmosferici o dalla potatura. I trattamenti andranno effettuati in autunno-inverno, prima del risveglio vegetativo o in caso di lesioni agli alberi.

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Batteriosi

Le piante colpite da batteriosi presentano rami con foglie completamente secche, come se fossero state bruciate da una fiamma. La difesa nei confronti di questa malattia è solo di tipo preventivo, facendo attenzione prima di tutto ad acquistare piante sane, poi ai ristagni idrici, alle lesioni degli alberi date da eventi atmosferici o dalla potatura. I trattamenti andranno effettuati in autunno-inverno, prima del risveglio vegetativo o in caso di lesioni agli alberi.

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parassita

Tripidi

Si tratta di piccoli insetti lunghi fino a 2 mm, con corpo stretto e allungato, la cui colorazione varia dal giallastro, al marroncino, al nero in funzione della specie di appartenenza. Vivono a spese delle piante, traendo nutrimento dalla linfa, che asportano praticando punture con un apparato boccale pungente succhiatore. Il danno si manifesta sulle foglie, ma anche sui frutti (es. agrumi) e sui fiori (es. gladiolo). In prossimità delle punture compaiono macchie decolorate argentee; si osservano anche disseccamenti e malformazioni a foglie e frutti. Possono anche trasmettere diverse malattie, tra cui le virosi. In caso di forti attacchi le piante si presentano deperite e non riescono a portare a compimento la fioritura. Si rinvengono principalmente sulla pagina superiore delle foglie di orticole, frutticole, floreali e ornamentali in serra e in pieno campo, nelle regioni a clima mite.

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Tortricidi

I lepidotteri tortricidi, comunemente detti “ricamatori” a causa della tipica sintomatologia, comprendono diverse farfalle di medie dimensioni (8-30 mm), le cui larve vivono parassitarie sulle piante, nutrendosi delle foglie: compiono delle vere e proprie “ricamature”, che legano fra loro foglie attigue, oppure ripiegano su sé stessi i lembi, utilizzando fili sericei. All’inizio della primavera le larve attaccano i giovani germogli, i fiori e successivamente i frutticini allegati, sui quali le rosure rimangono ben evidenti fino al momento della raccolta. Durante il periodo estivo vengono colpite le foglie apicali dei rametti e i frutti, che presentano rosure circolari, localizzate soprattutto nei punti di contatto fra foglie e frutti o tra frutti limitrofi. Forti infestazioni di tortricidi possono portare alla completa perdita della produzione. Le piante maggiormente interessate sono pomacee, drupacee e fragola.

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Tignole

Gli imenotteri tentredini possiedono quattro ali e depongono le uova all’interno dei tessuti vegetali (foglie e fiori), di cui le successive larve si nutrono. Durante la rosione delle foglie le larve si aggrappano in maniera caratteristica con le zampe sull’orlo del lembo fogliare. Nei fruttiferi vengono colpiti in modo particolare i frutti, con preferenza per quelli appena formati: le larve scavano gallerie dapprima superficiali e in un secondo tempo più profonde, fino a raggiungere l’interno, dove formano ampie cavernosità. I frutti, se colpiti in modo lieve, si accrescono ugualmente anche se in maniera irregolare, mentre quelli interessati da gallerie profonde cadono anticipatamente. Su floricole ed ornamentali si hanno danni a carico di germogli e foglie, che si presentano bucherellate su tutta la superficie, lasciando intatte solo le nervature principali. Vengono riscontrati principalmente su melo, pesco, susino, ciliegio, rosa ed ornamentali.

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Tentredini

Gli imenotteri tentredini possiedono quattro ali e depongono le uova all’interno dei tessuti vegetali (foglie e fiori), di cui le successive larve si nutrono. Durante la rosione delle foglie le larve si aggrappano in maniera caratteristica con le zampe sull’orlo del lembo fogliare. Nei fruttiferi vengono colpiti in modo particolare i frutti, con preferenza per quelli appena formati: le larve scavano gallerie dapprima superficiali e in un secondo tempo più profonde, fino a raggiungere l’interno, dove formano ampie cavernosità. I frutti, se colpiti in modo lieve, si accrescono ugualmente anche se in maniera irregolare, mentre quelli interessati da gallerie profonde cadono anticipatamente. Su floricole ed ornamentali si hanno danni a carico di germogli e foglie, che si presentano bucherellate su tutta la superficie, lasciando intatte solo le nervature principali. Vengono riscontrati principalmente su melo, pesco, susino, ciliegio, rosa ed ornamentali.

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Psilla

La psilla vive come parassita sulle piante, di cui succhia la linfa utilizzando un apparato boccale pungente succhiatore. Emette un abbondante liquido zuccherino, chiamato melata, che attira formiche e mosche, delle quali si nutre. Le forme adulte sono di piccole dimensioni (2-3 mm), provviste di ali trasparenti disposte sul dorso; ne esistono due forme: una estiva di colore arancione-marroncina, una invernale di colore scuro. Questi insetti colonizzano i germogli, le giovani foglie, i giovani rami e raramente anche i giovani frutti. In seguito all’asportazione di linfa, la pianta subisce un generale indebolimento, a cui possono fare seguito disseccamenti di rametti e foglie, che finiscono con il cadere anticipatamente. La presenza di melata provoca ustioni alle foglie ed imbratta la vegetazione, attirando l’insediamento di fumaggini. Queste, oltre a rallentare i processi biologici della pianta, ricoprono i frutti rendendone l’aspetto molto sgradevole. Colpisce prevalentemente il pero, in modo particolare le varietà William e Decana, a spese di germogli, fiori, frutti e rametti anche lignificati.

PIANTE COLPITE

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Oziorrinco

L’oziorrinco è un coleottero appartenente alla famiglia dei Curculionidi; gli adulti, lunghi circa 7 mm e di colore nerastro, hanno il tipico rostro allungato e abitudini notturne; le larve sono biancastre con il capo di colore bruno, con un corpo massiccio e tipicamente incurvato a “C”. Il danno maggiore è provocato dalle larve, che penetrano nelle radici, scavandovi delle gallerie fino a spezzarle. Le piante colpite manifestano un accrescimento stentato, con appassimento e avvizzimento finale. Gli adulti provocano caratteristiche erosioni dentellate ai margini delle foglie. Le piante maggiormente colpite sono fragole, piante erbacee, arbustive e arboree, ornamentali e forestali.

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Nottue

Con il nome di nottua si intendono numerosi insetti che si diversificano in base alla coltura che colpiscono. In linea generale, sono tutte farfalle di medio-grandi dimensioni con colorazione dal marrone chiaro allo scuro e abitudini notturne. Le larve, chiamate comunemente “bruchi”, sono tozze con dimensioni di 30-45 mm, di colore variabile dal verde al marrone con diverse tonalità. Si cibano prevalentemente di notte, raramente di giorno, e lasciano escrementi neri di forma rotondeggiante. Le larve compiono erosioni sulle foglie, prima limitate alla pagina inferiore, poi sull’intera lamina, lasciando soltanto le nervature principali e i piccioli. Si assiste, in caso di forti attacchi, a complete defogliazioni della pianta con notevoli difficoltà di sviluppo della stessa. In un secondo momento le larve attaccano anche gli organi sotterranei (bulbi, colletto, radici) della pianta, erodendoli e danneggiandoli, fino anche alla morte della pianta. Sono interessate all’attacco quasi tutte le piante ortive, oltre a numerose erbacee ed arboree.

PIANTE COLPITE

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Mosca della frutta

Con il termine ditteri (insetti con 2 ali) si identificano diversi insetti come le mosche della frutta, che sfruttano le piante come supporto per la deposizione di uova e le cui larve successivamente vivono a spese di frutti e ortaggi. Gli adulti sono delle piccole mosche, che depongono le uova direttamente all’interno dei frutti; in seguito, le larve ne mangiano i tessuti scavando gallerie. All’esterno del frutto il danno si manifesta con un alone leggermente depresso e di colorazione anomala in corrispondenza della galleria, poi queste zone possono marcire. Casi gravi di infestazione possono interessare la totalità dei frutti con la caduta anticipata e la perdita completa della produzione. Le piante maggiormente colpite sono pomacee, drupacee, agrumi, olivo e numerose orticole come pomodoro, cavolo, cipolla, carota e lattuga.

PIANTE COLPITE

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Mosca bianca

Con questo nome vengono indicati diversi insetti, appartenenti alla famiglia degli Aleurodidi, che possiedono ali dalla colorazione bianca disposte a tettoia sul dorso, quando in posizione di riposo (es. Mosca bianca Trialeurodes vaporariorum). Vivono sulla pagina inferiore delle foglie, dalle quali succhiano la linfa e producono un’abbondante melata; quando le foglie vengono toccate, gli insetti si alzano in volo a gruppi ed in modo caratteristico. La melata prodotta, oltre ad imbrattare la vegetazione, costituisce il substrato di crescita per funghi come le fumaggini. In seguito all’attacco si assiste a un generale deperimento delle piante, con foglie che ingialliscono e successivamente disseccano e cadono. Colpiscono un elevato numero di piante, in prevalenza colture orticole, floreali ed ornamentali in serra e pieno campo.

PIANTE COLPITE

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Lumache – limacce

Sono molluschi gasteropodi che si differenziano per la conformazione corporea: le chiocciole possiedono una conchiglia spiralata di natura calcarea, all’interno della quale si ritraggono per proteggersi in caso di pericolo o durante periodi di stasi; le limacce sono simili alle chiocciole ma prive di conchiglia, con corpo di colore marrone rossastro e dimensione variabile dai 7-10 cm, con punte di 13 cm; le lumache sono prive di guscio ma di dimensioni decisamente più contenute. La presenza di questi molluschi è facilitata da terreni umidi e freschi, ricoperti di materiale organico in decomposizione (es. foglie). Si nutrono prevalentemente delle parti giovani e più tenere delle piante come foglie e germogli, che vengono completamente divorati, prevalentemente durante la notte. Vengono colpite tutte le piante da orto e le floreali, in modo particolare se a foglia tenera e succulenta (es. lattuga, cavolo, ecc.).

PIANTE COLPITE

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Larve minatrici

Termine generico utilizzato per indicare le larve di numerosi lepidotteri (le comuni farfalle) dalle ridotte dimensioni (6-8 mm), perciò chiamati anche microlepidotteri. Le larve sono dotate di un apparato boccale masticatore che usano per cibarsi, scavando gallerie tortuose all’interno della lamina fogliare. La forma della mina e il suo posizionamento sulla foglia (pagina superiore o inferiore) varia in base alla specie. Questi parassiti si insediano nella zona immediatamente sottostante l’epidermide, rendendola in un primo momento traslucida o argentata, e facendola in un secondo momento disseccare. Questo causa una riduzione dell’attività fotosintetica, con generale indebolimento della pianta, a cui può fare seguito la caduta anticipata delle foglie. Le piante maggiormente colpite sono pomacee e drupacee, oltre a diverse arboree e ornamentali.

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Larve defogliatrici

Questo gruppo di insetti comprende vari tipi di lepidotteri (o farfalle) le cui larve hanno dimensioni di 3-6 cm, sono ricoperte da folta peluria irritante al tatto e vivono spesso riunite in gruppi numerosi o in lunghe processioni (come ad esempio la Processionaria del pino). A volte si manifestano sui rami o nelle parti terminali del fusto, con voluminosi nidi grigi tessuti con fili sericei, che assomigliano ad ammassi di cotone. Le larve colpiscono e si nutrono delle foglie dei rami sulla parte alta della chioma; se l’attacco è grave possono arrivare a defogliare l’intera pianta. Tranne quest’ultimo caso, dove si osserva un deperimento dell’albero, i danni normalmente registrati riguardano ritardi nello sviluppo delle piante coltivate e perdita di estetica per le ornamentali. Vengono colpite svariate latifoglie forestali, conifere (pini ed abeti) ed ornamentali.

PIANTE COLPITE

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Grillotalpa

Il grillotalpa è un insetto terricolo che raggiunge la dimensione di 5 cm di lunghezza, e ha il corpo dotato di una corazza di colore marrone-bruno. E’ provvisto di robuste mascelle e di ampie zampe anteriori, con le quali scava gallerie nel terreno, che lascia all’imbrunire per andare a nutrirsi di notte. Danneggia radici, tuberi, semi in germinazione e giovani piantine, compiendo profonde erosioni. Le piante colpite si presentano indebolite e in breve tempo appassiscono. Ama terreni sciolti e umidi e la sua vita è prevalentemente sotterranea. Indirettamente danneggia la fauna utile del terreno, cibandosi anche dei lombrichi. Si rivela dannoso sia per piante da orto che da giardino, nonché per prati e tappeti erbosi.

PIANTE COLPITE

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Elateridi

Alla famiglia degli Elateridi appartengono diversi coleotteri le cui larve, di dimensioni di circa 2-2,5 cm, possiedono un rivestimento esterno particolarmente coriaceo, tanto da farli soprannominare “ferretti”. Gli adulti possiedono una conformazione dell’addome che, se ribaltati, gli permette di effettuare dei salti per ritornare nella posizione normale. Le larve, dalla colorazione alquanto appariscente (dal giallo all’arancione), vivono prevalentemente nel terreno e si nutrono a spese di radici, bulbi e tuberi, a cui provocano profonde erosioni e gallerie. La perdita di funzionalità delle radici provoca il deperimento alla pianta, a cui può fare seguito il disseccamento. Bulbi e tuberi (cipolle, patate, bulbose da fiore) danneggiati perdono di efficienza riproduttiva e ne viene ridotta la commestibilità. Interessano principalmente le orticole e le estensive, ma non mancano danni a floricole ed ornamentali.

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Dorifora

Insetti coleotteri, i cui adulti sono caratterizzati da un dorso a linee longitudinali di colore giallo e nero; le larve sono invece di colore arancio-rossastro, con una tipica linea di puntini neri sui lati. Le uova, di forma cilindrica, sono di colore giallastro e vengono depositate sulla pagina inferiore delle foglie. Il danno è provocato sia dalle larve che dagli adulti sulle foglie: le piante colpite vengono defogliate completamente a scapito della formazione dei tuberi, che rimangono più piccoli e in numero minore. Le piante maggiormente colpite sono la patata, il pomodoro e altre solanacee (peperone, melanzana, ecc.).

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Cocciniglia

Con il termine generico di “cocciniglie” si intende un numeroso gruppo di insetti appartenenti a specie diverse ma con caratteristiche simili. Le forme adulte sono immobili o poco mobili e hanno il corpo ricoperto da un caratteristico “scudetto”, di forma e colorazione variabile da specie a specie: può essere tondeggiante, ovale, a virgola, con colori dal bianco, al grigio fino al rosso-bruno e consistenza cerosa o cotonosa. Vivono a spese delle piante prelevandone linfa ed emettono melata, che costituisce un indice per segnalare la loro presenza. A seguito di forti attacchi le cocciniglie possono arrivare a rivestire completamente rametti e foglie: la pianta si presenta indebolita con ingiallimenti diffusi e disseccamenti fogliari. La melata prodotta imbratta tutta la vegetazione, che successivamente si ricopre di uno strato nerastro (fumaggini) che, nel caso delle foglie, ne riduce ulteriormente la funzionalità. Vengono riscontrate su svariate piante coltivate ed ornamentali, sulle quali vivono a spese di rami, fusti, foglie e frutti a seconda della specie.

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Cimice

La cimice verde è un insetto molto polifago diffuso in tutto il territorio nazionale: gli adulti raggiungono in media la lunghezza di 15 mm, hanno forma pentagonale, di colore verde chiaro o verde giallastro, a volte possono presentare anche una punteggiatura marginale rossastra. Il danno si manifesta sulle foglie e sui frutti ed è causato dalle punture, attraverso le quali si nutrono tutte le forme mobili dell’insetto. Sulle foglie, in corrispondenza delle punture si notano delle necrosi localizzate, che possono portare a successivi disseccamenti. Sui frutti, le punture provocano delle punteggiature clorotiche, che si evidenziano nella fase di maturazione della bacca, oltre a trasmettere uno sgradevole sapore. Indirettamente può trasmettere, attraverso le ferite lasciate dagli stiletti boccali, alcune malattie come la batteriosi. Le piante maggiormente colpite sono il pomodoro e molte altre ortive, colture erbacee, arbustive ed arboree (nocciolo), piante ornamentali.

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Cicaline

Sono insetti lunghi 2-4 mm di colore variabile fra il giallognolo e il verde. Il capo è grosso e di larghezza superiore al corpo, con occhi voluminosi disposti ai lati. Le ali, in posizione di riposo, sono ripiegate a tetto spiovente sul corpo. Spiccano salti o brevi voli se vengono disturbate. Possiedono un apparato boccale pungente succhiatore, che utilizzano per sottrarre linfa dai tessuti vegetali. In corrispondenza delle punture, eseguite sulla pagina inferiore delle foglie, il tessuto si decolora. Le foglie successivamente disseccano e cadono anticipatamente, a volte possono presentare accartocciamenti ed arricciamenti. Le punture esercitate sulle nervature ne provocano l’imbrunimento con perdita di funzionalità. Gli escrementi prodotti dalle cicaline, sotto forma di minuscole goccioline nere, possono imbrattare i frutti, che subiscono così un deprezzamento estetico. Vivono prevalentemente a carico delle foglie di orticole, frutticole, floreali ed ornamentali.

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Cavolaia

Gli adulti sono farfalle di colore bianco, con dimensioni fino a 5-6 cm, le cui ali anteriori possiedono caratteristiche macchioline nere. Le farfalle compaiono in aprile-maggio, depongono le uova sulla pagina inferiore delle foglie e dopo circa 15 giorni nascono le larve, che hanno dimensione di circa 4 cm con colorazione giallo-verde, finemente punteggiate in nero: sono le dirette responsabili dei danni provocati alle colture interessate, che si manifesta sulle foglie. Inizialmente provocano rosure solo sulla pagina inferiore, successivamente su tutta la superficie, divorando ampie porzioni della foglia, nervature comprese. Le piante principalmente colpite sono il cavolo e altre crucifere, più raramente altri tipi di ortaggi.

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Carpocapsa

E’ un lepidottero (o farfalla) che nella forma adulta ha una dimensione di 1,5-2 cm e possiede ali di colore grigio cenere, attraversate da striature trasversali più scure. Le larve della carpocapsa sono la causa principale del danno, che risulta essere uno dei più comuni e frequenti sulle pomacee dell’orto-giardino: provocano danni principalmente sui frutti, nei quali penetrano preferibilmente attraverso la cavità calicina, ma non sono rare gallerie di entrata scavate direttamente sulla superficie dei frutti. Una volta penetrate scavano gallerie dirette verso il centro del frutto, per divorare anche i semi. Dall’esterno del frutto la loro presenza è segnalata da rosure ed escrementi che fuoriescono dal foro di ingresso della larva. Colpiscono principalmente melo e pero, ma non mancano infestazioni anche su pesco, susino, albicocco e kaki.

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Afidi

Sono piccoli insetti (fino a 5 mm) conosciuti come “pidocchi”, dalla svariata colorazione (neri, verdi, arancioni, gialli), provvisti di un apparato boccale pungente, grazie al quale si cibano succhiando linfa dai tessuti vegetali, in modo particolare di foglie, germogli e parti verdi della pianta. Producono un liquido di scarto denso e ricco di sostanze zuccherine, che prende il nome di melata: è visibile a occhio nudo su tutti gli organi della pianta come una serie di goccioline appiccicose, che in caso di forte infestazione confluiscono, formando uno strato uniforme e lucente. Sulla melata trovano substrato ideale di crescita una serie di funghi saprofitari che prendono genericamente il nome di fumaggini, a causa dell’aspetto fuliginoso che assumono le superfici vegetali insediate. In seguito all’attacco di afidi, i danni riscontrati sono di natura diretta ed indiretta. Direttamente le punture operate e l’asportazione di linfa causano ingiallimenti e deperimento generalizzato, che possono provocare nei casi estremi la morte della pianta; a volte si assiste ad accartocciamenti fogliari e formazione di galle. Indirettamente la presenza della fumaggine impedisce alle foglie di svolgere regolarmente la fotosintesi clorofilliana, con conseguente rallentamento dello sviluppo e deperimento. Vengono riscontrati su moltissime piante coltivate, ornamentali e spontanee.

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Acari – Ragnetto rosso

Gli acari sono un gruppo di piccoli animali (lunghi al massimo pochi mm, tranne alcune eccezioni come ad es. le zecche) appartenenti alla classe degli aracnidi. Generalmente hanno una forma globosa, più raramente allungata o vermiforme. Svolgono più generazioni all’anno, per cui infestazioni non controllate possono causare danni anche molto rilevanti. Gli acari più pericolosi per le piante sono quelli fitofagi (Ragnetto rosso, Eriofidi e Tarsonemidi) che si cibano sia dei succhi cellulari degli organi erbacei, che dei frutti. Possiedono un apparato boccale di forma particolare atto a prendere, perforare e lacerare i tessuti vegetali. Il principale sintomo è un marcato ingiallimento della pianta; le foglie assumono sfumature bronzee o caratteristiche argentature, possono comparire galle o deformazioni, e possono essere attaccati anche i fiori, con difficoltà nella schiusura dei boccioli. La presenza degli acari in genere si evidenzia con la comparsa di residui ragnatelosi sulla pagina inferiore delle foglie. Gli acari attaccano tutte le piante verdi, principalmente i fruttiferi, le orticole ma anche le piante ornamentali e le floricole (crisantemo e ciclamino in particolare).

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Lunga vita ai peperoncini!

Spettacolo di fine stagione, i peperoncini ornamentali o commestibili possono conservare la loro bellezza e il loro sapore fino ai geli: ecco come si fa

Rossi, gialli, arancioni, verdi, persino neri o bianchi: i peperoncini decorano con i loro brillanti colori e, se del tipo commestibile, portano in tavola sapore e salute. In questo periodo è facile trovare in vendita splendidi vasi carichi di frutti, e chi era stato così previdente da coltivarli partendo da seme o da piantine, a fine primavera o estate, si trova oggi con una bella soddisfazione… pronta da raccogliere.

Che si tratti di piante coltivate o acquistate ora, ci sono alcuni accorgimenti per ottenere una lunga durata e una maturazione dei peperoncini fino ai geli. Se trasferite in una serra o veranda luminosa e fresca, rimarranno belli fino a Natale.

Acquistare ora un peperoncino: consigli utili

• Al momento dell’acquisto occorre capire se si tratta di un peperoncino ornamentale o commestibile. I primi, oltre ad avere un sapore spesso troppo amaro o piccante, sono stati coltivati impiegando metodi e prodotti non idonei per l’uso commestibile; i secondi sono invece adatti ad essere portati in tavola. In caso di dubbio, è bene chiedere informazioni presso il punto vendita.

• Dopo l’acquisto occorre subito rinvasare, assicurandosi che la zolla di terriccio non sia del tutto disidratata: in quel caso è bene lasciarla inumidire prima di effettuare il trapianto in vaso. Cifo Terriccio specifico per ortaggi – Linea Torfy è ideale sia per quelli ornamentali che per quelli commestibili: questi ultimi trovano, nella sua caratteristica di terriccio ammesso in agricoltura biologica, le condizioni ideali di crescita per ottenere peperoncini sani e genuini.

• Il vaso deve avere un ottimo drenaggio e una dimensione tale da consentire lo sviluppo ed evitare la rapida disidratazione quando il vaso è esposto al sole ancora caldo di settembre e ottobre. Dopo il trapianto, innaffiare generosamente evitando il ristagno di acqua nel sottovaso per più di mezz’ora.

Irrigazione e concimazione

Sia per i peperoncini che abbiamo coltivato, sia quelli acquistati ora, richiedono irrigazione in quantità tale da conservare il terriccio sempre leggermente umido ma non fradicio; nel dubbio è sempre bene tastare con le dita appena sotto la superficie. Importante è la concimazione ogni 10-12 giorni con Cifo Concime liquido per piante da orto e da frutto: favorisce la formazione di frutti sani, appetitosi, gustosi e con aroma intenso. A base di sostanze vegetali, completamente naturali, è consentito in agricoltura biologica.

La posizione per i peperoncini: al sole e al riparo dal vento

In autunno i peperoncini continuano a produrre fiori e frutti se sono in pieno sole, non esposti al vento forte (anche per favorire la visita degli insetti impollinatori). Quando comincia a far fresco, è bene spostare il vaso contro un muro soleggiato ed esposto a Sud. Il ritiro di notte, se le temperature scendono sotto i 10 °C, è consigliabile; possono tornare all’aperto durante il giorno se il clima diurno è mite e soleggiato. Quando arriva il freddo del tardo autunno, lo spostamento in serra o veranda fresca manterrà le piante belle fino a Natale, quando i peperoncini possono essere utilizzati anche per comporre decorazioni che portano fortuna e augurano lunga vita.

Da sapere: tre consigli utili
  • Man mano che i peperoncini maturano vanno raccolti (volendo, si possono anche essiccare); in questo modo i nuovi fiori che si formano in autunno saranno favoriti nel produrre altri frutti.
  • Se la pianta è sofferente e debilitata, a causa di escursioni termiche o scorrette irrigazioni, un aiuto efficace è il nostro Algatron, un biostimolante naturale, consentito in agricoltura biologica, che fortifica e rinvigorisce la pianta in tempi rapidi.
  • Sia a scopo preventivo che per rinforzare in presenza di attacco di parassiti (frequente in autunno è il ragnetto rosso sotto le foglie) si utilizza Propoli Cifo, un preparato consentito in agricoltura biologica a base di propoli di altissima purezza e qualità; attiva le difese naturali delle piante nei confronti di insetti, funghi, batteri e virus.
    Non possiede attività residuale sulle piante trattate.

Frutti in terrazzo e giardino? Pensiamoci ora

Mentre la fine dell’estate e l’autunno regalano tanta frutta saporita e preziosa per la nostra salute, pensiamo a creare lo spazio per qualche albero o cespuglio da frutto:
da ora in poi il momento è ideale per piantare frutti che regaleranno un raccolto generoso

Frutti in terrazzo e giardino? Questo è il momento migliore per iniziare ad organizzarsi…. La frutta di questo periodo è particolarmente buona, varia e saporita: dalla fine dell’estate in poi sono protagoniste mele, pere, pesche e prugne tardive, uva da tavola e tanti altri tipi di frutta che vanno a comporre un insieme di sapori, che al piacere gastronomico aggiungono anche tante virtù utili per la nostra salute.
Molti sono i frutti in terrazzo e giardino che possiamo coltivare, e il periodo che va dalla fine dell’estate al tardo autunno è particolarmente consigliato per il trapianto, perché aumenta l’umidità nel terreno e nell’ambiente, utile per favorire l’attecchimento. Nel corso dei mesi le piante da frutto hanno modo di ambientarsi e dalla fine dell’inverno in poi sono pronte per emettere fiori che diventeranno frutti.
Tutte le piante da frutto traggono vantaggio da Cifo Terriccio specifico per piante da frutto, substrato consentito in agricoltura biologica ideale in vaso o in piena terra; ha una struttura ottimale ad elevata porosità per evitare dannosi ristagni idrici e compattamenti del suolo. Il concime contenuto assicura nutrimento per le prime fasi del trapianto sostenendo l’attecchimento.

I frutti antichi, un tesoro di sapori da riscoprire

Tra i frutti in terrazzo e in giardino, ecco anche le varietà antiche di mele, pere e altri frutti che, tra l’altro, sono legate alla storia del territorio locale… coltivarle significa scoprire sapori perduti su piante che sono molto più resistenti alle avversità rispetto alle varietà moderne. Alcune sono adatte anche alla vita in vaso sul terrazzo.
• Il melo cotogno. Grande albero decorativo, con bei fiori primaverili e frutti autunnali profumatissimi da consumare cotti oppure in forma di succhi, gelatine e marmellate.
• Il giuggiolo. Albero grazioso adatto anche al terrazzo in grandi vasi; ama il pieno sole e produce frutti dolci in settembre-ottobre.
• Il pesco saturnino. I frutti piatti sono succosi e profumatissimi, l’albero è poco ingombrante e poco sensibile al mal della bolla che spesso colpisce i peschi.
• Il marusticano. I frutti tondi sono simili alle prugne, aspri e dissetanti, ottimi per marmellate. Pianta robustissima.
• Meli, peri e fichi antichi. La scelta è ampia ma è bene acquistare piante che siano adatte al clima e al terreno della zona; si tratta infatti di specie spesso molto resistenti, ma adatte solo a particolari situazioni, meglio quindi informarsi presso il punto vendita.

I frutti di bosco

• I più noti sono le fragoline di bosco, le more, i mirtilli e i lamponi, ma ci sono anche alcuni frutti di bosco dai nomi curiosi, come tayberry (un tipo particolare di mora), loganberry (un ibrido tra mora e lampone con frutti grossi e dolci), e il boysenberry, un altro ibrido di origine neozelandese dai frutti molto saporiti e morbidi.
• Interessante anche il cranberry, mirtillo rosso americano, noto fin dall’epoca precolombiana, molto produttivo.
• Da non dimenticare anche il ribes, pianta di poche pretese che produce graziosi grappoli di piccoli frutti rossi o perlacei, e l’uvaspina, un frutto poco conosciuto ma ottimo anche per arricchire le macedonie estive. Entrambi crescono bene anche nelle zone calde, a differenza dei lamponi e mirtilli che preferiscono un clima relativamente fresco e umido.

Da sapere: tre consigli utili

• Se desiderate coltivare un solo albero di una certa specie, dovete accertarvi che ne esistano varietà autocompatibili, cioè che possono essere fecondate dal proprio polline: una scelta ampia tra gli albicocchi e i nespoli del Giappone, ma non tra i meli, impossibile tra i peri e i ciliegi che devono essere vicini ad altri esemplari per poter dare frutti. Per favorirne l’impollinazione è fondamentale accostare alla pianta una varietà della stessa specie o una varietà diversa purché compatibile (cioè con epoca di fioritura sovrapponibile).
• Per migliorare l’attecchimento è utile Cifo Biotron S, prodotto naturale costituito da Leonardite, sostanza umificata contenente acidi umici e fulvici che aumenta la fertilità del terreno e migliora la capacità di assorbimento delle radici.
• Per le piante da frutto in vaso la scelta più pratica per il nutrimento è Cifo concime liquido per piante da orto e da frutto: facile da dosare, a base di sostanze vegetali completamente naturali consentito in agricoltura biologica.


Pomodori in vaso: tre consigli utili

Coltivare i pomodori in balcone è un piacere aperto a tutti, basta avere qualche ora di sole e applicare alcune buone regole per proteggere la salute e il vigore delle piante.

Il caldo non fa paura ai pomodori e anzi, li aiuta a produrre molti fiori e molti frutti! Anche in terrazzo, fino all’autunno si possono raccogliere pomodori di vario tipo; i migliori in vaso sono quelli di piccola pezzatura, come datterini e ciliegini in vari colori. Per ottenere un risultato soddisfacente, ecco alcuni suggerimenti utili.

Primo consiglio: Irrigare generosamente senza ristagni!

Questo è un aspetto fondamentale per tutelare la salute delle radici, sensibili al ristagno idrico. Quindi, prima di innaffiare di nuovo è bene tastare il terriccio: se è asciutto si innaffia, se dopo 15-20 minuti c’è ancora acqua nel sottovaso è meglio eliminarla.
Il terriccio consigliato per i pomodori (ottimo in generale per tutti i tipi di ortaggi in vaso) è Cifo Terriccio specifico per ortaggi – Linea Torfy, substrato consentito in agricoltura biologica.

Secondo consiglio: Concimare con regolarità!

I pomodori sono grandi consumatori di nutrienti e in vaso il fabbisogno è ancora maggiore rispetto alle piante in piena terra. Un buon regime di concimazione prevede l’alternanza, ogni 15 giorni circa, di Cifo Concime Liquido per piante da orto e da frutto e Cifo Bio Oro, biostimolante universale, che induce la formazione dei frutti, migliora l’accrescimento e la maturazione. Un regime regolare di concimazione regalerà frutti fino a ottobre.

Terzo consiglio: Proteggere la salute e la produttività!

Oltre alla regolare asportazione dei getti che si formano all’ascella dei rami principali (“sfemminellatura”), indispensabile per ottenere frutti di maggiore dimensione e qualità, occorre sorvegliare la salute delle piante asportando subito, ai primi segnali, le parti secche o malate e utilizzando i prodotti della linea Cifo Barriera Naturale per allontanare i rischi di insetti parassiti e malattie fungine. CIFOBLOK BIO della linea Barriera naturale è un ottimo aiuto per i pomodori in vaso, consentito in agricoltura biologica, a base di lecitina di soia, sostanza naturale con azione fungicida. Grazie ai componenti naturalmente presenti nei semi della soia agisce anche contro la peronospora, molto comune sui pomodori.

Un ultimo suggerimento: mai bagnare le foglie dei pomodori e raccogliere subito eventuali frutti o foglie caduti sul suolo; coltivare ai piedi dei pomodori piantine come il tagete o il basilico aiuta a prevenire la presenza di parassiti.


Caldo estivo, resilienza e bellezza dei nostri terrazzi fioriti

Stanchi dei “soliti” gerani che con il caldo fioriscono poco?
Soluzioni diverse e sostenibili per fioriture lunghissime

Temperature alte e il gran caldo estivo, sono condizioni che mettono a dura prova le nostre piante, questo a prescindere dalle irrigazioni, dato che, in un periodo in cui la vegetazione è rallentata, dare troppa acqua può addirittura diventare un problema, e i gerani, danneggiati dai parassiti e debilitati dal caldo (se le notti sono molto calde la fioritura si ferma) non danno soddisfazione.

Quindi, come conservare la bellezza di terrazzi, balconi e giardini con piante in vaso in grado di regalare vitalità e colore?

Per reagire al clima che cambia è importante orientare le proprie scelte, fin dalla primavera, verso piante che resistono bene al caldo e che anzi lo apprezzano per poter fiorire generosamente.
Eccone alcune, splendide anche nel gran caldo di agosto.

• Oleandro. Ottimo in vaso grande e profondo, fiorisce generosamente fino a ottobre. Ampia scelta di colori dal bianco al rosa e rosso, e anche giallo: la varietà gialla “Luteum plenum” è anche molto profumata. Un aiuto per favorire lo sviluppo di fiori e fogliame: Cifo concime liquido per piante fiorite. Ha un alto titolo in Potassio: stimola la formazione di un abbondante numero di fiori, ne intensifica la brillantezza della colorazione, la profumazione e la persistenza.

• Gazania. Ottima anche in ciotole e cassette di media dimensione (se sono profonde resiste meglio alla siccità), è una pianta africana che ama il caldo estivo e il sole forte. Poco esigente e poco sensibile alle malattie, va irrigata con moderazione: evitare i ristagni nel sottovaso.

• Lantana. Di origine centroamericana, è oggi disponibile in varietà ibride compatte, molto adatte alla coltivazione in vaso dove fioriscono in pieno sole fino all’autunno inoltrato. Se il vaso è profondo lo sviluppo è migliore. Una concimazione quindicinale con Cifo concime idrosolubile per Piante fiorite è consigliata per conservare la forza della pianta, che fiorisce di continuo.

• Portulaca. Fiori appariscenti, anche doppi, che la sera si chiudono: ecco una pianta generosa che ama il caldo intenso e sboccia fino all’arrivo dei freddi. Resiste anche in piccoli vasi ma in quel caso occorre irrigare ogni giorno, se la terra si asciuga. Essendo una pianta succulenta e poco esigente, è sufficiente nutrire ogni 15 giorni con Cifo concime liquido per Piante Grasse. La specie spontanea Portulaca oleracea (“erba puchiacchia”) è commestibile e ricca di proprietà utili, ma viene coltivata anche a scopo ornamentale; ha portamento strisciante e piccoli fiori gialli. La portulaca da balcone a fiore doppio, che nasce rapidamente da seme, è molto spettacolare.

• Canna d’India. Spettacolare per i grandi fiori gialli, arancioni o rossi, anche striati o maculati, ha foglie grandi altrettanto belle ed è perfetta per un bel vaso in terrazzo, dove crea un punto focale attraente. Richiede irrigazioni regolari e se il vaso rimane protetto dal freddo, l’anno successivo il fogliame rinasce a primavera.

• Altre piante da terrazzo che resistono bene al caldo: sedum da fiore (Sedum spectabile), succulenta con infiorescenze che attirano le farfalle; ibisco cinese dai fiori enormi che si chiudono la sera ma ne nascono altri per settimane (ha bisogno di molta acqua, tollera le alte temperature ma in posizione protetta dal sole); echinacea, grandi margherite lilla che attirano api e farfalle; piante da fogliame come yucca, cycas e palma di San Pietro in grandi vasi, molto resistenti al sole.

Un consiglio: se avete delle piante debilitate dal forte caldo estivo o da irrigazioni irregolari, fornite Algatron, biostimolante universale con sostanze fondamentali per la crescita delle piante; migliora le funzioni delle piante già dopo un’applicazione. Rigenera le piante colpite da stress di origine climatica (caldo eccessivo, danni da grandine, squilibri idrici ecc.). Ottimo anche per rigenerare le piante d’appartamento.
Un altro consiglio: il caldo ha favorito enormemente la presenza di insetti fastidiosi. Se in terrazzo e balcone le formiche stanno diventando un problema, agite subito con Cifo Bixan 0.25 MG, insetticida pronto all’uso contro formiche, scarafaggi, pulci e zecche a base di Piretro, un insetticida naturale estratto dai fiori di Chrysanthemum cinerariaefolium, in formulazione microgranulare pronto all’uso, con forte potere attrattivo e di lunga persistenza.


La propoli cos’è e perché è così importante per le piante?

Un prodotto delle api, 100% naturale, che aiuta, rinforza, protegge la vegetazione

Tra l’uomo e le api c’è un’alleanza antichissima. Già nell’Antico Egitto le api venivano allevate per ottenere il miele  che aveva anche una valenza rituale e veniva impiegato in medicina. Durante scavi archeologici sono stati ritrovati vasi di  miele nelle tombe dei faraoni, e all’epoca anche la propoli era già nota come rimedio per le affezioni dell’apparato respiratorio e del cavo orale, come disinfettante e cicatrizzante delle ferite.

Le api producono questa sostanza per disinfettare e proteggere le pareti dell’alveare dove l’ape regina depone le uova. Per la sua composizione, la propoli un prezioso alleato dell’organismo umano, ed è molto utile anche per le piante, ecco le sue principali proprietà.

La propoli svolge un effetto fitostimolante e rinforzante, stimola la crescita delle gemme, l’allegagione dei frutticini e il loro sviluppo iniziale, ha l’effetto di  attirare gli insetti pronubi, come le stesse api, e di conseguenza migliorare l’impollinazione dei fiori per ottenere frutti.

Contribuisce a proteggere da varie malattie, ad esempio, dall’oidio, dalla bolla del pesco, dalla ticchiolatura e dal colpo di fuoco batterico, stimola la resistenza nei confronti degli afidi, di alcuni batteri dannosi e di malattie fungine (botrite, fusariosi, peronospora), innocua per l’uomo, gli animali domestici e selvatici e gli insetti utili, se utilizzata su piante commestibili non ha un tempo di carenza e i prodotti si possono consumare subito.

Non crea rilascio di sostanze tossiche e non danneggia l’ambiente e la biodiversità

Propoli Cifo, a base di propoli di altissima purezza e qualità, è una formulazione coadiuvata da olii vegetali,  indispensabile per attivare le difese naturali delle piante  nei confronti di insetti, funghi, batteri e virus.  Favorisce la rapida cicatrizzazione delle ferite  causate da lesioni, innesti e/o potature, proteggendo le piante dall’eventuale formazione di muffe o ingresso di patogeni. Non possiede attività residuale sulle piante trattate.

Un consiglio: ottima per tutti gli ortaggi, le piante da frutto e le aromatiche, è indicata anche per quelle ornamentali; si utilizza sia come prevenzione e rinforzo che come coadiuvante per la cura di patologie; in quel caso è bene ripetere il trattamento almeno 3 volte, a distanza di 3-5 giorni, nelle ore più fresche della giornata.


L’orto express nei piccoli spazi

In vaso, in “letti” rialzati, a quadretti, verticale: tanti modi diversi per concedersi il piacere dei sapori freschi che crescono sotto i nostri occhi

Anche per la stagione 2022 gli Italiani confermano la crescente passione per l’orto di casa, per tanti motivi: coltivare da sé ortaggi e frutti, avere la certezza di prodotti sani e genuini, passione per gli ortaggi dimenticati, strani, esotici o curiosi, e solo marginalmente per risparmiare. Ortaggi buoni, dunque, curati con metodi attenti all’ambiente e con tutti gli accorgimenti per la produzione sostenibile, ma anche orti belli, esteticamente ben curati, decorativi e protagonisti in giardino, terrazzo, balcone.

Suddivisione dell’orto… classica, artistica, originale!

Se preferite pensare a un orto classico, suddividete lo spazio in parcelle a quadretti, in genere di larghezza non superiore a 1-1,20 m. Queste dimensioni consentono di lavorare anche il centro della parcella semplicemente allungando le mani o gli attrezzi (vanga, zappa) senza doverci camminare dentro, rimanendo sui sentieri che la delimitano.

Per ottenere un orto davvero piacevole si possono disegnare a terra orti particolari per geometrie (triangolari, a spicchi, rotondi, ovali…), o ancora scegliere le classiche parcelle rettangolari, migliorando la struttura di base con bordi in legno o in vimini intrecciato e con pavimentazioni ben curate fra le diverse parcelle (in ghiaia bianca o colorata, in legno, con mattoni disposti a mosaico…)

Sia per rendere l’orto più decorativo che per migliorare la qualità del raccolto, si può prevedere la realizzazione di parcelle leggermente rialzate: bastano 20-30 cm di sopraelevazione, ottenuta con l’apporto di buona terra da orto e grazie ad alcune assi di contenimento fermate da picchetti, per limitare lo sforzo dei muscoli dorsali nelle operazioni di manutenzione, diserbo o raccolta e soprattutto per favorire il buon drenaggio. In questo modo l’orto si presenta meglio, più ordinato e gradevole. In alternativa, le parcelle possono essere portate ad altezza di lavoro rimanendo in piedi (altezza consigliata 100-120 cm da terra).

Esistono anche sistemi per fare un orto verticale, in sacchi con tasche da appendere, per piccoli ortaggi ed aromatiche; oppure si possono fissare delle cassette su muri e grigllati, in posizione soleggiata.

Ottime in terrazzo o in giardino le vasche in legno,  possibilmente con profondità minima 40 cm: in questo modo potrete coltivare anche ortaggi di grande dimensione come zucche e zucchine, la cui bella vegetazione è arricchita dai fiori commestibili.

E infine come prendersene cura

Per ottenere una crescita degli ortaggi rapida e soddisfacente è bene utilizzare Cifo Terriccio specifico per ortaggi – Linea Torfy, substrato consentito in agricoltura biologica ideale per la coltivazione di tutte le piante orticole. La miscela di torba nera, torba bionda baltica e argilla conferisce a questo terriccio una struttura ottimale, per la semina, il trapianto e la coltivazione delle piante orticole. Il concime contenuto assicura nutrimento per le prime fasi del trapianto sostenendo l’attecchimento.

Per favorire lo sviluppo si può utilizzare Cifo concime idrosolubile per ortaggi o il Concime liquido per piante da orto e da frutto. Contengono i nutrienti specifici per la coltivazione di tutti gli ortaggi e le aromatiche,  l’utilizzo regolare assicura raccolti abbondanti e gustosi, con aroma intenso. Data la specifica composizione possono essere utilizzati periodicamente durante l’anno, intensificando le applicazioni sulle piante che hanno frutta in fase di maturazione. Le applicazioni vanno ripetute ogni 8-15 giorni.

Per la protezione delle piante occorre scegliere la formulazione adatta nella linea Cifo Barriera Naturale, formulati da impiegare anche in forma preventiva, per esempio Cifoblok Bio, a base di lecitine estratte direttamente dai semi di soia; agisce nei confronti delle più comuni malattie fungine come odio (mal bianco), peronospora, alternaria e altre patologie, per poter raccogliere ortaggi sani e genuini.


Manto erboso più folto e compatto: ecco come fare

Una sferzata di energia per affrontare il caldo estivo

Il prato è fondamentale non solo per l’estetica e la funzionalità dello spazio verde, ma anche per il microclima che favorisce intorno alla casa; la superficie erbosa, infatti, non si surriscalda, crea freschezza e umidità e riduce il disagio causato dal caldo estivo. Vale la pena di fare il possibile per conservare l’erba sana, forte e compatta.

COME COMPORTARSI PER AVER UN MANTO ERBOSO PIU’ FORTE E FOLTO?

Per un buon risultato, le cure devono essere regolari: questo vale per tutto, dal taglio alla concimazione e irrigazione. L’utilizzo del tosaerba va calibrato anche in base all’andamento climatico, evitando di tagliare l’erba molto bassa se fa caldo; il sole potrebbe infatti causare bruciature al piede dei fili d’erba. Se il taglio avviene quando l’erba è già molto cresciuta, alla base può essere dura e ingiallita. Il taglio regolare mantiene il manto erboso più forte, le radici si estendono e la crescita rimane più compatta e omogenea.

LA CORRETTA CONCIMAZIONE PER IL PRATO

La nutrizione di metà e fine primavera è la chiave per ottenere un’erba rinforzata, in grado di tollerare meglio le alte temperature e gli squilibri idrici. La fornitura regolare di Cifo concime granulare per prato. La presenza di Azoto, Fosforo, Potassio, Magnesio e Zolfo garantisce la formazione di un prato uniformemente folto, rigoglioso, di colore verde intenso e brillante, resistente al calpestio e al caldo: per ottenere un risultato ottimale occorre distribuire uniformemente il prodotto in superficie, su terriccio non del tutto disidratato (l’ideale è che sia leggermente umido) alla dose di 20 g per mq e poi irrigare generosamente. Il dilavamento causato dalle irrigazioni regolari può però causare una carenza di Azoto nel terreno, che si manifesta con un manto erboso dai fili d’erba pallidi, sottili e disseccati ai bordi. In questo caso occorrerà somministrare Cifo Azoto, un integratore utile sia in forma preventiva che curativa, per chi desidera ottenere un prato perfetto e godibile anche nel cuore dell’estate.

COME IRRIGARE IL PRATO

L’irrigazione deve essere molto regolare, mai eccessiva e fornita nelle ore in cui il terreno è in grado di assorbire meglio l’acqua senza causare stress alle radici. Nelle giornate più calde è bene innaffiare al tramonto o la mattina presto, permettendo così all’acqua di penetrare lentamente il terreno senza rischiare una rapida evaporazione. L’irrigazione automatica è l’ideale, perché la centralina potrà avviare un ciclo di irrigazione prima dell’alba, lasciando così il tempo all’acqua di raggiungere le radici prima che il sole e il caldo aumentino l’evaporazione, evitando così dannose bruciature e lo sviluppo di malattie fungine.

COME DIFENDERE IL PRATO DAI FUNGHI

Un aiuto speciale per il manto erboso viene dalla natura: Cifo Tannino è un preparato pronto all’uso, consentito in agricoltura biologica in grado di attivare le difese delle piante nei confronti di funghi quali marciumi radicali e del colletto. Formulato in granuli idrosolubili a base di tannino, estratto da legno di castagno 100% naturale, il formulato può essere impiegato in qualsiasi momento del ciclo produttivo favorendo lo sviluppo radicale e migliorando l’assorbimento degli elementi nutritivi. Si può utilizzare anche sul prato per favorirne la crescita e per aumentare la resistenza nei confronti dei patogeni, del caldo intenso e della siccità.


Proteggere gli ortaggi con metodi naturali

L’estate rende l’orto generoso di gustosi ortaggi, ma non mancano certo le avversità (malattie fungine e insetti parassiti), contro le quali occorre scegliere la lotta naturale per avere la certezza di portare in tavola verdure genuine.

Per prevenire gli attacchi di insetti e pulire le piante dalla melata rilasciata da afidi e cocciniglie, sulla quale si sviluppa la fumaggine (patina nerastra di origine fungina), si utilizza Cifo Sapone Molle.

La prevenzione e lotta alle lumache e chiocciole può contare su Cifo Polvere di Roccia, sostanza naturale che ostacola i molluschi e li allontana.

Umidità e scarsa circolazione d’aria favoriscono l’oidio (mal bianco). Cifo Zolfo Flow, è in grado di irrobustire le piante e migliorare la qualità degli ortaggi.

Cifoblok Bio, a base di lecitine ottenute dai semi di soia, è l’aiuto importante per la prevenzione di peronospora, alternaria e bolla del pesco; il formulato migliora la risposta degli ortaggi e le rende meno soggette a queste patologie di origine fungina.

Tutti i formulati sopra citati sono ammessi in agricoltura biologica essendo di 100% origine naturale.


Rose: come ottenere una lunga stagione di bellezza

Per mantenere al meglio il fascino delle rose occorre ridurre al minimo i rischi di debolezza e malattie. Ecco una guida sintetica alla cura dei rosai per ottenere una lunga fioritura

Le rose sono, per il giardiniere, sovente un’altalena di emozioni, un continuo passare dall’entusiasmo alla delusione, perché sono robuste e longeve, ma talvolta sensibili ai problemi ambientali; alcune varietà si ammalano facilmente. Resta però difficile immaginare i giardini senza le rose: con una corretta scelta è possibile avere fiori quasi tutto l’anno e creare spettacolo anche in terrazzo. Ecco in sintesi alcuni suggerimenti utili.

QUALI ROSE ACQUISTARE E COME SCEGLIERLE?

Comprare bene è fondamentale. Mai lasciarsi attirare solo dalla forma, dal colore o dal profumo; è indispensabile conoscere il nome della varietà e sapere se è rifiorente e quanto (alcune rifioriscono poco o nulla), se è sensibile alle malattie (alcune varietà sono particolarmente delicate, altre sono invece praticamente esenti da malattie fungine) e, anche, lo stile di crescita, per trovare qualcosa che, per dimensione e tipologia, possa vivere molto a lungo dello spazio scelto per la pianta.

AMBIENTE IDEALE PER LE ROSE

Come ogni altra pianta, la rosa è più robusta se è nel luogo adatto. Le rose preferiscono una posizione soleggiata e ben illuminata, condizioni che consentono un’abbondante fioritura e una più intensa colorazione dei fiori e delle foglie; alcune rose rampicanti crescono anche in ombra parziale.

Le rose devono essere irrigate abbondantemente, soprattutto nel periodo primaverile-estivo; si piantano in ottobre o in marzo-aprile, il rinvaso si effettua prima della ripresa vegetativa. Per crescere bene necessitano di una regolare e accurata potatura: bisogna asportare i rami secchi, quelli malati e quelli deboli.

Nel periodo estivo, per stimolare la crescita di nuove gemme, devono essere sempre asportati i fiori appassiti.

LA CORRETTA CONCIMAZIONE PER LE ROSE

Le rose sono piante ad elevato fabbisogno nutritivo soprattutto quando sono giovani; le necessità di concimazione comprendono il nutrimento a fine inverno, con un prodotto organico come Cifo Top N, concime in microgranuli, consentito in agricoltura biologica, ideale per la ripresa vegetativa.

Ciascun microgranulo di questa specialità contiene un’elevata percentuale di aminoacidi e sostanze nutritive naturali che agiscono positivamente sulla fisiologia della pianta, promuovendo la formazione di nuove radici e germogli. La ricca presenza di azoto a lenta cessione garantisce una nutrizione costante ed equilibrata durante il ciclo di sviluppo della pianta nelle fasi primaverili.

Quando sono nella fase di produzione dei boccioli e dei fiori è utile integrare la fertilità del suolo con Cifo Concime granulare per rose, con applicazioni ogni 15-20 giorni fino alla fine dell’estate, sparso al piede delle piante su terriccio già umido e facendo seguire una generosa irrigazione.

Se in piena estate il caldo è molto intenso, anche le varietà rifiorenti entrano in una fase di riposo; in questo caso è bene lasciare la pianta senza concimazione per 15-20 giorni e riprendere quando le giornate iniziano ad accorciarsi; con le notti più lunghe e più fresche, l’attività vegetativa riprende e anche le concimazioni potranno riprendere, per ottenere una bella fioritura di fine stagione.
Non va trascurata la pulizia del terreno intorno ai rosai dalle erbe infestanti che possono essere facilmente estirpate quando il terreno è bagnato, per togliere tutta la radice.

Intorno ai rosai non si possono usare diserbanti. Per limitare la presenza delle infestanti e mantenere il suolo umido si può ricorrere anche alla  pacciamatura  oppure lasciar crescere l’erba del prato, da mantenere bassa tagliandola fin vicino al fusto (senza toccarlo per non causare ferite) con le fornici per erba o un trimmer. L’erba contribuirà a mantenere il terreno umido e fertile, a favore delle radici dei rosai.

COME PROTEGGERE LE ROSE DALL’ATTACCO DI FUNGHI, BATERI, INSETTI E VIRUS?

Per mantenere la salute delle piante occorre usare l’arma della prevenzione naturale applicando con regolarità Propoli Cifo, un preparato  consentito in agricoltura biologica  a base di propoli di altissima purezza e qualità.
L’innovativa formulazione, coadiuvata da olii vegetali,  attiva le difese naturali delle piante  nei confronti di insetti, funghi, batteri e virus.

Favorisce la rapida cicatrizzazione delle ferite  causate da lesioni, tagli dei rami per cogliere i fiori e potature estive di riordino e pulizia, proteggendo dall’eventuale formazione di muffe o ingresso di patogeni.

Per trattamenti preventivi efficaci occorre irrorare uniformemente ogni 15 giorni circa. In presenza di sintomi di malattie o attacchi di parassiti è bene ripetere il trattamento almeno 3 volte, a distanza di 3-5 giorni, nelle ore più fresche della giornata.

IRRIGAZIONE CORRETTA PER LE ROSE

Irrigare bene è fondamentale: mai sul fogliame, solo al piede delle piante, fornendo una quantità di acqua idonea per conservare il terreno umido ma non fradicio. Le ore migliori sono quelle serali o di prima mattina.

E’ importante farle crescere nel giusto substrato, specifico e in grado di creare una giusta idratazione, come il Terriccio Specifico per Gerani e Piante Fiorite Cifo.
Con questi accorgimenti, la lunga stagione dei rosai potrà dare tanta soddisfazione e aumentare la bellezza del giardino o del terrazzo, per farne un’oasi di benessere e di serenità.


Rigenerare il verde in casa “stanco”

Una sferzata di energia naturale per le piante d’appartamento

L’inverno è lungo per tutti, ne usciamo indeboliti e bisognosi di aria e di luce. Per le piante tropicali d’appartamento, la stagione invernale è altrettanto faticosa, se non di più: le condizioni ambientali sono infatti spesso molto lontane dalle reali esigenze di specie che nel loro ambiente naturale vivono con molta luce e molta umidità, proprio i due fattori che vengono meno nelle stanze di casa con il riscaldamento acceso e la scarsa luminosità invernale.

Ecco come rigenerare le piante per riportarle a condizioni ottimali, complice l’arrivo della primavera e l’allungarsi delle ore di luce.

IRRIGARE CON REGOLARITA’ LE PIANTE DA APPARTAMENTO

Riprendete a innaffiare con maggiore frequenza e a vaporizzare acqua sul fogliame; l’acqua va fornita quando il substrato è quasi asciutto.

PULIRE CON CURA LE PIANTE DA APPARTAMENTO

Pulite con cura il fogliame, asportando la polvere con un panno imbevuto di Cifo Lucidante fogliare – Mirax, ideale per conferire il massimo grado di brillantezza e restituire la naturale vigoria alle foglie.

COME RINVASARE LE PIANTE DA APPARTAMENTO

Rinvasate tutti gli esemplari che ne hanno bisogno per rigenerare la fertilità nel substrato, impiegando Cifo Terriccio Universale Rinvigorente – Linea Premivit. Nei vasi molto grandi è sufficiente sostituire solo lo strato superficiale, asportando il terriccio vecchio per quanto possibile con l’aiuto di una paletta.

FAVORIRE LA CRESCITA DELLE PIANTE DA APPARTAMENTO

Rigenerate la forza vegetativa con la somministrazione di Cifo Sinergon Plus, specialità 100% naturale, a base di aminoacidi e microelementi, per favorire la crescita e migliorare l’assorbimento degli elementi nutritivi; consente di superare agevolmente i momenti di stress, riattivando le funzionalità delle piante. Queste ultime trattate con Cifo Sinergon Plus saranno più attive, vitali, con una crescita rigogliosa e una maggiore produttività di fiori e foglie.

COME PRENDERSI CURA DELLE PIANTE SUCCULENTE

Per le piante grasse è bene attuare un’azione combinata: spostare le piante in piena luce, mantenere il substrato appena umido ma non del tutto secco e concimare ogni 15 giorni con Cifo concime liquido per piante grasse, ideale per nutrire tutte le piante succulente come cactus, agavi, aloe, sanseviera, lithops (pietre viventi) e altre. Grazie agli elementi nutritivi contenuti, favorisce uno sviluppo equilibrato e una rigogliosa fioritura nelle piante che sono facili alla fioritura, come la mammillaria.
Quando le condizioni climatiche lo consentono, se in balcone o giardino c’è una zona ombreggiata è bene trasferire all’aperto le piante succulente, avendo cura che non prendano sole diretto e che non soffrano mai la sete. I cactus possono essere collocati al sole abituandoli gradualmente: se hanno passato l’inverno in casa o altro ambiente protetto, non possono essere subito esposti al pieno sole per evitare bruciature. Lo stesso vale per succulente come aloe, sedum, ecc.

COME CREARE UNA BARRIERA NATURALE PER LE PIANTE DA APPARTAMENTO

Se le piante hanno segni di malattie fungine o parassiti, una risorsa utile è Cifotris Bio, è un preparato pronto all’uso adatto anche in agricoltura biologica, a base di estratto di ortica, sostanza naturale con azione fungicida, insetticida e acaricida. Grazie ai componenti naturalmente presenti nelle foglie di ortica agisce contro insetti (es. afidi), acari (ragnetto rosso) e vari tipi di malattie fungine.

CONSIGLIO: INSETTINI BIANCHI O A SCUDETTO, SIMILI A CONCHIGLIETTE, SU PIANTE TROPICALI E CACTUS?

Sono cocciniglie. Agite subito con Cifo Olio di Lino, formulato completamente naturale, ottenuto dalla spremitura a freddo dei semi di lino. L’utilizzo del prodotto è in grado di attivare le difese naturali delle piante nei confronti degli insetti, in particolare delle cocciniglie. Lasciate agire il prodotto per 48-72 ore poi asportate i resti degli insetti con un pannetto o un pennellino.


In giardino e terrazzo, i fiori per attirare api e farfalle

La primavera è arrivata, è tempo di piantare e seminare, con un occhio speciale alla tutela della natura e della biodiversità

Abbiamo bisogno di ritrovare uno stretto legame con la natura: è l’unico modo per non dimenticare la priorità di ristabilire un equilibrio ecologico in un mondo aggredito dai cambiamenti climatici e dall’inquinamento. Occorre mettere in pratica, un nuovo modo di pensare al terrazzo e al giardino: ambienti dove rispettare e favorire la biodiversità, ad esempio piantando dei fiori per attirare api e farfalle, o altri insetti utili, uccelli e la piccola fauna selvatica. Il ronzio delle api e degli altri insetti, il volo delle farfalle, il cinguettio degli uccellini selvatici, i sottili rumori provocati da simpatici animaletti come il riccio, il gracidare di rane… Il mondo naturale interagisce,  la tutela della biodiversità è un dovere primario, oggi più che mai.

AIUTIAMO LA BIODIVERSITÀ CON I FIORI AMATI DA API E FARFALLE

Negli ultimi anni il numero di api è calato clamorosamente, creando allarme nei produttori di miele e derivati, importantissimi per l’alimentazione umana e la preparazione di farmaci, ma anche, più in generale, nel mondo dell’agricoltura: le api visitano i fiori per fare scorta di polline e nettare e, grazie a questo loro incessante lavoro, provocano il fenomeno dell’impollinazione, che dà luogo alla formazione dei frutti e quindi dei semi, per garantire il ciclo della riproduzione vegetale.

Per collaborare al mantenimento di condizioni ambientali opportune per le api, è importante coltivare in giardino e in terrazzo specie che vengono dette “mellifere”. Oltre a essere utili, sono anche piante bellissime, con fiori colorati, profumati e durevoli, ideali per terrazzi e giardini a bassa manutenzione. Tra le piante da fiore più amate da api e farfalle ci sono i sedum, la scabiosa, i vari tipi di girasole, gli aster, la verbena, la calendula, la borragine. Ottime anche tutte le piante aromatiche compresa la lavanda, gli arbusti (mahonia, ginestre, catalpa, buddleia, pruni, ciliegi da fiore e da frutto…), gli agrumi, il corbezzolo e alberi come tiglio, castagno e acacia (robinia).

TERRAZZO E GIARDINO A IMPATTO ZERO
COLTIVARE CON SUBSTRATI CONSENTITI IN AGRICOLTURA BIOLOGICA LE PIANTE DA ESTERNO

Per ottenere un ambiente verde ricco di insetti utili e piccola fauna selvatica è importante che la cura del verde avvenga con metodi biologici, utilizzando l’ampia gamma di prodotti Cifo, incluso i substrati: tutti i prodotti della linea di terricci Torfy sono ammessi in agricoltura biologica, per esempio Cifo Terriccio specifico per piante aromatiche – Linea Torfy, ottimo per tutte le buone erbe i cui fiori attirano api e farfalle in modo irresistibile.

NUTRIRE LE PIANTE DA ESTERNO IN MODO NATURALE

Per la prendersi cura dei fiori in vaso o in aiuola si può contare su Cifo Algatron, specialità naturale ottenuta da alghe marine brune: influenza positivamente germinazione e sviluppo radicale, intensifica le difese naturali da stress ambientali di natura termica e idrica, fortifica e rinvigorisce le piante in tempi rapidi.

CONCIME CONSENTITO IN AGRICOLTURA BIOLOGICA PER LE PIANTE DA ESTERNO

Coltivando agrumi, i cui fiori sono molto visitati dalle api, è bene utilizzare Cifo Concime granulare per agrumi e piante acidofile, prodotto consentito in agricoltura biologica, completamente vegetale, in microscaglie pronte all’uso, a base di lupini macinati.

RINFORZARE LE PIANTE DA ESTERNO IN MANIERA NATURALE PER SALVAGUARDARE LA VITA DELLE API

Le api sono protagoniste anche nella protezione e rinforzo delle piante ornamentali e commestibili: Propoli Cifo è un preparato consentito in agricoltura biologica a base di propoli di altissima purezza e qualità, ottenuto dagli alveari.
L’innovativa formulazione, coadiuvata da olii vegetali, attiva le difese naturali delle piante nei confronti di insetti, funghi, batteri e virus. Favorisce la rapida cicatrizzazione delle ferite causate da lesioni, innesti e/o potature, proteggendo le piante dall’eventuale formazione di muffe o ingresso di patogeni. Non possiede attività residuale sulle piante trattate, il che è molto importante se si tratta di fiori che desideriamo mettere a disposizione delle api per aiutarle e proteggerle.

UN CONSIGLIO PER LA CURA DELLE PIANTE CON METODI BIO

Compatibile con l’ambiente e la tutela della biodiversità, non va dimenticato Cifo Tannino, in grado di attivare le difese delle piante nei confronti di marciumi radicali e del colletto. Formulato in granuli idrosolubili a base di tannino, estratto da legno di castagno 100% naturale, è ottimo anche per il manto erboso. E a questo proposito, valutate di sostituire il classico tappeto verde con un prato da fiore: meno “perfetto” ma molto più suggestivo, ricco di vita e affascinante.


Ortensie belle e colorate: pensiamoci fin da ora

Stimolare le piante per ottenere una ricca fioritura

Piante molto longeve e generose, le ortensie belle e colorate, hanno fiori grandi e vistosi, di lunghissima durata, a volte ancora affascinanti quando sono scoloriti e appassiti, in autunno; chiedono poche attenzioni e amano gli angoli freschi, umidi e ombrosi dove è difficile trovare altre piante capaci di regalare tanta bellezza.
Ci sono ortensie classiche con i fiori grandi e sferici e varietà più nuove e insolite, con infiorescenze simili a un pizzo; ortensie con fiori a pannocchia e persino ortensie rampicanti dai bei fiori bianchi e leggeri. Tutto un mondo da scoprire anche in terrazzo, coltivandole in vasi profondi, in zone riparate dal sole e dal vento e creando buona umidità ambientale: una benefica doccia su foglie e fiori di sera, anche tutti i giorni, le manterrà sane e belle.

Alcune regole da rispettare per ottenere fiori grandi e colorati
Il contenitore e il substrato più adatti per le ortensie

Le ortensie vanno rinvasate subito dopo l’acquisto in un contenitore molto più grande e profondo, in plastica o terracotta, oppure si piantano in piena terra, utilizzando Cifo Terriccio specifico per acidofile – Linea Torfy. Le ortensie, infatti, non amano il suolo e l’acqua ricchi di calcare. Questo substrato è ideale per la coltivazione di tutte le piante acidofile quali azalee, rododendri, camelie, gardenie, ortensie, eriche, fucsie, ciclamini, aceri, ecc. La miscela di torba acida di sfagno, torba nera, concime e argilla conferisce al terriccio una struttura ad elevata porosità, ottimale ritenzione idrica e buona aerazione delle radici. L’utilizzo di questo terriccio favorisce la crescita delle piante e la fioritura nei suoi colori più intensi. La zolla di radici e terriccio estratta dal vasetto vivaistico non va spezzata. Dopo il trapianto, innaffiare bene.

L’importanza della nutrizione delle ortensie

In vaso conviene impiegare Cifo concime liquido per piante acidofile fin dalla primavera, ogni 12-15 giorni: favorisce la produzione di boccioli, intensifica la fioritura allungandone la durata e conferisce ai fiori colori vivi e brillanti. Per gli esemplari in terra o in grandi vasche sul terrazzo si utilizza Cifo concime granulare per ortensie, che fornisce un effetto fertilizzante immediato e prolungato nel tempo.

Come rendere ancora più belle le ortensie

Soprattutto in presenza di irrigazioni con acqua molto calcarea è utile integrare la nutrizione, a partire da fine inverno, con una formulazione su misura: Cifo Allkrom – Intensificatore di colore per le ortensie, ottimo per intensificare la colorazione di tutte le ortensie azzurre, rosa e bianche. La sua particolare composizione promuove lo sviluppo, favorisce il rinverdimento fogliare prevenendo l’ingiallimento e aumenta la dimensione dei fiori. Abbassa inoltre il pH del terreno portandolo a valori ideali per queste piante.

Un consiglio

L’acqua molto calcarea (“dura”) favorisce l’insorgere di clorosi (foglie pallide con nervature evidenti, fiori piccoli e di colore pallido o verdastro): la causa è la difficoltà di assorbire il Ferro. Per prevenire e curare questa fisiopatia si utilizza  Cifo S5 Radicale, un integratore caratterizzato da una spiccata rapidità d’azione. Grazie alla presenza di Ferro in forma chelata, assicura un immediato e duraturo effetto rinverdente, conferendo alle foglie la naturale colorazione e brillantezza e riportando vigore alla pianta. Consigliato per tutte le piante acidofile.


Le piante rampicanti: pareti verdi e fiorite, un sogno facile da realizzare

Oltre che utile per creare bellezza e mascherare il cemento dai nostri occhi, il verde verticale offre importanti eco-vantaggi

Ecco una soluzione che unisce bellezza, praticità e sostenibilità: le superfici verticali fiorite sono infatti un concentrato di valori, a partire da quello estetico: foglie e fiori nascondono superfici di cemento o di mattoni, creando uno schermo per la privacy se salgono su un grigliato (offrendo anche un filtro al vento e al rumore). Inoltre, portano natura e ossigeno intorno a noi, anche in un piccolo balcone; lo spazio occupato a terra è minimo in rapporto alla superficie verde creata. Alcune specie sono sempreverdi e belle anche in inverno, altre hanno una stagione più o meno lunga di fiori splendidi e alcune, in grandi vasi o in piena terra, regalano anche frutti commestibili (vite da tavola, kiwi, Passiflora edulis).

Efficienza e sostenibilità

La bioedilizia comprende le pareti rivestite da rampicanti fra le soluzioni consigliabili per il risparmio energetico e il benessere indoor, perché consentono un maggiore isolamento termico degli edifici: sono un’ottima soluzione per  migliorare le prestazioni energetiche  della propria casa. Inoltre le  facciate verdi  migliorano anche la qualità dell’aria e combattono gli effetti del  climate change  riducendo l’impatto ambientale dell’edificio e migliorandone l’estetica. Il sole non riesce più a rendere bollente il cemento, protetto da uno strato di foglie dove comunque l’aria circola. Questo tipo di coibentazione naturale è stato scelto per alcuni quartieri modello in Nord Europa, dove i palazzi sono stati concepiti già con le strutture necessarie per far crescere i rampicanti, irrigarli e nutrirli in modo automatizzato.

In terrazzo e in giardino, un abbraccio di natura

La presenza di piante rampicanti è importante anche per creare una sensazione di completa immersione nel verde, ma per un buon risultato occorre rispettare alcune regole di base qui elencate.

Il contenitore e il substrato più adatti per le piante rampicanti

Il vaso o cassetta deve essere molto ampio e profondo; la maggior parte dei rampicanti gradisce un contenitore profondo e largo almeno 50 cm; dimensioni maggiori favoriscono lo sviluppo e riducono i rischi di rapida disidratazione in estate. Sul fondo è bene stendere uno strato drenante con Cifo Argilla espansa, da coprire con un velo di non-tessuto prima di versare Cifo Terriccio Universale – Linea Torfy, che assicura nutrimento per le prime fasi post trapianto, sostenendo l’attecchimento. Per piante già in vaso, difficili da travasare, è importante mantenere una buona fertilità del terreno con Biotron S, da interrare leggermente sulla superficie del terreno del vaso, ricco di acidi umici e acidi fulvici ripristina la fertilità e migliora l’assorbimento degli elementi nutritivi.

Piante rampicanti: dove posizionarle e come irrigarle

Alcuni rampicanti tollerano l’ombra (edera, ortensia rampicante), altre preferiscono il sole per fiorire generosamente (rincospermo, caprifoglio, bignonia, gelsomino vero, passiflora, rose rampicanti…) o per crescere vigorose, come la vite americana e canadese (a 5 foglie). La clematide ama avere la base ombreggiata e comunque non ama le posizioni esposte al sole bollente. Tutte le rampicanti in vaso richiedono irrigazioni molto regolari e generose.

L’importanza della nutrizione delle piante rampicanti

La nutrizione è fondamentale perché lo sviluppo è rapido in relazione alla poca terra del contenitore. Una buona soluzione è offerta dalla formula idrosolubile di alcuni concimi Cifo: consentono l’applicazione sulle foglie (nebulizzatori o pompe a spalla), sul terreno (annaffiatoio) o anche semplicemente con spargimento sul terriccio già ben umido, facendo seguire generose irrigazioni. Cifo concime idrosolubile Universale per piante da orto e giardino è la formulazione universale, ma per i rampicanti da fiore (bougainvillea, rose rampicanti, clematide, gelsomino…) va bene anche la versione per gerani e piante fiorite nel periodo di preparazione dei boccioli e della fioritura, ogni due settimane circa. In presenza di piante debilitate dal caldo o da irrigazioni irregolari conviene impiegare Cifo Algatron, biostimolante che rinvigorisce e fortifica.

La sostenibilità nella cura delle rampicanti

La scelta di prodotti ammessi in agricoltura biologica sottolinea i valori di sostenibilità sopra segnalati. Anche le rampicanti più generose e resistenti, come il rincospermo o falso gelsomino dalla fioritura profumata, possono essere soggetti a malattie fungine o parassiti. Una buona soluzione è quella di puntare sulla prevenzione, per esempio applicando regolarmente Propoli Cifo, innovativa formulazione coadiuvata da olii vegetali che  attiva le difese naturali delle piante  nei confronti di insetti, funghi, batteri e virus.  In presenza di infestazioni già avvenute, Cifo Olio di Lino contro le cocciniglie e Cifo Sapone Molle contro gli afidi sono le formulazioni consigliate per stimolare le piante e allontanare gli insetti.

Un consiglio!

Per creare una macchia di fiori rampicanti a tempo di record si possono utilizzare le specie rampicanti a ciclo annuale, di rapido sviluppo da seme, come l’ipomea: al bel fogliame verde, a forma di cuore, unisce larghe corolle in colori diversi, anche blu o screziate in bianco e blu, che sbocciano fino a novembre irrigando con regolarità (anche ogni giorno in estate) concimando ogni 12-15 giorni con Cifo concime liquido per piante fiorite.


Concime a lenta cessione: cos’è e come usarlo

Come sfruttare al meglio il valore nutritivo dei formulati a cessione graduale

Il concime è come il cibo per gli esseri umani e gli animali: è importante ma non deve essere troppo, altrimenti diventa dannoso. Ciò è particolarmente vero in alcune fasi delle stagioni e per certi tipi di piante. Le piante stagionali da fiore e alcun tipi di ortaggi, infatti, consumano molta energia e richiedono un concime a pronto effetto fin dalle prime fasi di sviluppo, ma altre (alberi, arbusti, manto erboso, piante da frutto, alcuni tipi di ortaggi) preferiscono avere a disposizione il nutrimento in una quantità moderata e costante, utilizzabile nell’arco non di giorni, bensì di settimane e mesi. È questo il ruolo del concime a lenta cessione, concepiti da Cifo per un rilascio graduale dei fattori nutritivi.

Nutrimento disponibile fino a 4 mesi

Come fa il concime a restare presente nel substrato così a lungo? In alcuni formulati, come Cifo concime a lenta cessione per piante verdi e Cifo concime a lenta cessione per piante fiorite, il segreto è nella tecnologia produttiva: Il concime è in forma di granuli ricoperti da una speciale membrana porosa brevettata (MCT™) che rilascia gli elementi nutritivi in maniera costante e graduale anche in funzione della temperatura e dell’umidità del terreno. Ciò favorisce lo sviluppo delle radici e della chioma senza causare situazioni di stress per eccessivo assorbimento di nutrimenti a pronto effetto. Per il manto erboso conviene impiegare in primavera Cifo Slow Concime per prato e giardino, adatto anche per alberi e piante da fiore: il prato risulterà più folto e più resistente ai fattori climatici.

Cessione graduale: importante anche per ortaggi e piante da frutto

Un caso particolare è quello degli ortaggi, per i quali viene in aiuto Cifo concime granulare per piante da orto e da frutto a cessione modulata: un formulato consentito in agricoltura biologica, in micropellet pronti all’uso a base di azoto organico, fosforo naturale e potassio, a cessione “modulata” per soddisfare le specifiche esigenze delle piante nelle diverse fasi del ciclo colturale. L’apporto del concime sostiene lo sviluppo dell’apparato radicale e la fertilità del terreno sul medio termine, nell’arco di molte settimane.

Un caso particolare: aumentare la fertilità a lungo termine

Anche Cifo Biotron S è assimilabile ai prodotti a cessione graduale; di fatto, il suo contenuto nutritivo di Leonardite, sostanza naturale ricca di Humus, sostanza umificata contenente acidi umici e fulvici, ha una lunga permanenza nel substrato e per questo se ne consiglia l’uso in sede di preparazione del terreno per l’orto e le aiuole e come concime di fondo quando si piantano alberi e arbusti, perché agisce a lungo termine migliorando la fertilità e le caratteristiche chimico-fisiche del terreno.

Consiglio

L’impiego di un concime a lenta cessione non esclude, a distanza di alcune settimane, l’integrazione con un prodotto a pronto effetto, che può rendersi utile per alcuni tipi di piante allo scopo di sostenere la crescita e per migliorare lo sviluppo di boccioli, fiori e frutti, sia in piena terra che in vaso, per conservare orto, terrazzo e giardino nelle condizioni più soddisfacenti per tutta la primavera e l’estate.


Il verde in casa e in ufficio per respirare meglio

I nostro verde in casa ha influssi positivi sulla qualità dell’aria indoor, oltre che sul nostro benessere psicofisico

L’aria che respiriamo è molto spesso di scarsa qualità, impregnata di fattori inquinanti. Purtroppo questo non accade solo in città. Tutta la Pianura Padana, anche nelle zone di campagna, è un bacino di raccolta di aria pessima. Altrettanto accade persino vicino al mare, in prossimità delle metropoli mediterranee, come rilevano i dati registrati dalle centraline che verificano la soglia delle famigerate “polveri sottili”.
In casa, il problema può aumentare anche a causa di fattori legati a materiali edilizi, colle e vernici impiegate per gli arredi, detersivi, fumo di sigaretta e altro ancora. Per difenderci, vengono in aiuto le piante: infatti il verde in casa o sul luogo di lavoro, aiuta a respirare meglio.

Le piante mangiasmog

Non sono “magiche” e non possono certo fare miracoli, ma certamente aiutano: alcune specie più di altre hanno infatti un notevole potere nell’assorbire e accumulare nel fogliame, attraverso minuscole aperture (stomi), nel corso del normale processo metabolico quotidiano, alcuni elementi tossici (metalli, sostanze chimiche e chimico-organiche). Vengono resi inerti e “stivati” nelle pareti cellulari, senza causare danni al vegetale. Tra le più potenti mangiasmog ci sono parecchie piante tropicali d’appartamento (dracena, clorofito, dieffenbachia, pothos, spatifillo, anturio…) e alcune succulente (aloe, sansevieria). Lo studio di questo fenomeno conferma quanto il buon senso poteva già dirci: il verde in casa ci fa vivere meglio, anche perché rilascia ossigeno e arricchisce quindi l’aria di questo elemento fondamentale per la vita.

Cure: poche, ma fondamentali

Per ottenere il meglio dalle piante indoor ci sono alcune semplici regole che le conservano sane e vigorose; alcune possono vivere per anni, altre hanno un ciclo di vita più breve; le esigenze di acqua, luce e concime possono essere anche molto diverse. La prima regola è dunque la più banale: conoscere il nome botanico delle piante che vivono vicino a noi. In caso di dubbio si può chiedere aiuto al personale di un buon punto vendita.
Altre regole di base sono raccolte in questo elenco.

Rinvaso

• Rinvasare dopo l’acquisto (il vasetto vivaistico è sempre sottodimensionato rispetto alle aspettative di sviluppo nel breve termine), utilizzando Cifo Terriccio Universale – Linea Torfy, arricchito con perlite, un materiale naturale che favorisce corretta idratazione e ottimale drenaggio. Sul fondo del vaso occorre uno strato di Cifo Argilla espansa – Linea Torfy, come drenante.

Nutrimento

• Nutrire con regolarità, dalla primavera all’autunno, somministrando ogni settimana Cifo concime liquido per piante verdi (per le specie tropicali da interno) e Cifo Concime Liquido per piante grasse, ogni due settimane, per cactus e succulente

Bellezza

•  Mantenere le piante pulite, impiegando Cifo Ecomirax – Lucidante fogliare senza gas ogni 15-20 giorni su quelle che hanno foglie liscie. Cactus e piante con foglie pelose si puliscono con un pennellino morbido.

Biostimolazione

• Rigenerare le piante debilitate da condizioni di stress con la specialità Cifo Sinergon Plus, 100% naturale, che aiuta gli esemplari stressati a ritrovare vitalità (prevedere 2-3 somministrazioni ogni 15-20 giorni).

Barriera naturale

• Osservare spesso le piante in ogni loro parte e intervenire subito, ai primi segnali, se si notano infestazioni di malattie fungine o di parassiti, scegliendo il prodotto idoneo nella linea Cifo Barriera Naturale. Per esempio è ottimo CifoTris Bio, a base di estratto di ortica, sostanza naturale con azione fungicida, insetticida e acaricida.

Consiglio

Se l’acqua del rubinetto è “dura” e ricca di calcare può presentarsi una fisiopatia, la clorosi (foglie impallidite, nervature evidenti). Non si cura con un concime ma con somministrazioni di Cifo S5 Radicale, chelato di ferro a rapido assorbimento che riconferisce alle foglie la naturale colorazione e brillantezza, per avere vicino a noi non solo aria più pura ma anche tanta bellezza e un aiuto concreto contro lo stress: perché le piante regalano serenità e ottimismo, due grandi valori per la vita quotidiana.


Come prolungare le fioriture primaverili

TANTE SETTIMANE DI BELLEZZA CON LE PIANTE CHE SBOCCIANO A FINE INVERNO

Primule, bellis (margheritine), viole del pensiero, ellebori, bulbose come narcisi e giacinti: queste ed altre meraviglie costituiscono il grande regalo della natura con le sue fioriture primaverili. Basta creare qualche ciotola o cassetta da tenere sotto gli occhi, per sentire che l’inverno se ne va e il vigore del risveglio si comunica anche alla nostra mente.

Per conservare a lungo il fascino delle piante primaverili ci sono alcuni sistemi grazie ai quali le piante si sentono nelle condizioni ideali per mantenere a lungo le fioriture e produrre nuovi boccioli.

I vasetti fioriti di piante primaverili che si trovano in vendita in questo periodo vanno trasportati a casa e subito innaffiati: i vasi minuscoli si disidratano molto rapidamente. Da evitare tutti gli stress termici (es. lasciare a lungo le piante in auto al sole).
Le piantine sono state prodotte in serra e pertanto non sono abituate né al gelo né al caldo. Meglio acclimatarle in esterni evitando di esporle subito a temperature vicino o sotto allo zero e alla brina. Da evitare anche il pieno sole o il caldo degli ambienti interni. Per aiutare le piantine a sopportare al meglio il periodo lo stress subito dal cambio di ambientazione Cifo consiglia Algatron biostimolante a base di alghe in grado di intensificare le difese naturali da stress ambientali di natura termica e idrica.
Il trapianto va fatto al più presto. Per ciotole e cassette, una buona scelta è Cifo Terriccio Universale – Linea Torfy, che mantiene a lungo una corretta idratazione e una ottimale porosità data dalla presenza di perlite che favorisce il drenaggio e l’areazione. Il concime contenuto assicura nutrimento per le prime fasi del trapianto sostenendo l’attecchimento.
L’irrigazione va fatta con regolarità per mantenere il substrato umido ma non fradicio né disidratato. L’alternanza fra terriccio troppo secco e fradicio favorisce l’indebolimento, le malattie e i marciumi radicali.
A differenza delle fioriture estive, le piante primaverili hanno un fabbisogno nutritivo moderato. Si consiglia Cifo Concime Liquido Piante fiorite ogni due settimane; contiene un alto titolo in Potassio che favorisce uno sviluppo equilibrato, stimola la formazione dei fiori, ne intensifica i colori e la persistenza.
Togliere regolarmente i fiori appassiti è una regola da non dimenticare.
Le piante da fiore arbustive, in vaso o in giardino, vanno irrigate con moderazione e nutrite con un prodotto specifico: camelie, azalee e rododendri richiedono Cifo concime per piante acidofile, liquido (ogni 2 settimane) o Cifo concime per piante acidofile granulare (ogni 3-4 settimane). Le camelie sono molto sensibili all’ambiente: troppo sole, vento e pioggia causano la prematura caduta dei boccioli e delle corolle aperte che, in condizioni ideali, restano invece a lungo sulle piante.

CONSIGLI UTILI SU COME PROLUNGARE LA FIORITURA PRIMAVERILE

Al momento dell’acquisto è bene riflettere sul tipo di effetto desiderato. Da fine inverno in poi sono infatti in vendita azalee e ortensie già fiorite. Lo spettacolo è grande, ma effimero, e per quest’anno non rifioriranno; normalmente le azalee in giardino fioriscono da fine marzo a maggio e le ortensie da fine primavera all’estate. La fioritura anticipata è ottenuta dalle tecniche di forzatura in serra. Per favorire la lunga durata dei fiori è bene conservare le piante in ambiente molto fresco e molto umido, al riparo dal sole e dalla pioggia.
Dopo la fioritura “forzata” va eseguito il rinvaso con Cifo Terriccio specifico per piante acidofile-Linea Torfy, che favorisce la crescita delle piante e la fioritura nei suoi colori più intensi; la nuova fioritura avverrà l’anno prossimo conservando in estate queste piante in ambiente molto umido, fresco e arioso.


Troppa acqua, poca acqua? Come capire i bisogni delle piante

INNAFFIARE BENE È ALLA BASE DELLA SALUTE DELLE PIANTE: SPESSO SI ECCEDE PER TROPPO AMORE… ECCO LE REGOLE BASE
I BENEFICI PSICOFISICI DELLE PIANTE

Tanto verde in casa e sul luogo di lavoro: ecco un aspetto della vita quotidiana che troppo spesso è sottovalutato. Le piante tropicali d’appartamento e le piante grasse sono una sorgente di benessere, migliorano l’aria indoor con la loro azione depurativa e influiscono positivamente sull’umore neutralizzando lo stress che accumuliamo nelle mille attività frenetiche della giornata. Risulta dunque davvero importante riempire i nostri spazi domestici di foglie e fiori e, ove possibile, creare anche sul luogo di lavoro un angolo verde, ma è altrettanto importante, per consentire ai nostri angoli verdi di vivere a lungo, capire i bisogni delle piante. Vediamo come…

UN CORRETTO NUTRIMENTO E UNA GIUSTA IRRIGAZIONE

Per favorire la vita delle piante occorre l’interazione di vari elementi: luce, temperatura, nutrimento e corretta irrigazione.

Questo aspetto spesso passa quasi inosservato, ma sovente è proprio la quantità di acqua a determinare lo stato di disagio: innaffiare troppo è dannoso.

Quasi tutte le piante tropicali, e tutte le piante grasse, non possono vivere in un terriccio che rimane a lungo fradicio di acqua. Ma come capire il bisogno di irrigazioni? Prima di tutto è indispensabile conoscere il nome botanico per potersi documentare sulle specifiche esigenze.

Inoltre, ci sono alcune regole generali da rispettare.
1. Per evitare gli errori di irrigazione è bene adottare il semplice sistema di tastare il terriccio a dita nude: se è asciutto, è tempo di dare un po’ d’acqua. In genere le piante a foglia coriacea (es. Ficus elastica) hanno minori esigenze idriche rispetto a quelle con foglie leggere e morbide (es. felci)

2. L’acqua non deve restare stagnante nel sottovaso per più di 15-20 minuti: significa che l’irrigazione era eccessiva, il sottovaso va svuotato subito.

3. Rispettate il periodo di riposo invernale, soprattutto se le piante sono in ambienti freschi. In queste condizioni, per esempio, le irrigazioni delle piante grasse vanno sospese del tutto.

4. Una massiccia presenza di calcare nell’acqua (“acqua dura”, che incrosta rubinetti e lavatrici e secca le mani) impedisce l’assorbimento del Ferro e può ostruire i pori delle radici. L’acqua molto calcarea non è assolutamente adatta per innaffiare le piante acidofile e le carnivore: se non è possibile usare acqua decalcificata o piovana, si utilizza l’acqua minerale a basso tenore di calcio (Ca). Per impiegare acqua molto calcarea sulle altre piante sarebbe meglio lasciarla riposare per un giorno intero, consentendo così al carbonato di calcio di depositarsi sul fondo dell’innaffiatoio. Con questa modalità, anche il cloro evapora (la sua presenza nell’acqua compromette la vita dei microrganismi utili).

5. L’innaffiatura va sempre effettuata con acqua a temperatura ambiente: se è troppo fredda può provocare uno shock termico, dannoso soprattutto per le piante delicate e per gli esemplari giovani.

6. La nebulizzazione di acqua sul fogliame è utilissima per tutte le piante a foglia liscia ma va evitata per quelle con superficie pelosa, e non va fatta sui fiori.

7. Uno strato di Cifo Argilla espansa – Linea Torfy nel sottovaso, mantenuta umida, è di grande aiuto per conservare meglio la salute e la bellezza delle specie tropicali e da interno in genere.

8. Il terriccio più adatto dipende dalla tipologia di pianta, la Linea di terricci Torfy offre diverse soluzioni un terriccio universale, ottimale per tutte le tipologie di piante, uno specifico per gerani e piante fiorite, uno per piante acidofile, uno per agrumi, poi per orchidee, per piante grasse, per piante da frutto, per ortaggi e infine uno per piante aromatiche.
Le irrigazioni possono essere ridotte e in caso di stress idrico le piante risulteranno più robuste.

9. Per evitare distrazioni o quando è necessario assentarsi per alcuni giorni (lasciando le piante in piena luce: al buio possono stare solo 24-48 ore), occorre Cifo Aquastick, gel idratante a base di acqua purissima a lento rilascio che viene liberato gradualmente nel terreno, dove rimane disponibile per 30 giorni circa.

10. Le piante d’appartamento hanno bisogno di nutrimento: per quelle tropicali si consiglia Cifo Concime Liquido Piante verdi, ma attenzione a non concimare una pianta assetata: meglio prima inumidire il terriccio, in modo che il nutrimento venga assorbito bene e senza generare stress.

Seguendo questi consigli, il verde indoor conserva il suo vigore e la sua bellezza e ci regala ambienti non solo più accoglienti, ma anche più sani e riposanti.


Orto e giardino: come ottenere un terreno sano, pulito e fertile

Ecco come curare la qualità del suolo per ottenere un terreno sano in cui far crescere le verdure, anche in vaso

Tutto parte da un terreno sano: le radici delle piante devono poter trovare un suolo fertile, drenante, con una consistenza fisica idonea per garantire la stabilità delle piante (e quindi non troppo friabile) ma anche la permeabilità necessaria per lasciare alle sottili radici la possibilità di espandersi.

La terra, madre delle piante

Il ruolo del terreno non è solo quello di sostenere le piante ma anche di nutrirle, ecco perché la fertilità va tutelata a prescindere dalle necessarie concimazioni periodiche. Altrettando indispensabile è la composizione chimica: è la natura stessa a creare, nei buoni substrati, un equilibrio di fattori nutritivi di base (Azoto, Fosforo e Potassio) e microelementi necessari in piccole ma fondamentali quantità (Calcio, Ferro, Magnesio e altri sali).

Come lavorare il terreno a fine inverno

Le parcelle dell’orto che non contengono piante in produzione aspettano il nostro lavoro: zappettatura superficiale senza rivoltare in profondità, per rompere la crosta superficiale; asportazione di tutti i detriti vegetali, parti grossolane, ciottoli affiorati ed eventuali parti in plastica rimaste dalle coltivazioni precedenti (legacci e simili).

Come arricchire la fertilità naturale

Durante questo lavoro è consigliabile integrare il terreno in modo del tutto naturale, utilizzando la specialità Cifo Biotron S a base di Leonardite, per aumentare la fertilità e rendere più disponibili per le piante gli elementi nutritivi già presenti nel terreno, aumentando la capacità di assorbimento delle radici. Nelle zone dove c’è il progetto di piantare pomodori, è utile integrare con Calcio Cifo, formulato che previene e cura la carenza di Calcio nelle piante dell’orto e del giardino. La carenza di Calcio si manifesta con un generale ingiallimento su tutta la superficie fogliare e successivo seccume. I frutti manifestano caratteristiche maculature e spacchi; nei pomodori la base annerisce, nelle piante ornamentali si verificano appassimenti dei germogli e dei boccioli.

Un aspetto importante: la prevenzione della clorosi (carenza di Ferro)

Alcuni ortaggi (per esempio melone, pomodoro, lattughe, cavoli e zucchine), piante da frutto come melo, pero, pesco, albicocco, kiwi e agrumi, e tutte le piante acidofile (rododendri, camelie, azalee, ortensie…) possono manifestare sintomi di clorosi, fisiopatia da carenza di ferro (le foglie sbiadiscono lasciando evidenti le nervature e si indeboliscono). La prevenzione si attua già al momento della lavorazione del terreno e del risveglio vegetativo con Cifo Solfer – Solfato di ferro rinverdente, ammesso in agricoltura biologica: assicura una colorazione brillante delle foglie, intensifica la colorazione dei fiori e conferisce una maggiore vigoria alla pianta. Utilissimo anche nei manti erbosi dove rinverdisce e combatte la formazione di muschio.

Primi trapianti nell’orto: nutrimento a cessione graduale

Nel giro di qualche settimana sarà tempo di piantare, se già non lo è ora dove il clima è più mite. Gli ortaggi che hanno un elevato consumo di fattori nutritivi vanno aiutati fin dal momento del trapianto, per evitare che le fasi delicate delll’attecchimento e primo sviluppo avvengano in condizioni di debolezza, ma è altrettanto importante non eccedere con il nutrimento: ecco perché conviene scegliere una formulazione a cessione graduale, Cifo Concime granulare per piante da orto e da frutto, biologico, in micropellet pronti all’uso. La cessione “modulata” è perfetta per la fase primaverile senza creare stress da sovradosaggio, rispettando le quantità suggerite (80 – 120 g per m²).

Un ultimo consiglio: la protezione del terreno

Dopo aver lavorato il suolo, se le piantagioni non avvengono subito è utile coprirlo provvisoriamente con un telo di non tessuto permeabile all’aria e all’acqua, ma in grado di ridurre i rischi di germinazione delle infestanti i cui semi arrivano portati dal vento e dagli uccelli.


Giardino, terrazzo e orto 2022? è ecologico, naturale e sostenibile

Cure primaverili e buoni propositi per il tuo giardino, terrazzo e orto

L’inverno comincia a segnalare un percorso diverso, e piccoli segni di natura si fanno vedere anche nelle regioni più fredde del nostro bellissimo Paese.

Avviandosi verso una stagione più mite è fondamentale ripensare al nostro approccio alle piante orientandoci, per le cure primaverili, verso i prodotti bio che garantiscono efficacia e sostenibilità.

Semplicità e biodiversità

A chi ancora pensa al bio-gardening come a un approccio complicato, che richiede molto impegno, vale la pena di chiarire alcuni benefici:
• giardino, terrazzo e orto gestiti con metodi naturali trovano un equilibrio che richiede minore manutenzione
• i prodotti ammessi in agricoltura biologica per la coltivazione e la cura sono di facile impiego e in alcuni casi sono pronti all’uso: il che fa risparmiare tempo e fatica
• fiori, piante e ortaggi danno ottimi risultati nel breve e lungo periodo
• creare una barriera naturale contro i parassiti e le malattie significa proteggere l’ambiente aumentando la biodiversità

Alcuni anni fa solo chi viveva in campagna riusciva a produrre o procurarsi le sostanze che migliorano le difese naturali delle piante.

Oggi è invece semplicissimo: nella gamma Cifo ci sono tutte le formulazioni utili, eccone alcune.

Terricci ammessi in agricoltura biologica

Significa che la miscela di torbe e fattori nutritivi proviene da lavorazioni esenti da residui chimici. Tutti i substrati della linea Cifo Torfy presentano questa caratteristica, incluso l’argilla (utile per il drenaggio).

Per iniziare la coltivazione di ortaggi in vaso e nell’orto, per esempio, c’è Cifo Terriccio per ortaggi, ottimale per la semina, il trapianto e la coltivazione delle verdure. Il concime contenuto assicura nutrimento per le prime fasi del trapianto sostenendo l’attecchimento.

Sostanze che migliorano la resistenza alle avversità, anche pronto uso

Basta spruzzare queste formulazioni, senza neppure la necessità di diluire e miscelare, per esempio:
Propoli Cifo, che attiva le difese naturali delle piante contro insetti, funghi, batteri e virus
Olio di Lino Cifo per prevenire le infestazioni di insetti e cocciniglie anche su frutta, aromatiche e ortaggi
Cifotris Bio a base di estratto di ortica, efficace aiuto con azione fungicida, insetticida e acaricida.
Cifo Tannino, granuli idrosolubili pronto uso ottenuti da estratto da legno di castagno 100% naturale, che favorisce la crescita, aumenta la resistenza nei confronti dei patogeni e degli stress climatici

Insieme alle altre formulazioni della linea Cifo Barriera Naturale e alle specialità come Cifo Bio Oro, il potente biostimolante universale, la cura dell’orto e del verde ornamentale con metodi naturali è ora facile e alla portata di tutti.
Rispettare l’ambiente è un dovere prima di tutto verso noi stessi: è ora di agire, e possiamo farlo anche partendo dal nostro verde, per una stagione 2022 naturale e ricca di doni meravigliosi in forma di fiori e sapori da portare in tavola.

Buon lavoro a tutti gli amici di Cifo!


Come prendersi cura di siepi e cespugli in primavera

Gli arbusti a fioritura precoce

Gli arbusti a fioritura precoce in piena terra o in grandi vasi, come forsizia, cotogno da fiore, gelsomino giallo, mahonia ecc., hanno i boccioli già formati e basta qualche giorno di sole e temperature non gelide per far apparire i primi petali, ecco come prendersi cura di siepi e cespugli in primavera.

Come favorire la fioritura

Per favorire la fioritura è bene liberare la base delle piante dai resti vegetali (foglie secche, detriti…), zappettare superficialmente e nutrire con Cifo concime granulare Lenta Cessione per piante fiorite, che soddisfa il fabbisogno nutritivo nell’arco di alcune settimane, anche dopo la fioritura (la fase più delicata).

Come prendersi cura dei cespugli e siepi di acidofile

I cespugli e siepi di acidofile a fioritura primaverile (camelie, azalee, rododendri, pieris) vanno nutriti con Cifo Concime granulare per piante acidofile in quantità moderata, aumentando la frequenza quando la primavera avanza.
Per gli esemplari coltivati in vaso è bene prevedere un rinvaso o rabbocco dello strato superficiale, utilizzando Cifo terriccio per Piante acidofile – Linea Torfy, da effettuare quando non c’è più rischio di gelo intenso e prolungato.


Come prendersi cura, nutrire e proteggere le piante grasse

Le piante grasse: una facile e veloce idea verde

Pochissima acqua, pochissimo concime, attenzioni minime, e in cambio un vero spettacolo di forme e di colori, tanto più d’attualità ora che si parla molto, finalmente, di risparmio idrico e di giardinaggio ecosostenibile. Questi sono gli importanti requisiti che accompagnano la vita della maggior parte delle specie appartenenti alla famiglia delle Cactacee, quelle che comunemente chiamiamo “cactus”, e delle succulente (aloe, echeveria, sedum…), molte delle quali sono spesso presenti in casa e nei nostri balconi e giardini, ecco quindi come prendersi cura delle piante grasse.

I cactus “mini”, ideali in casa

Il costo modesto e l’aspetto attraente rendono molto interessanti le piccole piante grasse, utili per iniziare una collezione e per avvicinarsi a questo affascinante mondo che, passo dopo passo, può regalare grandi soddisfazioni. Le piante grasse mini che si vedono in vendita un po’ ovunque, persino nei supermercati, sono in realtà piante molto giovani che, con il tempo (in alcuni casi occorrono anni e anni) arrivano ad assumere dimensioni importanti e anche regalare splendide fioriture.
È proprio con piante di piccola dimensione che possiamo sfruttare i piccoli spazi in casa, coltivandole in vasetti singoli o anche in ciotole e bottiglie “terrario” con più esemplari, per comporre un “desert garden” in miniatura che richiede attenzioni minime, perfetto anche per chi ha poco tempo.

Come realizzare un terrarium di piante grasse

La composizione di grasse e succulente può trovare posto anche in bocce di vetro o vasi trasparenti con imboccatura larga: in questo caso, essendo il vaso senza drenaggio, occorre mantenere umidità con regolari nebulizzazioni di acqua che devono idratare solo leggermente il substrato, evitando con cura di renderlo troppo bagnato e quindi inadatto alle esigenze delle piantine grasse.

Come realizzare un “desert garden” in miniatura
Cosa utilizzare

In una larga ciotola o altro contenitore con drenaggio (fori sul fondo) occorre predisporre uno strato di biglie d’argilla con Argilla Espansa – Linea Torfy e poi colmare due-tre cm dal bordo con Cifo Terriccio per piante grasse – Linea Torfy, un substrato ideale per tutte le piante grasse (Aloe, Crassula, Echeveria, Opuntis, Mamillaria, Kalanchoe..) e il concime contenuto assicura nutrimento per le prime fasi del trapianto sostenendo l’attecchimento.

Come disporre le piantine

Le piantine vanno disposte con equilibrio estetico e non troppo vicine tra loro per consentire lo sviluppo; la superficie del terriccio può essere coperta con ghiaino fine bianco, a scopo estetico.

Come prendersene cura (irrigazione e esposizione solare)

Per avere cura delle piante grasse sarà sufficiente innaffiare ogni 7-10 giorni da aprile a settembre (ogni 20-30 giorni in inverno) e concimare ogni due-tre settimane da aprile a settembre con Cifo Concime liquido per piante grasse, sospendendo in inverno.
Fondamentale la posizione: tanta luce, temperature possibilmente intorno ai 18-20 °C. Evitate tutte le zone soggette a frequenti colpi d’aria fredda in inverno e tenete il vaso lontano da stufe, termosifoni, fornelli, caminetti e altre fonti di calore diretto. In estate il “desert garden” può essere trasferito in balcone, abituando le piantine al sole con molta gradualità e innaffiando con maggiore frequenza.

Consigli utili per cactus e succulente

Se non avete esperienza iniziate con specie facili e resistenti, con o senza spine (Notocactus, Haworthia, Mammillaria, Pachicereus, Echinops, Ferocactus, Lithops, Aloe…); meglio evitare i cactus crestati, ossia quelli che presentano particolari e curiose deformazioni della chioma a seguito di mutazioni genetiche anche indotte, perché sono più sensibili e delicati.
Conservate le piante ben pulite, spazzolandole con un pennellino morbido una volta ogni 20-30 giorni; lo strato di polvere sulla superficie di foglie e fusti arriva a ostruire i pori limitando il corretto regime di respirazione fogliare.

Parassiti comuni delle piante grasse

Se notate puntini bianchi, si tratta di un attacco di cocciniglie: nebulizzate subito sulla pianta (e anche su quelle vicine a titolo preventivo) Cifo Olio di Lino pronto uso, in grado di attivare le difese naturali bloccando l’infestazione.


Giardino e orto in inverno, preparare la fertilità del terreno

Quali attività possiamo fare in inverno per l’orto e il giardino?

In inverno possiamo mettere le premesse per una ricca stagione in giardino e nell’orto. È in questo periodo che il terreno va rigenerato: sarà pronto in primavera per accogliere semi e piante che troveranno fattori nutritivi e una consistenza corretta per l’espansione delle radici.

Come e cosa fare?

A questo scopo, occorre ripulire con cura le aiuole vuote e le parcelle dell’orto senza coltivazioni, zappettando superficialmente senza rivoltare in profondità; durante questo lavoro si arricchisce il suolo con Cifo Biotron S, specialità naturale che rende più disponibili per le piante gli elementi nutritivi già presenti nel terreno, aumenta la capacità di assorbimento delle radici, favorisce lo sviluppo dei germogli e intensifica la colorazione dei fiori, consentendo uno sviluppo più armonioso delle piante. È perfetta anche per orto e frutteto, consentita per agricoltura biologica.

Siepi, alberi e arbusti, anche in vaso, si nutrono a fine inverno con Cifo Concime granulare a lenta cessione che assicura fino a 4 mesi di nutrimento.

Attività a fine inverno

Sempre a fine inverno è bene programmare il miglioramento di terreni impoveriti, anche quelli dove c’è il manto erboso. Cifo Azoto previene e cura le carenze di questa sostanza, che si manifesta con scarsa crescita e foglie pallide; Cifo Ferro si rivela importante per la prevenzione della clorosi nelle piante acidofile e nel manto erboso, riconoscibile sulle foglie più giovani con ingiallimento delle zone internervali (la nervatura centrale rimane verde).


Natale, otto idee fiorite e come farle durare a lungo

Non solo la solita stella: le idee fiorite per aspettare il Natale e per doni insoliti
Il Natale verde, fiorito e sostenibile

Mai come ora, e soprattutto a Natale, viene spontaneo pensare all’ambiente e impegnarsi a tutelarlo in ogni forma. Anche in un periodo consumistico come quello natalizio possiamo fare scelte diverse, dire stop alla plastica, preferire invece decorazioni naturali fatte di pigne, rami e legni e scegliere piante e fiori per abbellire la casa e per i nostri regali. Il verde vivo è un dono che parla di natura, esprime messaggi augurali gioiosi e contribuisce a portare colore e freschezza; con poche attenzioni, piante e fiori tipicamente natalizi possono avere una lunga vita. Ecco qualche suggerimento per la scelta e la cura di piante splendide sia per il loro aspetto che per il loro significato nel linguaggio floreale.

1. Stella di Natale

Un grande classico, oggi reperibile in tante forme e colori diversi, dal rosa al verde, dal bianco all’arancio. Evitate di acquistare le stelle di colore blu (colorate artificialmente e più deboli) e quelle con i petali (brattee) decorate da lustrini: meglio una bella pianta “al naturale”. È un simbolo di rinnovamento e salute: due parole importanti, visto il momento che stiamo vivendo!

Per prolungarne la bellezza: molta luce, nebulizzazioni di acqua o docce delicate ogni due-tre giorni, somministrazioni di Algatron che intensifica le difese naturali dagli stress ambientali di natura termica e fortifica e rinvigorisce la pianta.

2. Orchidee

Phalaenopsis e Cymbidium sono le più resistenti, ma la durata della fioritura dipende da luce intensa (no sole diretto) e umidità ambientale. Vanno tenute lontano da fonti di calore, innaffiate per mantenere il substrato umido ma non fradicio e nutrite ogni 10-15 giorni con Cifo Concime liquido per orchidee. Sofisticate e affascinanti, le orchidee hanno molti significati, tra cui quello della stima per l’intelligenza e le capacità, oltre a quelli ben noti legati all’amore e alla passione.

3. Amaryllis

Parente dei gigli, si trova in vendita in questo periodo con il bocciolo o il grande fiore rosa, rosso o bianco già aperto. Simbolo di libertà ed energia vitale, rimane fiorito a lungo se viene conservato in piena luce in ambiente molto fresco.

4. Cactus di Natale

Piantina brasiliana con fusti appiattiti, un tempo molto diffusa, oggi è tornata di moda dopo un periodo di oblio; in inverno si copre di splendidi fiori bianchi, rosa o rossi. Vive anche in piccoli vasi. Vuole vivere in stanze molto fresche, coltivata nel substrato Cifo Terriccio specifico per piante grasse – Linea Torfy e concimata ogni 15-20 giorni con Cifo concime liquido per piante grasse. Nel linguaggio dei fiori augura di ritrovare energia dopo periodi difficili… Un augurio prezioso!

5. Ciclamino

Oggi è il re dell’inverno, anche nei vasi e ciotole all’aperto purché al riparo dal gelo, pioggia e neve. Piccolo (più resistente) o grande (più delicato), è un messaggio che augura la protezione dalle avversità della vita. Ha bisogno di nutrimento ogni 12-15 giorni con Cifo Concime liquido per acidofile; il drenaggio deve essere perfetto perché il ristagno di acqua nel sottovaso fa afflosciare i fiori.

6. Elleboro (rosa di Natale)

I suoi fiori bianchi o rosati si aprono proprio nei mesi freddi, e sono un simbolo di rinascita e di superamento delle difficoltà ma anche di tenerezza e affetto. Se vive all’aperto continua a fiorire per settimane. In estate, se tenuto all’ombra umida, forma un bel cespuglio di foglie e rifiorisce in inverno.

7. Agrifoglio

Pianta italiana di rara bellezza, fa parte delle più antiche tradizioni natalizie e augura fortuna, prosperità, pace. In casa può vivere per alcuni giorni in piena luce, poi va spostato in balcone o giardino. Ha bisogno di terriccio sempre leggermente umido: viene in aiuto Cifo Aquastick, pratica e comoda alternativa all’intervento di annaffiatura delle piante in vaso: è un gel idratante a base di acqua purissima a lento rilascio che viene liberato gradualmente nel terreno, dove rimane disponibile per 30 giorni circa.

8. Ardisia

Piccolo arbusto dal bel fogliame verde, è disponibile in vendita con le sue belle bacche rosso brillante. È un bellissimo augurio di fortuna in amore, nel lavoro e nella vita. Ha poche esigenze: per restare bella a lungo deve essere in piena luce, in luogo molto fresco. Per semplificare la manutenzione si può inserire nel vasetto una fiala di Cifo Fertistilla, formulazione bi-attiva contenente il nutrimento necessario per tutte le piante in vaso sia da esterno che da interno. La parte di colore azzurro ha una funzione nutriente, quella di colore verde ha ruolo rinvigorente.

…Ma non è tutto qui!

Basta una visita nel vostro garden center di fiducia per trovare altre piante che augurano gioia e portano bellezza nel periodo natalizio e invernale in genere: per citarne solo alcune ricordiamo l’abete simbolo della vita e della nuova luce, l’anturio dalle brattee rosse e lucide che parla di eleganza e femminilità, le azalee rosse simbolo di forza interiore, le piantine con bacche (solanum, gaultheria) considerate portafortuna… E naturalmente il vischio, che cresce solo sui rami di certi alberi, come il melo. Da millenni è simbolo di pace e di amore, due cose di cui non possiamo fare a meno!

Il team CIFO augura a tutti voi un Natale sereno e un nuovo anno generoso di gioia, soddisfazioni e salute.
Grazie per averci seguito nel 2021, vi diamo appuntamento al 2022 con ottimismo ed energia vitale, nel segno della passione per la natura, le piante e i fiori!


Un buon momento per piantare siepi, cespugli e alberi da frutto

Nel tardo autunno e prima dei geli intensi le piante (siepi cespugli alberi da frutto) sono nelle condizioni ideali per attecchire gradualmente e trovare il terreno morbido e umido.

Per l’impianto di siepi, bordure, cespugli e piante da frutto (anche quelle a radice nuda, con il pane radicale raccolto in sacchetto pieno di torba o segatura) occorre preparare la buca di impianto ben capiente; sul fondo va utilizzato Cifo Biotron S, prodotto naturale costituito da Leonardite che migliora la fertilità del suolo a lungo termine.

Il terriccio per completare l’impianto va scelto in funzione del tipo di pianta. Per i fruttiferi è indispensabile Cifo Terriccio specifico per piante da frutto, consentito in agricoltura biologica, caratterizzato da una struttura ottimale ad elevata porosità per garantire un’equilibrata ritenzione idrica e una corretta aerazione delle radici. Dopo l’impianto occorre innaffiare generosamente se non sono previste piogge a breve.

In previsione dei geli, tutti i tipi di piante appena messe a dimora possono trarre beneficio da Cifo Tannino, prodotto di origine naturale estratto dal legno di castagno, consentito in agricoltura biologica, in grado di attivare le difese delle piante nei confronti di funghi quali marciumi radicali e del colletto e migliorare la resistenza a stress climatici.

Consigliabile su tutti i tipi di piante, anche quelle da orto, con somministrazioni ogni 15-20 giorni.


Verde indoor, tutti i segreti per una casa dove vivere meglio.

Una scelta importante per migliorare il benessere ambientale all’interno delle nostre abitazioni, ecco 5 consigli per il verde indoor
Una foresta in casa che protegge il nostro benessere

Le piante tropicali da interno sono una risorsa importante per migliorare sensibilmente la qualità della vita negli ambienti indoor. In casa, in ufficio, sul lavoro e a scuola, queste amiche silenziose e pazienti riempiono le stanze di ossigeno, assorbono fattori tossici e contribuiscono a creare uno spettacolo che raggiunge le nostre corde più intime.

Lo studio sugli effetti positivi del verde indoor sul benessere psicofisico è stato portato avanti da centri di ricerca in tutto il mondo con risultati concordanti. Certo, il verde non fa miracoli ma certamente aiuta portando serenità e bellezza, che a loro volta aiutano a migliorare la concentrazione riducendo lo stress e gli stati ansiosi, facendoci sentire più vicino alla natura e ai suoi ritmi.

Curare il verde in casa è dunque una preziosa medicina naturale, ed è molto semplice seguendo questi 5 consigli di base.

Lo spazio non è un problema

Non lasciatevi influenzare dal fatto che sembra non esserci spazio per le piante. Prima di tutto, occorre fare delle scelte: il verde indoor è più importante di altri oggetti. In una scelta di vita minimalista, la casa è più vuota per riempirsi di emozioni positive e le piante accompagnano questa positiva visione.

Osservare piante minuscole nella loro perfezione (i mini cactus, ma anche le piante tropicali “mini” che si trovano facilmente nei punti vendita) è un modo per concentrare la nostra attenzione sulla vita naturale: curare con passione una “foresta” miniaturizzata con una collezione di piccole piante è quasi un’esperienza zen, che fa bene, diverte e rilassa.

L’importanza del substrato

Le piante arrivano dai punti vendita in vasetti vivaistici sottodimensionati. Occorre subito trapiantare dopo l’acquisto utilizzando Cifo Terriccio Universale – Linea Torfy, substrato consentito in agricoltura biologica ricco di elementi nutritivi; favorisce una corretta idratazione e una ottimale porosità data dalla presenza di perlite che favorisce il drenaggio e l’areazione.

Il concime contenuto assicura nutrimento per le prime fasi del trapianto sostenendo l’attecchimento. Se preferite cactus e succulente, la scelta deve orientarsi su Cifo Terriccio specifico per piante grasse – Linea Torfy, indicato anche per aloe e sansevieria: assicura, in relazione a un corretto regime idrico (pochissima acqua in inverno, solo per conservare il substrato appena appena umido), il giusto livello di umidità e porosità, evitando dannosi ristagni idrici e compattamenti del suolo.

La nutrizione

Durante la stagione invernale il consumo energetico è limitato dalla minore disponibilità di luce, ma non è assente del tutto nelle piante tropicali che vivono in casa al caldo.

Occorre somministrare ogni 20-30 giorni una dose moderata di Cifo Concime Liquido per piante verdi: il suo contenuto di microelementi riduce i rischi di ingiallimenti fogliari. Va bene per tutte le piante da interno (pothos, schefflera, felci, croton, ficus, kenzia ecc.).

Da febbraio-marzo in poi la somministrazione dovrà essere settimanale, sempre rispettando un dosaggio moderato; non è la quantità di concime che migliora il benessere delle piante, bensì il suo utilizzo regolare, per evitare carenze nel terreno che si riflettono sulla salute della pianta.

La bellezza

Salute è bellezza, e quindi occorre osservare spesso le piante per notare eventuali problemi, e mantenerle ben idratate.

Una doccia settimanale o l’impiego di uno spruzzino per reidratare e creare umidità ambientale sono scelte consigliate, così come la presenza di un umidificatore, che rende l’aria migliore anche per noi.

Lontano da fonti di calore e in piena luce, girando spesso i vasi per evitare piegature del fusto verso la fonte di illuminazione, la nostra giungla domestica trova le condizioni migliori.

Importante anche pulire spesso il fogliame per evitare il deposito di polvere; a questo scopo occorre utilizzare periodicamente ogni 15-20 giorni Cifo Ecomirax – Lucidante fogliare senza gas, ad elevato potere lucidante, per ridonare alle piante con foglie lucide e coriacee (ficus, filodendro, pothos, ecc.) tutta la loro naturale lucentezza e vigoria.

Favorisce la regolare respirazione e traspirazione fogliare senza lasciare alcun velo untuoso o impermeabile all’aria.

Rigenerare le piante

In inverno le nostre case e gli ambienti di lavoro possono non essere perfetti per il verde tropicale, soprattutto per la scarsità di luce e umidità.

Può rendersi utile quindi la somministrazione di un formulato rigenerante per le piante: Sinergon Plus una specialità a elevato potere biostimolante, efficace fin dalla prima applicazione che consente di superare i momenti di stress riattivando le funzionalità delle piante debilitate.
Il suo utilizzo regolare assicura piante più attive, vitali, con una crescita rigogliosa e una maggiore produttività.

Per concludere, un elenco di piante davvero indistruttibili, che si adattano bene anche ad ambienti con luce moderata:
Pothos
Clorofito
Ficus benjamina (soprattutto quelli con foglie non variegate)
Filodendro
Ficus
Zamioculcas
Aspidistra
Sansevieria
Beaucarnea
Ficus lyrata
Spatifillo
… e altre: per un consiglio specifico potete porre quesiti agli specialisti Cifo, sulle pagine social Facebook e Instagram o tramite il sito al link: https://www.cifo.it/home-e-garden/


Piante grasse: prepariamole all’inverno

Cactus e succulente non sopportano le basse temperature; le piante grasse resistono fino a qualche grado sopra lo zero se sono al sole e con terriccio completamente asciutto. Meglio trasportarle in casa o in serra, scegliendo posizioni molto luminose e possibilmente fresche (15-18 °C è l’ideale).

Le piante vanno pulite con un pennellino, tra le spine, utlizzando Cifo Olio di Lino nel caso in cui siano stati notati insetti parassiti; il prodotto agisce anche come corroborante e rinforzante.

Il momento è idoneo per il trapianto: occorre impiegare Cifo Terriccio specifico per piante grasse, che assicura il giusto livello di umidità e porosità, evitando dannosi ristagni idrici e compattamenti del suolo.

Le grasse che restano in casa in piena luce non entrano in riposo e occorre dunque prevedere l’impiego di Cifo Concime liquido per piante grasse una volta al mese; la frequenza sarà ogni 2-3 settimane per le piante che vanno in fioritura, come la generosa Kalanchoe lo splendido cactus di Natale (Schlumbergera) che aspetta l’inverno per regalare i suoi bei fiori.


Lavori autunnali: Pulizia, rinforzo, protezione, potatura e decorazione

Ecco i lavori autunnali che non potete assolutamente trascurare
Accendere l’autunno e pensare al futuro

Mentre la stagione scivola lentamente verso l’inverno, per la verità sempre più lentamente (il climate change si sente, il freddo arriva più tardi rispetto a qualche decennio fa), è tempo di accendere i colori della stagione delle decorazioni outdoor, ma anche di pensare al domani effettuando ora alcuni lavori autunnali di manutenzione che proteggono e migliorano il nostro verde in terrazzo, giardino e orto.

Ecco, in sintesi, cosa fare nelle belle giornate autunnali, quando i lavori all’aperto diventano una forma di relax, di movimento fisico e di contatto con la natura: in sostanza, una vera e preziosa forma di benessere.

1. Pulire e riordinare

Via le foglie secche, che possono conservare tracce di malattie fungine; il prato, le aiuole e l’orto vanno mantenuti puliti, asportando anche i residui delle coltivazioni giunte a fine ciclo, da eliminare o utilizzare nel cassone del compostaggio.

Pulizia consigliata anche per vasi, ciotole e fioriere (da lavare e riporre al riparo, se vuoti) e per le pavimentazioni e mobili da giardino.

In questo modo lo spazio esterno, privato dei segni malinconici dell’estate finita, acquista una nuova fresca bellezza ed è pronto per accogliere un nuovo spettacolo… come suggerito al punto 2.

2. Decorare e piantare

Il clima fresco favorisce chi ha voglia o bisogno di novità: per alberi, arbusti, siepi e rosai è un ottimo periodo, adatto al trapianto arricchendo il terriccio con Cifo Top N, Nutrimento per orto, giardino e prato (l’autunno è consigliato anche per la semina dei manti erbosi e il rinnovamento di quelli esistenti); è un innovativo concime in microgranuli, consentito in agricoltura biologica, appositamente studiato per nutrire le piante ornamentali nella delicata fase di post-semina/trapianto.

Per arricchire di bellezza terrazzo e giardino si possono piantare anche in vasi e ciotole ciclamini, eriche, skimmie e veroniche (hebe), utilizzando Cifo Terriccio specifico per piante acidofile – Linea Torfy (si tratta di piante molto sensibili, esigono terriccio apposito e innaffiature preferibilmente con acqua piovana o non calcarea) e altre bellezze di stagione come cavoli ornamentali, viole del pensiero, crisantemi di ogni tipo, aster…

3. Proteggere dal freddo

In base alla zona climatica e all’andamento stagionale, tra metà e fine ottobre è bene riparare dal freddo le piante. Quelle tropicali da interno non tollerano temperature inferiori ai 10-12 °C, ma comunque meglio non rimandare il trasferimento in casa, in serra, in veranda o sui pianerottoli delle scale, dove ci sia molta luce e clima fresco ma non freddo.

Per le tropicali, che in casa proseguono la loro attività vegetativa, è indispensabile la somministrazione di Cifo Sinergon Plus, specialità 100% naturale: è un prodotto rigenerante, indicato per favorire la crescita di piante stentate e affaticate; migliora l’assorbimento degli elementi nutritivi e consente di superare agevolmente i momenti di stress, riattivando le funzionalità delle piante.

Le piante che restano all’aperto vanno rinforzate con Cifo Tannino della linea Barriera Naturale, che attiva le difese delle piante nei confronti dei marciumi radicali e del colletto, migliora la resistenza agli stress termici e favorisce lo sviluppo radicale.

4. Rinforzare la vegetazione

Nelle zone con clima mite, sulle piante che conservano la vegetazione, e per le piante protette in serra o veranda, è utile prevedere l’impiego di Cifo Asso di fiori, concime polivalente somministrabile sia tramite innaffiatura che con distribuzione sul terriccio umido e anche con irrorazione fogliare; ideale anche per piante da frutto sempreverdi, come gli agrumi, e per le piante ornamentali da interno; per queste, e per tutte le piante protette in serra, è importante anche l’impiego di Propoli Cifo, che attiva le difese naturali delle piante nei confronti di insetti, funghi, batteri e virus, la cui moltiplicazione è favorita dall’ambiente chiuso in casa o in serra.

5. Potature autunnali

Mano alle forbici per accorciare, riordinare e potare ove necessario; la stagione è consigliata per la potatura degli arbusti a fioritura estiva, come ibischi, lantana, buddleja, caprifoglio, lagestroemia (quelli a fioritura primaverile, come la forsizia, si potano subito dopo la fioritura, a fine primavera). Anche gli alberi possono essere potati dopo che sono cadute le foglie, per eliminare parti danneggiate o troppo fuori sagoma.

Sulle parti legnose tagliate si utilizza Cifo Cicatrin Plus, mastice cicatrizzante pronto all’uso. Crea una barriera che protegge i tessuti vitali e, grazie alla presenza di rame, contribuisce alla prevenzione della formazione di muffe o malattie del legno; favorisce la rapida formazione di un callo cicatriziale per chiudere la ferita (potatura, innesto o lesione).

Vi sembra troppo lavoro? In realtà non va dimenticato che ogni momento trascorso in giardino e in terrazzo, curando le piante, è una vera medicina antistress, un investimento a favore della serenità e dell’ottimismo!


Un mini orto autunnale in vaso

In gran parte d’Italia l’autunno consente di coltivare ortaggi a ciclo rapido, un mini orto autunnale ci può regalare grandi soddisfazioni: in grandi vasi, ciotole e cassette profonde almeno 40 cm o in piccole zone del giardino, ben soleggiate, lattughe, indivie e radicchi si sviluppano con rapidità; ottimi anche spinaci, bietoline, rucola, valerianella, finocchi, porri, cavoli, verze e cavolini di Bruxelles.

Irrigazioni regolari, niente ristagno idrico nel sottovaso e concimazioni ogni 10-15 giorni con Cifo Concime Liquido per piante da orto e da frutto manterranno il vigore degli ortaggi per molte settimane, fino ai geli.

Un aiuto in più al nostro orto autunnale viene dall’impiego di Cifo Tannino, un preparato pronto all’uso, consentito in agricoltura biologica in grado di attivare le difese delle piante nei confronti di funghi quali marciumi radicali e del colletto. Favorisce lo sviluppo radicale e migliora l’assorbimento degli elementi nutritivi, è indicato per tappeti erbosi, ortaggi, frutticole, ornamentali e aromatiche.


Fiori autunnali, un lungo spettacolo

Colori vivaci e piante durevoli in giardino e in vaso per valorizzare la stagione
Rinnovare le decorazioni vegetali per ritrovare energie positive

Non c’è bisogno che ce lo confermi la scienza, lo sappiamo tutti: i colori della natura sono una vera medicina antidepressiva, più che mai importante affrontando l’autunno, stagione che gli antichi Celti consideravano la prima, quella della ripartenza: perché è in autunno che si effettuano molti tipi di semine e di trapianti, e si fanno progetti per il futuro. Meglio dunque approfittare del momento e dare un volto nuovo a giardini e terrazzi, utilizzando i fiori autunnali e le piante stagionali, parallelamente pensando a qualche rinnovamento sul lungo termine.

Basta un delizioso pomeriggio di shopping nel punto vendita di fiducia per organizzare scene molto piacevoli, utilizzando fiori, piante da bacca e da fogliame e realizzando composizioni in vaso, facilmente spostabili e quindi capaci di riempire i vuoti lasciati dalle fioriture estive man mano che concludono il loro ciclo, di arredare l’area in cui ci si siede all’aperto o di creare rapidamente un punto focale di interesse osservabile anche dalle finestre, rimanendo dentro casa.

Vasi e ciotole ricche di colore

Quante forme e colori regala l’autunno! Tra i fiori autunnali, oltre alle immancabili eriche e ai generosi ciclamini si possono acquistare con pochi euro anche aster, crisantemi, cavoli ornamentali, peperoncini, solanum e altre piante da fiore e da bacca, come la Gaultheria con bacche rosa perlacee. Importanti anche le piante da fogliame come la cineraria con foglie grigio-argento, le piccole edere e le mini-conifere, che consentono di comporre vasi e ciotole interessanti.

Sono piante poco esigenti, per le quali è sufficiente una concimazione con Cifo Concime Universale che favorisce una abbondante e continua fioritura, in associazione ogni 10-12 giorni a Cifo Algatron, specialità nutritiva che induce un generoso sviluppo e protegge le piante dagli stress di origine climatica, come i cambiamenti meteo tipici dell’autunno.

Un suggerimento: per eriche e ciclamini la scelta giusta è Cifo Terriccio Specifico per acidofile – Linea Torfy, indicato anche per le camelie sasanqua dalla lunga fioritura autunnale, profumata.

Composizioni di piante sempreverdi

Sia in vaso che in piena terra, questo è un buon momento per mettere a dimora arbusti sempreverdi e conifere, utilizzando Cifo Terriccio Universale – Linea Torfy: si tratta di uno specifico mix di torba nera e torba bruna che garantisce una riserva costante di elementi nutritivi, una corretta idratazione e una ottimale porosità data dalla presenza di perlite che favorisce il drenaggio e l’areazione.

La concimazione con Cifo Asso di Fiori prima dell’arrivo dei freddi aiuterà le piante e i fiori autunnali ad attecchire correttamente, è utile associarlo ogni 15 giorni a Cifo Sinergon Plus, un biostimolante naturale che consente di superare agevolmente i momenti di stress riattivando le funzionalità, assicurando piante più attive, vitali, con una crescita rigogliosa e una maggiore produttività di fiori, frutti e foglie e sostiene le piante debilitate dall’attacco dei patogeni.

Attenzione al mal bianco (oidio) che nel clima umido dell’autunno può attaccare molte piante tra le quali sempreverdi come evonimo e lauroceraso; una scelta naturale, rinforzante e preventiva è Cifoblok Bio a base di lecitine estratte direttamente dai semi di soia. Essendo consentito in agricoltura biologica, va bene anche per le piante commestibili.

Preparare vasche e aiuole pensando al futuro

Mentre l’autunno avanza, è tempo di progettare il futuro preparando il terreno: lo troveremo pronto e fertile quando, all’inizio della primavera, sarà tempo di piantare le fioriture della nuova stagione. Il terriccio dei grandi vasi e vasche del terrazzo va arricchito con Cifo Biotron S, un prodotto naturale costituito da Leonardite, sostanza umificata contenente acidi umici e fulvici. Estratto dai migliori giacimenti del continente europeo, che in genere sono presenti nelle zone carbonifere, è la soluzione ottimale per aumentare la fertilità del terreno delle piante coltivate in vaso, in giardino, nell’orto e nel prato. Rende più disponibili per le piante gli elementi nutritivi già presenti nel terreno, aumenta la capacità di assorbimento delle radici, favorisce lo sviluppo dei germogli e intensifica la colorazione dei fiori, consentendo così uno sviluppo più armonioso della pianta. Si utilizza anche nelle aiuole e nelle parcelle dell’orto ormai vuote, per immaginare fin da ora i raccolti generosi del 2022.


I primi fiori autunnali per terrazzi e giardini

Basta un giro nel garden center di fiducia per immaginare un generoso autunno fiorito: è già possibile preparare ciotole e cassette con i primi fiori autunnali, ma attenzione al caldo!
Le piante autunnali, come i coloratissimi crisantemi nani, ciclamini, settembrini (aster), eriche, viole del pensiero, peperoncini ornamentali, cavoli ornamentali ecc. vengono proposti già da fine agosto, ma vanno tenuti in zone fresche e ombreggiate finché le temperature non diventano più fresche.
Vanno trapiantate subito: i vasetti vivaistici sono piccoli e aumentano il rischio di rapida disidratazione. Cifo Terriccio Universale – Linea Torfy è ottimale per lo sviluppo di tutte le piante in balcone, terrazzo e giardino.

Irrigazioni regolari, niente ristagno idrico nel sottovaso e concimazioni ogni 10-15 giorni con Cifo Concime Liquido Universale le manterranno splendide per molte settimane, fino ai geli.


L’orto autunnale, un grande regalo di sapori

È il momento di predisporre le produzioni di ortaggi autunnali, anche in vaso
Una lunga stagione di sapori e di bellezza

Mentre raccogliamo gli ultimi sapori dell’estate, l’orto autunnale ci promette mesi di generosità grazie agli ortaggi che crescono bene in questa stagione.
La terra più umida e il clima più fresco riducono l’impegno e consentono di ottenere un po’ di tutto: verdure a ciclo breve come lattughe, radicchi da taglio, bietole, rapanelli, rucola, valeriana e spinaci, pronti da raccogliere entro poche settimane, e altri che sfideranno il freddo: cavoli di ogni tipo, cavolfiori, cipolle, aglio, rape, barbabietole, porri, patate e ortaggi curiosi, “antichi” come rafano e pastinaca, una sorta di carota quasi bianca, di ottimo sapore e molto resistente alle basse temperature.

Partire bene per ottenere un raccolto generoso

Rispetto agli ortaggi estivi, quelli dell’orto autunnale sono meno esigenti. Una volta piantati vanno aiutati periodicamente con Cifo Asso di Fiori, pratico e versatile perché adatto a tutte le piante, anche a quelle ornamentali; la sua particolare formulazione ne consente l’impiego sia diluito in acqua per innaffiature o nebulizzazioni che semplicemente sparso sul terreno, facendo seguire un’irrigazione. Saranno sufficienti somministrazioni ogni 15-20 giorni in settembre; con l’arrivo del freddo e la riduzione delle ore di luce, gli ortaggi autunnali riducono ulteriormente le loro esigenze e basterà una concimazione mensile per quelli che arriveranno a maturazione da ottobre a dicembre.

Una “spinta” in più per gli ortaggi autunnali

Sia in vaso che in piena terra, settembre è un periodo delicato: a volte troppo caldo, oppure soggetto a forti temporali. Se si nota debolezza nelle piante da orto, o meglio ancora per prevenirla, è bene utilizzare Cifo Bio Oro, specialità BIOSTIMOLANTE consentita in agricoltura biologica che favorisce la crescita delle piante, promuove la fioritura, favorisce la formazione di frutti migliora l’accrescimento, uniforma e anticipa la maturazione degli ortaggi, favorisce l’infoltimento delle essenze del prato.
Ottimo anche per sostenere la resistenza degli ortaggi estivi ancora presenti nell’orto: fino a ottobre sarà possibile ottenere ancora un buon raccolto da pomodori, peperoni ecc.

Il rischio di stagione: lumache e chiocciole

Le condizioni ambientali miti e umide favoriscono la presenza di molluschi animati da grande appetito, che possono danneggiare o persino far sparire in una sola notte le piantine appena piantate! La difesa naturale è offerta da Cifo Polvere di roccia, un preparato consentito in agricoltura biologica, pronto all’uso, a base di minerali vulcanici macinati in granuli grossi.
Agisce per via meccanica allontanando in modo naturale lumache e limacce da tutte le piante presenti in terrazzo, nel giardino e nell’orto.
Grazie alla spiccata capacità delle materie prime di assorbire grosse quantità di acqua, il prodotto crea un ambiente sgradevole ai molluschi, creando un effetto barriera meccanica disabituante di grande efficacia e durata.
Il clima settembrino aiuta anche lo sviluppo di larve e afidi: Cifo Sapone Molle è la scelta bio, completamente naturale, in grado di attivare le difese naturali delle piante nei confronti degli insetti, in particolare afidi e ragnetti. Ha un effetto pulente naturale, per lavare le piante imbrattate da melata o fumaggini.


Il manto erboso nei giorni più caldi dell’estate

Il manto erboso tende a rallentare e fermare la crescita quando le temperature diventano bollenti. In queste condizioni si crea uno stato di debolezza che rende l’erba più sensibile. Per ridurre i rischi di ingiallimenti e seccume è indispensabile mantenere il terreno sempre leggermente umido e sempre fertile somministrando, su terreno già precedentemente inumidito, Cifo Concime Granulare per prato. Una generosa irrigazione ne favorirà l’assorbimento, che aumenta la resistenza al caldo e al calpestio.

Attenzione al taglio: non deve essere troppo basso per evitare che il sole prosciughi troppo rapidamente il terreno e bruci la base degli steli d’erba.

Il dilavamento causato dalle irrigazioni regolari può però causare una carenza di Azoto nel terreno, che si manifesta con un manto erboso dai fili d’erba pallidi, sottili e disseccati ai bordi. Cifo Azoto è l’integratore consigliato, sia in forma preventiva che curativa, per chi desidera ottenere un prato perfetto e godibile anche nel cuore dell’estate.


Peperoni & peperoncini, sapore e benessere

Le vrtù preziose di questi ortaggi, protagonisti in vaso e nell’orto
Belli, buoni e amanti del caldo d’agosto

Ortaggi squisiti, peperoni e peperoncini (dolci o piccanti) sono protagonisti nella cucina italiana e sono facili da coltivare nell’orto o in balcone, unendo al sapore anche la bellezza delle loro forme e i loro vivaci colori.

I primi Europei che esplorarono le terre centro americane a caccia di tesori scoprirono la pianta del peperone, che venne chiamata “pepe brasiliano” perché molto piccante: ma era solo una delle tante varietà dolci o piccanti coltivate dalle popolazioni indigene.

I peperoni hanno trovato nel nostro Paese condizioni ideali per crescere, grazie al loro ciclo breve: da aprile a ottobre completano il loro percorso dal seme alla maturazione dei frutti. Ecco perché anche il freddo Piemonte è riuscito nei secoli a produrre varietà molto pregiate, come il noto peperone giallo di Cuneo. Ma ogni regione ha le sue specialità di peperoni, spesso servite in occasione di sagre e fiere in agosto e settembre.

Un pregio importante: coltivazione facilissima

Sia nell’orto che in vaso, peperoni e peperoncini vanno fatti crescere in un substrato di eccellente qualità: Cifo Terriccio specifico per ortaggi – Linea Torfy, nutritivo e correttamente drenante. Le piante crescono rapidamente e producono fiori fin dalle prime fasi di sviluppo; i risultati sono però legati a una necessità imprescindibile: molte ore di sole, senza il quale la pianta non riesce a produrre molti fiori e i peperoni, anche se nascono, rimangono piccoli, verdastri e poco gustosi.

Nell’orto è bene coltivare il peperone o peperoncino vicino a aglio, cavoli, finocchi, lattughe, piselli, porri e prezzemolo, ma lontano dai pomodori. Se coltivati in vaso, occorre un contenitore piuttosto profondo e ben drenato. L’impiego periodico dell’integratore Cifo Calcio riduce i rischi di ingiallimento del fogliame e di seccume sui frutti, la pianta ama infatti un terreno ricco di calcio e di potassio che favoriscono lo spessore della polpa, soda e saporita.

Chi mangia peperoni vive meglio!

Il peperone è ricchissimo di vitamine B e C e contiene anche carotene, un complesso vitaminico utile per la salute della pelle e degli occhi. Il peperoncino, sia dolce che piccante, favorisce le attività digestive stimolando i processi gastrici. Il peperone dolce è particolarmente utile per la prevenzione delle malattie cardiovascolari, rende i vasi sanguigni più robusti ed elastici e combatte efficacemente il colesterolo e i radicali liberi, grazie all’azione antiossidante in grado di rallentare il processo di invecchiamento del nostro organismo. I peperoncini, sia dolci che piccanti, sono ricchi di virtù digestive e antisettiche, stimolano l’apparato circolatorio e hanno azione tonificante.

Come ottenere il meglio da peperoni e peperoncini

La prima regola per favorire la produzione di peperoni grossi e saporiti è quella di innaffiare regolarmente, ma con moderazione, evitando con cura il ristagno idrico: nella fase di maturazione, occorre bagnare solo quando il terriccio è quasi asciutto ma non del tutto inaridito, il che causerebbe l’afflosciamento delle foglie. Questo favorisce la produzione di peperoni grossi e saporiti. Per svilupparsi bene occorre concimare con generosità utilizzando ogni 10-15 giorni Cifo Concime liquido piante da orto e da frutto, a base di sostanze vegetali completamente naturali, consentito in agricoltura biologica e particolarmente pratico in presenza di poche piante o di coltivazione in vaso. Nell’orto, se le piante sono numerose, conviene la versione granulare, Cifo concime granulare per piante da orto e da frutto, da fornire in quantità moderata al piede delle piante ogni 15-20 giorni, su terreno già leggermente umido e interrandolo superficialmente.

Una barriera naturale per proteggere peperoni e peperoncini

In linea di massima sono piante piuttosto resistenti, ma possono comunque essere colpite da parassiti e malattie fungine. La prima regola è la prevenzione: gli attacchi di larve che erodono il fogliame vanno ostacolati con Cifo Polvere di roccia – Stop Larve: nebulizzata su foglie e frutti crea una barriera protettiva nei confronti di insetti masticatori quali Nottue, Cavolaie, Tripidi, Coleotteri e Larve Minatrici.

Per proteggere dai marciumi radicali e altre forme fungine è bene rinforzare con l’impiego di un preparato che, come Polvere di Roccia, è 100% naturale e ammesso in agricoltura biologica: Cifo Tannino, estratto dal legno di castagno, in grado di attivare le difese delle piante nei confronti dei funghi radicali e del colletto oltre che a migliorare l’assorbimento radicale. Il risultato finale? Peperoni e peperoncini irresistibili, perfetti per i piatti estivi… perché aiutano anche a combattere meglio il caldo e la debolezza causata dalle alte temperature.


Cocciniglie: un’efficace lotta naturale

Purtroppo, le cocciniglie non hanno paura del caldo… Questi insetti parassiti molto comuni e tenaci attaccano moltissimi tipi di piante ornamentali, ortaggi, frutti, piante tropicali da interno, piante grasse. E spesso in estate, su siepi e arbusti, circolano anche le metcalfa, farfalline affini alle cocciniglie (grigie, con brevi voli). Le infestazioni di cocciniglia e metcalfa danneggiano pesantemente le piante, che tra l’altro si coprono di una patina appiccicosa (melata) sulla quale si sviluppa una malattia fungina, la fumaggine, che forma un velo nerastro.

Prima regola: la prevenzione, utilizzando prodotti corroboranti che irrobustiscono la vegetazione. Propoli Cifo, completamente naturale, consentito in agricoltura biologica, ha anche questo ruolo: è un integratore naturale al 100%, attiva le difese naturali nei confronti di insetti, funghi, batteri e virus.

La lotta naturale punta anche su prodotti come Cifo Olio di Lino, formulato completamente naturale, consentito in agricoltura biologica, ottenuto dalla spremitura a freddo dei semi di lino che contribuisce a ostacolare l’infestazione e non lascia alcun residuo sulle piante destinate al consumo alimentare (frutta, aromatiche e ortaggi).

Infine, un suggerimento: per rimettere in sesto la vegetazione colpita da attacchi di cocciniglie o altri insetti occorre Sapone Molle Cifo, completamente naturale, consentito in agricoltura biologica, che oltre all’azione rinforzante ha un effetto “pulente” naturale, per lavare le piante imbrattate da melata o fumaggini prodotte da insetti.

Tutti questi prodotti, che fanno parte della linea Cifo Barriera Naturale, sono utilizzabili anche su piante alimentari senza dover rispettare alcun tempo di carenza e inoltre sono Consentiti in Agricoltura biologica.


Giardini e terrazzi resilienti al caldo

Estate spettacolare con fiori e fogliame che richiedono poca acqua
Piante “sentinelle” del clima che cambia

I cambiamenti climatici repentini e anomali sono diventati sempre più difficile da gestire e affrontare: cicloni, alluvioni che colpiscono in periodi dell’anno atipici, caldo, siccità, sono il segnale di una vera e propria crisi climatica globale.

Le nostre piante ne soffrono e devono essere aiutate e supportate. La soluzione è creare giardini e terrazzi resilienti, capaci di affrontare senza ripercussioni gli stress termici e idrici.

Giardini e terrazzi resilienti alle estati bollenti

Lunghi mesi di caldo intenso: condizioni che sembrano ostacolare la bellezza dei fiori, ma non è così. Oggi il mercato florovivaistico offre molta scelta che consente di creare balconi, terrazzi e giardini in fiore anche quando il termometro segna punte di caldo inimmaginabili anche solo 20 o 30 anni fa.

E dunque, spazio al verde mediterraneo: arbusti come oleandro, pittosforo, ibisco, corbezzolo, santolina, lavanda; fioriture resistenti al caldo quali gazania, mandevilla, plumbago, petunie ricadenti, bidens, lantana, sanvitalia e altre. Per inverdire le pareti anche dove il clima è bollente vengono in aiuto falso gelsomino, passiflora, buganvillea e solanum nelle versioni a fiori blu oppure bianchi, che sbocciano fino all’autunno inoltrato.

E poi naturalmente succulente che resistono alla siccità come delosperma, mesembriantemo, sedum e l’inarrestabile portulaca. Da non trascurare anche le aromatiche mediterranee (salvia, rosmarino, timo, origano, maggiorana, finocchietto e tante altre) che alla bellezza, profumo, fioriture e sapore uniscono anche l’attitudine a tenere lontano i parassiti delle piante.

Come migliorare la resistenza delle nostre Piante allo stress termico

Tutte le piante prima citate richiedono poche attenzioni, ma se sono coltivate in vaso le irrigazioni devono essere regolari e generose; in piena terra sono meno esigenti, ma in ogni caso è fondamentale rinforzare la vegetazione con l’impiego regolare di Cifo Algatron, specialità naturale, consentita in agricoltura biologica, ottenuta da alghe marine brune che nutre e intensifica le difese naturali da stress ambientali di natura termica (situazioni prolungate di caldo) e idrica (carenza occasionale di acqua nel substrato).

Agevolare le cure e la nutrizione

In associazione a Cifo Algatron, è importante la somministrazione di prodotti nutritivi che siano versatili, adatti a tutti i tipi di piante, come Cifo Asso di Fiori, un grande classico, idoneo per fiori e piante ornamentali ma anche per gli ortaggi, durante tutto il ciclo vegetativo, in tre diverse modalità: con innaffiatura al terreno, con nebulizzatore sul fogliame o con distribuzione diretta sul terreno. Inoltre, soprattutto per piante molto esigenti perché di lunga fioritura, o in presenza indebolimento causato da carenze nutritive unite al caldo e alle avversità climatiche, è fondamentale ricorrere alla specialità Cifo Bio Oro, biostimolante 100% naturale, consentito in agricoltura biologica, che favorisce la crescita delle piante e la formazione di nuovi tessuti. Con questi semplici accorgimenti, terrazzi e giardini resilienti offrono il meglio: rispetto della natura, accoglienza della biodiversità, profumi e colori che migliorano la qualità della vita quotidiana anche nel gran caldo delle estati italiane.


Ortensie, come avere una lunga fioritura

Piante durevoli e resistenti, le ortensie hanno bisogno di evitare il sole forte e ricevere irrigazioni regolari e generose; apprezzano molto anche le rinfrescanti docce sul fogliame, da fare nelle ore serali per reidratare le piante nei giorni più caldi e asciutti.

Il fabbisogno nutritivo va soddisfatto con l’impiego di Cifo Concime granulare per ortensie, che fornisce un duplice effetto fertilizzante: immediato (a pronto effetto) e prolungato nel tempo (a lento rilascio). Va sparso intorno al fusto e interrato con una leggera zappatura, poi è bene annaffiare abbondantemente per facilitarne la solubilizzazione e l’assorbimento, ripetendo la somministrazione ogni 25-30 giorni. Utile anche per eriche, camelie, azalee, lauro, gelsomino, ligustro e altre specie arbustive da siepe o da cespuglio.

Una caratteristica delle ortensie è quella di soffrire di clorosi (foglie pallide con nervature evidenti, fiori piccoli e di colore pallido o verdastro): la causa è la difficoltà di assorbire il Ferro. Per prevenire e curare questa fisiopatia si utilizza Cifo S5 Radicale, un formulato caratterizzato da una spiccata rapidità d’azione. Grazie alla presenza di Ferro in forma chelata, assicura un immediato e duraturo effetto rinverdente, conferendo alle foglie la naturale colorazione e brillantezza e riportando vigore alla pianta. Consigliato per tutte le piante acidofile.


Il re della tavola in estate: pomodoro in mille forme

Verdi, gialli, arancioni, grandi o piccoli: un tesoro di sapori
Non più solo rosso: il pomodoro si veste di nuovi colori

Fino a qualche anno fa, i pomodori gialli erano praticamente sconosciuti in Italia. Oggi la proposta vivaistica si è ampliata ed è facile regalarsi il piacere di sapori eccellenti che uniscono anche il fattore sorpresa del colore. Esistono infatti varietà con frutti gialli, arancioni, verdi, zebrati, neri e persino color avorio.

Possiamo riscoprire anche pomodori italiani “dimenticati”, come il Rosa Ligure e il Cuore Giallo di Jesi o apprezzare il Nero di Crimea, un pomodoro di ottimo sapore che ha bisogno di tanto sole per assumere una buccia scurissima, nero brillante, carica di antiossidanti naturali dal forte potere benefico sul nostro organismo.

Il pomodoro arancione, chiamato anche Tangerine Tomato perché ricorda i mandarini, è dolce e ricchissimo di licopene; i datterini gialli, oltre alle virtù alimentari, sono anche particolarmente robusti e si raccolgono fino all’autunno inoltrato.

Enormi o mini: forme per tutti i gusti

Mentre si moltiplicano i concorsi per il pomodoro più grosso, che in genere appartiene al gruppo di varietà “Cuore di bue” o a pregiate tipologie locali, come il Ponderosa Silano, calabrese, e il Rosalinda Sorrentone, campano (che arriva a superare il chilo!), c’è chi preferisce i pomodori piccoli.

Ciliegia e datterino sono infatti ideali anche per la coltivazione in vaso. Sono poco esigenti e meno delicati di altre varietà: gialli, color avorio, rossi e quasi neri (Chocolate Black Cherry F1), sono un piacere per la tavola e richiedono poco impegno, pur considerando che hanno uno sviluppo vigoroso; si possono anche far crescere fissandoli a un grigliato in terrazzo.

Come garantire un raccolto abbondante

Nel corso dell’estate occorre mantenere le piante ordinate e ben curate, con la regolare asportazione dei germogli secondari (sfemminellatura) e irrigazioni regolari, mai troppo abbondanti e senza bagnare il fogliame.

Le concimazioni devono seguire un ritmo omogeneo. Se i pomodori sono in vaso o ci sono poche piante, conviene scegliere Cifo Concime liquido per piante da orto e da frutto ogni 10-15 giorni; è pratico da dosare e agisce prontamente.

Se le piante sono in grandi vasche o in numero significativo nell’orto, conviene utilizzare Cifo Concime granulare per piante da orto e da frutto, in formulazione micropellet da spargere ai piedi delle piante su terriccio inumidito, facendoli penetrare superficialmente e facendo seguire una generosa irrigazione.

La frequenza consigliata è ogni 15-20 giorni per tutta la stagione. Entrambe queste formulazioni nutritive sono ammesse in agricoltura biologica.

Come rinforzare le piante e prevenire le patologie fungine

Tutti i tipi di pomodori sono soggetti al rischio di infestazioni fungine. La scelta naturale lavora sulla prevenzione: l’impiego regolare di Cifo Copper, preparato biologico a base di Rame e Boro. Oltre a prevenire e curare la carenza di rame, che è causa di debolezza, è in grado di migliorare il vigore delle piante rafforzando le pareti cellulari e i tessuti vegetali, favorendo la crescita e migliorando la qualità finale delle produzioni. Naturale al 100%, è ammesso in agricoltura biologica.


La multietnicità floreale tra terrazzo e giardino

Fiori da tutto il mondo per vestire di colore gli spazi verdi

Siamo tutti figli della stessa Madre Terra, e anche nel verde di casa possiamo ospitare una multietnicità floreale che si integra con la massima semplicità e naturalezza: piante che vengono da ogni parte del pianeta, e che convivono felicemente fra loro. È una scelta divertente e affascinante che diventa un viaggio di conoscenza, e una scoperta che ci aiuta a capire la grande diversità della natura, da proteggere e da accogliere.

Il mondo a portata di ‘casa’

Nel piccolo spazio di una ringhiera in balcone o di un’aiuola in giardino possono vivere fiori che vengono dall’Europa, Africa, Asia, Americhe e Australia. Solo l’Antartide è escluso, per ovvie ragioni.

Coltivare fiori di ogni angolo del mondo non è difficile: dalle brasiliane petunie e fucsie ai fiori che vengono dall’Africa, come il geranio, la gazania, l’agapanto e il gladiolo, e poi le tantissime piante asiatiche, come lo spettacolare ibisco cinese, che si mescolano a quelle che sono di origine europea e italiana, come l’alloro.

Alcune fioriture molto resistenti, come la scaevola dai curiosi fiori a ventaglio, vengono dall’Australia. Da questo continente arrivano anche arbusti perfetti per il caldo e la siccità: callistemon e grevillea vivono bene in vaso al pieno sole.

Mescolare questa multietnicità floreale è una sfida che possiamo veder crescere sotto i nostri occhi: da piantina o da seme, basta poco per provare e scoprire nuove emozioni nel segno della fratellanza dell’umanità intera.

Una invidiabile fioritura estiva, come ottenerla?

Bastano semplici gesti e la scelta di prodotti specifici.

Primo, è necessario trapiantare le piantine in cassette o vasi abbastanza profondi e utilizzare il prodotto ‘Cifo Terriccio specifico per gerani e piante fiorite – Linea Torfy’ che contiene concime e argilla per assicurare una struttura ottimale, ricca di sostanza organica, con buona permeabilità e in grado di creare una giusta idratazione.

Secondo, rispettare le esigenze espositive delle diverse specie: irrigazioni regolari sono la chiave del successo, mantenendo un costante livello di umidità nel terreno le piante sono meno esposte allo stress termico.

Nutrizione su misura

La tendenza a produrre fiori richiede ovviamente un rapido consumo dei fattori nutritivi a disposizione nel terreno; è quindi indispensabile reintegrare la fertilità con somministrazioni di concime a pronto effetto ogni 8-10 giorni.

La scelta di un prodotto su misura riduce i rischi di carenze nutritive: Cifo Concime liquido per gerani va bene anche per fucsie e gazanie; Cifo Concime liquido per petunie e surfinie è indispensabile per tutti i tipi di petunia, tra cui quelle ricadenti che sono molto esigenti di nutrizione.

Una scelta alternativa, utile anche in presenza di arbusti da fiore quali l’oleandro, è Cifo concime idrosolubile per gerani e piante fiorite. Ha il vantaggio di essere utilizzabile sia con innaffiatura che mediante nebulizzazione sul fogliame con una pompa o spruzzino (operazione da compiere preferibilmente al tramonto o di sera, non nel pieno sole bruciante), ogni 10-12 giorni, e va bene anche per rose, gelsomino e altre piante da fiore.

Energia pura e un vigoroso sviluppo

La continua fioritura, unita al caldo, comporta un affaticamento vegetativo. È bene quindi prevenire la debolezza, sia in terrazzo che nelle aiuole in giardino (anche in quelle con le rose) con una somministrazione periodica di Cifo Bio Oro, l’originale biostimolante universale che induce nelle piante trattate un rigoglioso sviluppo. Apporta sostanze fondamentali per la crescita delle piante, migliora le funzioni delle piante già dopo un’applicazione ed è ammesso in agricoltura biologica perché è di origine 100% naturale.


Acqua: metodi pratici per consumarne meno

L’acqua è una risorsa preziosa che va dosata con cura non solo per rispettare l’ambiente e risparmiare denaro sui consumi idrici, ma anche per mantenere al meglio la salute delle piante.

Per conservare una corretta umidità riducendo le innaffiature si utilizza Cifo Premivit – Terriccio Universale a riserva d’acqua, ideale in vasi di ogni dimensione e in aiuole in giardino; è caratterizzato dalla presenza dell’innovativo Water Reserve, ritentore idrico di origine completamente naturale, in grado di trattenere l’acqua e renderla disponibile alle piante gradualmente. Le irrigazioni possono essere ridotte e in caso di stress idrico le piante risulteranno più robuste.

La riduzione dello stress da carenza idrica è favorita anche dall’impiego di Cifo Algatron, specialità naturale ottenuta da alghe marine brune, che influenza positivamente lo sviluppo delle piante, intensifica le difese naturali da stress ambientali di natura termica e idrica (carenza di acqua nel substrato), favorisce l’accrescimento e la maturazione di frutta e ortaggi. L’utilizzo di Cifo Algatron fortifica e rinvigorisce la pianta in tempi rapidi.

Non va inoltre trascurata la protezione del terreno con corteccia sminuzzata o ghiaia, per aumentare la ritenzione di umidità sia in aiuole, ai piedi di siepi e cespugli e in vaso


Rampicanti veloci per creare pareti verdi in giardino e in terrazzo

Il verde in verticale: ecologico e salvaspazio

La scelta di rivestire di vegetazione le pareti di terrazzi, cortili e giardini risponde a diverse esigenze: aumentare il fascino naturale con fioriture e fogliame, mascherare muri e pareti poco attraenti, migliorare l’ambiente in termini climatici.

Il verde vivo svolge infatti un ruolo coibentante rendendo più fresco e vivibile l’ambiente outdoor; l’ombreggiamento del muro riduce anche le temperature indoor. Le pareti verdi, ricoperte di rampicanti, sono una delle armi che abbiamo a disposizione per ridurre i dannosi effetti dell’eccessivo riscaldamento in estate.

Una bella protezione naturale

Salendo sulle pareti le piante formano un arazzo vegetale isolante che nasconde il cemento; arrampicate su pannelli grigliati, formano schermi contro gli sguardi indiscreti e contro il vento e si prestano alla creazione di coperture vegetali orizzontali o inclinate, per pergole e gazebi.

Oltre a migliorare la vivibilità e la privacy, le piante rampicanti hanno il vantaggio di utilizzare poco spazio a terra e di crescere bene anche in vasi di dimensione adeguata: un pregio importante in piccoli giardini e in terrazzo.

Come scegliere le piante rampicanti

Prima ancora dell’aspetto estetico è bene chiedersi quale scopo vogliamo ottenere con la pianta rampicante: se deve mascherare un muro o rivestire una recinzione, potrebbe essere preferibile un sempreverde (edera, rincospermo…), che conserva tutto l’anno la sua bellezza. Se il supporto non è robusto sarà bene orientarsi verso specie con rami leggeri, come la clematide, evitando piante vigorose e dalla chioma pesante, come glicine e bignonia.

Chi ha difficoltà a garantire potature regolari potrà puntare su specie che richiedono solo interventi di pulizia occasionale, come il caprifoglio e il falso gelsomino o rincospermo, rinunciando a piante come la vite ornamentale (americana e canadese), che è molto veloce a salire in altezza e necessita di continue potature.

Naturalmente l’aspetto decorativo è importante; può essere regalato dalla fioritura, come nel caso di glicine, bignonia, caprifoglio, gelsomino e ipomea, oppure dal bel fogliame (edera, luppolo). Alcune piante rampicanti producono frutti commestibili (kiwi, passiflora, vite da frutto); altre fioriscono precocemente, come la Clematis montana, che regala fiori profumati a fine inverno.

Suggerimenti per un buon risultato

Tutte le piante rampicanti hanno bisogno di contenitori capienti, dotati sul fondo di uno strato di biglie d’argilla espansa come drenaggio. Per ottenere un buon risultato da specie vigorose come glicine, passiflora, bignonia e rose, il contenitore deve essere profondo almeno 50-60 cm e largo altrettanto.

Per tutte le piante rampicanti si può utilizzare Cifo Terriccio Universale – Linea Torfy che garantisce una riserva costante di elementi nutritivi, una corretta idratazione e una ottimale porosità data dalla presenza di perlite che favorisce il drenaggio e l’areazione.

Il concime contenuto assicura nutrimento per le prime fasi del trapianto sostenendo l’attecchimento. La concimazione delle piante rampicanti dovrà in seguito avvenire in base alle specifiche esigenze; la maggior parte ha un fabbisogno moderato ed è sufficiente concimare ogni 20-30 giorni fino all’autunno.

Una buona scelta è Cifo Asso di Fiori, concime in polvere solubile, adatto a tutte le piante e utilizzabile in tre modalità: con innaffiatura al terreno, con nebulizzatore sulle foglie o con distribuzione diretta sul terreno

Come prevenire e allontanare insetti e malattie fungine

Il rischio di infestazioni di insetti esiste per quasi tutte le specie rampicanti, anche se alcune, come glicine e bignonia, sono meno sensibili ai parassiti. Per attivare la resistenza naturale delle piante nei confronti dei patogeni come cocciniglia, metcalfa e altri insetti si utilizza anche in prevenzione Cifo Olio di lino; contro molte malattie fungine si rivela utile Cifoblok, contenente estratti vegetali (Echinacea, Tormentilla, Aloe) e sali minerali.

Per altre problematiche di salute delle piante, la linea Cifo Barriera Naturale è la scelta consigliata per ottenere pareti verdi sane, belle e 100% naturali.


Alberi da frutto in vaso: quali scegliere?

Anche in terrazzo si possono avere alberelli da frutto decorativi e generosi; a prescindere dalla tipologia, va previsto un vaso ampio e profondo ben drenato (ciottoli o biglie d’argilla sul fondo) con Cifo Terriccio specifico per piante da frutto – Linea Torfy, che ha una composizione ideale e contiene nutrimento bilanciato per assicurare le prime fasi post trapianto, sostenendo l’attecchimento.

Esistono tipologie nane o a sviluppo contenuto di peschi, ciliegi, meli e peri; in vaso crescono bene anche fico, melograno e agrumi in genere, per i quali conviene utilizzare Cifo Terriccio specifico per agrumi –Linea Torfy, studiato appositamente per limoni, aranci, lime ecc.; per gli agrumi, la concimazione avverrà con Cifo concime idrosolubile per agrumi da frutto e ornamentali, che può essere somministrato anche con irrorazione del fogliame, quando la pianta non è colpita dal sole forte, ripetendo ogni 2-3 settimane.

Con le stesse modalità si nebulizza Cifo concime idrosolubile per piante da frutto (Idoneo per pesco, melo, pero, albicocco, susino, olivo, melograno, nocciolo, noce, vite ecc.), indispensabile per favorire accrescimento, irrobustimento e produzione degli alberi da frutto che ci daranno un raccolto generoso e soddisfacente anche quando sono coltivati in vaso.


Giardinaggio eco-sostenibile: curare le piante con metodi naturali

Un ambiente in equilibrio per proteggere meglio le piante

Il giardinaggio eco-sostenibile assicura la salute delle piante attraverso metodi di coltivazione biologici, che favoriscono la presenza di predatori naturali, la tutela della fertilità naturale del suolo, la corretta gestione delle irrigazioni, l’attenzione alle distanze giuste fra ogni esemplare, il rispetto delle esigenze di base delle piante che vogliamo coltivare (clima, esposizione, ecc.).

Si evince che più le nostre piante diventerrano resistenti e adatte all’ambiente, minori saranno i problemi causati da parassiti, malattie fungine, e minore il tempo e la fatica per la manutenzione e per farlo è necessario agire preventivamente.

Per questo è stata creata la Linea eco-sostenibile Cifo Barriera Naturale, in grado di proteggere piante di ogni genere e specie da orto, frutto e ornamentali, come di seguito viene approfondito.

Prevenzione naturale, la scelta base per l’eco-gardening

La linea Cifo Barriera Naturale composta da estratti vegetali di origine 100% naturale, grazie alla sua composizione di altissima purezza e qualità, svolge una indispensabile funzione preventiva.

E’ in grado di intensificare le difese naturali delle piante nei confronti dei patogeni più comuni e aiuta efficacemente a irrobustire le piante, stimolandone la resistenza alle avversità senza lasciare residui e favorendo lo sviluppo sano e vigoroso.

Come prevenire e allontanare insetti e malattie fungine

Oltre alla sensibilità delle piante, le problematiche delle infestazioni di insetti e malattie sono anche una conseguenza del riscaldamento globale; a maggior ragione occorre quindi non aspettare che il problema si manifesti, ma intervenire in prevenzione per esempio contro le larve, bruchi e insetti che perforano e distruggono il fogliame (nottue, cavolaie, tripidi, coleotteri e larve minatrici) con Cifo Polvere di roccia ; oppure per evitare insetti vari e in particolare afidi e ragnetto rosso, con Cifo Sapone Molle dall’effetto “pulente” naturale (elimina la fumaggine nera sul fogliame).

Per ostacolare le infestazioni di cocciniglia c’è Cifo Olio di lino; per l’oidio (mal bianco) viene in aiuto Cifo Zolfo Flow. In generale per tutte le piante ornamentali e orticole sono preziosi Cifo Propoli, efficacissima protezione contro malattie fungine, batteriche e virali, e Cifo Tannino, utile anche per ridurre gli effetti dannosi degli stress termici oltre a proteggere da patologie quali il marciume radicale e del colletto. E per le piante sensibili alla peronospora e altre malattie fungine si impiega Cifoblok, contenente estratti vegetali (Echinacea, Tormentilla, Aloe) e sali minerali.

Abituarsi a utilizzare queste “armi” naturali significa investire nella qualità di quello che portiamo sulla nostra tavola: sono tutti preparati 100% naturali ammessi in Agricoltura biologica, che non lasciano residui e non richiedono tempi di carenza.

La transizione ecologica, un impegno per ciascuno di noi

La transizione ecologica, definita dal MITE, Ministero della Transizione Ecologica  prevede politiche territoriali, ambientali ed energetiche, che devono essere rispettate da ognuno di noi, per il raggiungimento di un futuro sostenibile.
Indiscutibilmente il giardinaggio rientra nel piano di transazione e anche esso deve essere preparato a seguire le nuove disposizioni e misure migliorative che prevedono una riduzione dell’uso di pesticidi e un aumento della superficie dedicata alla agricoltura biologica.

I nostri fiori e prodotti ortofrutticoli meritano un approccio che rispetti l’ambiente e la biodiversità, per ottenere un raccolto 100% genuino!


Tappeto erboso, le cure per affrontare il caldo

Il tappeto erboso attraversa un momento delicato: i primi caldi mettono alla prova l’erba e se il terreno non è sufficientemente ricco di microelementi (ferro, rame e/o zinco) si formano ingiallimenti. Inoltre, la persistente umidità dovuta alle irrigazioni può favorire la diffusione del muschio. Gli ingiallimenti fogliari e il muschio si prevengono grazie a Cifo Mustop, concime che nutre, rinvigorisce e favorisce la crescita dell’erba, che diviene più competitiva nei confronti del muschio; grazie al contenuto di rame e zolfo, aumenta la resistenza naturale alle comuni muffe che danneggiano il prato in condizioni di elevata umidità.

Per rinforzare il tappeto erboso in estate, fin da ora è bene somministrare Cifo Algatron, specialità che intensifica le difese naturali dagli stress ambientali di natura termica e idrica, tipici del periodo estivo.

Se il terreno è povero di azoto, l’erba rallenta o ferma lo sviluppo e si presenta impallidita. Per un aiuto “pronto effetto” c’è l’integratore Cifo Azoto, che aiuta nel miglioramento della fotosintesi e del colore delle foglioline dell’erba, che ritroverà vigore e un verde brillante.


Le piante aromatiche che aiutano a star bene

Sapori, profumi e buone virtù terapeutiche a portata di mano

Tante virtù e poco impegno

Le piante aromatiche, regine nella grande tradizione gastronomica italiana, sono oggi di grande attualità anche per il loro impiego fitoterapeutico, molto apprezzato da chi preferisce scegliere uno stile di vita naturale. Le virtù espresse dalle aromatiche sono le più diverse, sia per la salute del corpo che per il benessere della mente, sfruttando i loro benefici anche per la cosmesi. Inoltre si utilizzano per l’aromaterapia: la grande forza del loro profumo aiuta a ritrovare energia, serenità e ottimismo.

Un aiuto per ritrovare equilibrio

L’azione calmante e rasserenante di alcune piante aromatiche ci viene in aiuto da sempre, ecco dunque che possiamo coltivare piante come la camomilla, di cui tutti conosciamo il potere, ma anche come la lavanda, antidepressiva e di aiuto per riposare meglio, o come la menta, il cui sapore fresco racchiude virtù energizzanti.

Se poi desideriamo disintossicare il corpo, un grande aiuto è offerto da timo e coriandolo, veri disinfettanti naturali.

Sapori mediterranei e accenti esotici

Nella collezione di piante aromatiche da coltivare in terrazzo o in giardino non potranno mancare quelle che portano nei piatti mediterranei il loro ineguagliabile accento di sapore, come rosmarino, basilico (anche a foglia rossa) e salvia. Ma chi preferisce sperimentare nuove armonie di sapore potrà esplorare il grande modo delle aromatiche originarie di paesi lontani, come la curcuma, l’elicriso o pianta del curry, la citronella e la menta messicana “Hierbabuena”, quella del celebre drink Mojito.

Unioni utili: consociare bene le buone erbe

Le erbe aromatiche hanno anche un notevole potere protettivo nei confronti dei parassiti delle piante da orto. Conviene quindi consociare le verdure e le erbe, utilizzando in particolare timo e basilico (ottimi vicino ai pomodori per allontanare gli afidi), aneto, borragine, camomilla e dragoncello (utili in ogni zona dell’orto) e lavanda; quest’ultima ha un buon potere contro le formiche.

Quanto alle consociazioni delle erbe fra loro, occorre evitare di coltivare nello stesso salvia e rosmarino, che preferiscono non avere le loro radici vicine. In ciotole o cassette piuttosto grandi e profonde, ecco due gruppi di aromatiche ben associate: basilico+timo+origano, oppure maggiorana+erba cipollina+prezzemolo.

Consigli per la coltivazione

Le erbe aromatiche hanno poche esigenze; alla base del loro vigore c’è la fertilità del terreno. Cifo Terriccio specifico per aromatiche – Linea Torfy è la scelta consigliata, è consentito in agricoltura biologica e assicura nutrimento per le prime fasi del trapianto sostenendo l’attecchimento.

Per aiutare le aromatiche a superare l’estate, con le inevitabili punte di caldo e lo stress da irrigazioni irregolari, viene in aiuto la specialità Cifo Algatron, ammessa in agricoltura biologica, 100% naturale, a base di alga macrocystis integrifolia che riattivano le funzioni delle piante e aiutandole a superare avversità climatiche, idriche o dovute a parassiti.

Quanto a questi, vanno evitati con un sistema naturale: l’utilizzo di Propoli Cifo della linea Barriera Naturale, un preparato consentito in agricoltura biologica a base di propoli di altissima purezza e qualità. Attiva le difese naturali delle piante nei confronti di insetti, funghi, batteri e virus. Favorisce la rapida cicatrizzazione delle ferite causate da lesioni, innesti e/o potature, proteggendo le piante dall’eventuale formazione di muffe o ingresso di patogeni. Non possiede attività residuale sulle piante trattate, che potranno essere utilizzate in cucina con la consapevolezza della loro genuinità.


Come avere rose più sane

Oltre all’impiego regolare di Cifo concime granulare per rose ogni 15-20 giorni, con effetto immediato e prolungato nel tempo (consigliato anche per arbusti e rampicanti da fiore in genere), è bene utilizzare con regolarità Cifo Sapone Molle – Stop Insetti della linea Barriera naturale, che attiva le difese naturali delle piante nei confronti degli insetti, in particolare afidi e ragnetti e ha un effetto “pulente” naturale, per lavare le piante imbrattate da melata o fumaggini prodotte da insetti.

Tra i parassiti che attaccano le rose ci possono essere le temibili cocciniglie, per le quali è bene utilizzare una formulazione protettiva specifica, Cifo Olio di lino – Stop Cocciniglie, efficace sia su quelle a scudetto che sulle cocciniglie bianche. Ottimo anche per l’orto (non lascia alcun residuo sulle piante destinate al consumo alimentare).


L’orto? Più bello del giardino

Verdure, frutti e fiori per comporre un vero spettacolo di sapori e colori

 

Ortaggi e fiori, coppie virtuose

Un tempo, vicino alle case di campagna non c’erano quasi mai giardini, ma l’orto sì: e al suo interno o sul perimetro non mancavano mai i fiori, che avevano un duplice ruolo: quello estetico e quello, virtuoso, di aiutare le verdure proteggendole dai parassiti, attirando gli insetti impollinatori e migliorando lo sviluppo. Un modello di orto-giardino naturale e generoso, realizzabile anche nei vasi in terrazzo, per unire il bello all’utile.

Ma quali fiori scegliere? Calendula, girasole, nasturzio, lavanda, malva, borragine… Indispensabile anche il tagete, che allontana i parassiti dai pomodori, e poi tanti colori che attirano le api: cosmea, zinnie, dalie, piselli odorosi, margherite
Nell’insieme si ottiene un vero spettacolo che agisce anche sulla tutela del raccolto.

Scegliere la forma dell’orto

Un aspetto da non sottovalutare è quello della forma e struttura della zona dedicata agli ortaggi. Anche se è quella classica quadrata o rettangolare, ci sono elementi che ne migliorano l’aspetto e la fruibilità, come le pavimentazioni fra le parcelle, da realizzare con mattoni, assi di legno o altri materiali in una logica di estetica e di praticità.

E poiché è utile avere le parcelle di coltivazione leggermente sopraelevate, per migliorare il drenaggio e facilitare la cura degli ortaggi, il perimetro di ogni parcella può essere racchiuso da una bordura di assicelle in legno o di porzioni di tronco, il che tra l’altro semplifica anche la pulizia delle pavimentazioni.

Ma l’orto può essere interpretato anche in altre forme, per esempio quella tonda oppure ovale, con i sentieri che partono a raggiera da un punto centrale che può essere sottolineato dalla presenza di un piccolo albero da frutto oppure da un cespuglio di rosmarino o di alloro, un’anfora di terracotta con erbe aromatiche o un altro punto focale.

I fattori importanti per un orto bello e generoso

Forma, colori, fiori sono determinanti, a questo si deve unire la cura delle corrette rotazioni (mai la stessa famiglia di ortaggi per due stagioni nella stessa parcella) e consociazioni (coppie di ortaggi e aromatiche che si aiutano a vicenda).

Ma alla base di tutto c’è la fertilità del terreno. Cifo Terriccio specifico per ortaggi – Linea Torfy è la scelta consigliata nell’orto e per coltivare in vaso, è consentito in agricoltura biologica e assicura nutrimento per le prime fasi del trapianto sostenendo l’attecchimento.

In seguito, la fertilità va creata e mantenuta con l’impiego periodico di Cifo Concime granulare per piante da orto e da frutto, ammesso in agricoltura biologica. È a cessione “modulata” per soddisfare le specifiche esigenze delle piante nelle diverse fasi del ciclo colturale.

La presenza dei fiori attira le api: e per tutelare la loro preziosa presenza, la scelta da fare è quella di utilizzare regolarmente Propoli Cifo della linea Barriera Naturale, un preparato consentito in agricoltura biologica a base di propoli di altissima purezza e qualità, attiva le difese naturali delle piante nei confronti di insetti, funghi, batteri e virus.

Favorisce la rapida cicatrizzazione delle ferite causate da lesioni, innesti e/o potature, proteggendo le piante dall’eventuale formazione di muffe o ingresso di patogeni. Non possiede attività residuale sulle piante trattate e il suo odore attira le api, che manterranno il nostro orto-giardino ricco, fiorito e pieno di vita naturale.


Agrumi, un aiuto per avere fiori e frutti

Limoni e tanti altri tipi di agrumi sono una scelta eccellente anche in vaso. Si tratta di piante che non hanno paura delle estati calde e che regalano, oltre al sapore dei frutti, l’incantevole profumo dei fiori.

Per stimolare la produzione di boccioli e ottenere quindi più frutti è importante nutrire regolarmente con Cifo concime idrosolubile per agrumi da frutto e ornamentali, arricchito con specifici microelementi per evitare gli ingiallimenti fogliari, la crescita stentata dei germogli, le difficoltà di fecondazione dei fiori e la cascola dei frutticini. Grazie alla sua particolare formulazione consente due modalità di somministrazione: con spruzzatura sul fogliame oppure con innaffiatura del terreno, ripetendo ogni 15-20 giorni.

Prevenire è meglio che curare, vale anche per gli agrumi. L’impiego periodico di Cifo Sapone Molle attiva le difese naturali delle piante nei confronti degli insetti, in particolare afidi e ragnetti, molto comuni sugli agrumi; ha inoltre un effetto “pulente” naturale, per eliminare melata o fumaggini prodotte da insetti; non lascia alcun residuo sui frutti.


L’estate è in arrivo, scegliamo ora i fiori che resistono meglio al caldo

Piante che hanno poca sete e fioriscono per settimane anche nei giorni più caldi
Con i cambiamenti climatici l’estate è sempre più calda

Ormai da diversi anni l’estate è diventata sinonimo di temperature da record. Mesi bollenti, con scarse giornate di sollievo, interrotti da temporali violenti che più che ridurre il caldo causano danni gravi e seri rischi. Una situazione che non vede vie di uscita; occorre mettere in campo la resilienza, ossia la capacità di adattarsi al meglio e di trarne vantaggi, oltre naturalmente all’impegno che ciascuno di noi è tenuto a rispettare in tema di tutela ambientale. Le estati calde diventano un problema anche per terrazzi e giardini: occorre, anche su questo tema, essere resilienti e scegliere piante e fiori che sanno tollerare temperature molto alte senza tradire la nostra voglia di colori e di bellezza.

Il verde facile con poca acqua

La risorsa acqua diventa sempre più preziosa e irrigare è anche costoso: ma ci sono piante che si accontentano di poche innaffiature e restano splendide nel caldo estivo. Le piante mediterranee e subtropicali, originarie di ambienti con clima asciutto, sono perfette per resistere bene a temperature da record; se il vaso o la cassetta sono profondi e la terra è buona, resistono anche 4-5 giorni senza acqua. Il tempo di resistenza aumenta a 8-12 giorni se il vaso è molto profondo e con pacciamatura, e se il terriccio scelto è Cifo Terriccio Universale a riserva d’acqua – Linea Premivit, caratterizzato dalla presenza dell’innovativo Water Reserve, ritentore idrico di origine completamente naturale, in grado di trattenere l’acqua e renderla disponibile alle piante gradualmente. Le irrigazioni possono essere ridotte e in caso di stress idrico le piante risulteranno più robuste.

Quali piante utilizzare in vaso e in giardino?

Tra le piante che meglio tollerano le alte temperature e richiedono poca acqua: lavanda, santolina, gazania, portulaca, lantana, plumbago, echinacea, delosperma e mesembriantemo. In grandi vasi e in giardino danno ottimi risultati arbusti come oleandro, alloro, buganvillea e ibisco di Siria, insieme a piante da fogliame come l’elegante yucca di origine africana e il messicano Dasylirion con foglie sottili che resistono bene al vento; ha bisogno di pochissima acqua. In vasi larghi e profondi crescono bene con poca acqua le palmette, come la palma nana o di san Pietro, e la stupenda cycas, con grandi foglie pennate e rigide.

La forza delle alghe per irrobustire le piante

Tutte le piante, incluso arbusti, cespugli, siepi e anche le piante da orto, possono essere aiutate a tollerare gli stress termici legati all’estate, con l’impiego di una specialità naturale ottenuta da alghe marine brune, Cifo Algatron, in grado di influenzare positivamente lo sviluppo vegetale e intensificare le difese naturali in presenza di effetti ambientali negativi di natura termica (per esempio le punte di caldo) e idrica (occasionale carenza di acqua nel substrato). L’utilizzo di Cifo Algatron fortifica e rinvigorisce le piante in tempi rapidi ed è ammesso in agricoltura biologica.

Nutrizione giusta per un effetto rinforzante anti-caldo

Occorre inoltre mantenere le piante ben nutrite (evitando però gli eccessi di concime soprattutto nei momenti più caldi). La gamma Cifo offre formulati nutritivi per specifiche esigenze, ma si può contare anche su un nutrimento universale come la specialità Cifo Top N, innovativo concime in microgranuli, consentito in agricoltura biologica, con azoto a lenta cessione che garantisce una nutrizione costante ed equilibrata durante il ciclo di sviluppo delle piante, che saranno più robuste, rigogliose e con ottimale resa finale. Ottimo anche per siepi, cespugli, piante mediterranee, palme e altre piante subtropicali: si somministra a metà primavera per avere energia nutritiva nell’arco di alcune settimane.


Una collezione di aromatiche insolite

Profumi, sapori e virtù terapeutiche sono le principali ottime ragioni per coltivare le piante aromatiche, a cui si aggiungono la loro resistenza al caldo e la buona resistenza a malattie e parassiti. Oggi è facile creare una collezione di buone erbe in vaso o in giardino, e si possono scegliere anche piante dalle caratteristiche insolite.

Tra le curiosità: il profumatissimo basilico greco con foglie piccolissime e quello a foglia rossa, la borragine di cui si mangiano anche i fiori blu, la robusta erba cedrina (erba luigia), il rosmarino ricadente che fiorisce già in gennaio-febbraio, la salvia ananas che ricorda appunto il sapore del frutto tropicale, il timo al limone, la stevia dal potere dolcificante… Basterà una visita in un buon garden center per trovare aromatiche curiose, che hanno anche un bel valore decorativo e tollerano ottimamente il caldo e il pieno sole.

Per coltivarle bene occorrono vasi profondi riempiti con Cifo Terriccio specifico per aromatiche, miscela di torba nera, torba bionda e argilla per avere una struttura ottimale, con un giusto livello di areazione e umidità. L’uso quindicinale di Cifo Concime liquido per piante da orto e da frutto manterrà il vigore delle piante; anche se poco sensibili ai parassiti, le aromatiche possono essere assalite da lumache e chiocciole. Un aiuto viene da Cifo Polvere di Roccia – Stop Lumache, formulazione 100% naturale che crea un effetto barriera meccanica disabituante nei confronti di lumache e limacce.


In giardino e in balcone, scegliere i fiori dando la parola ai colori

La forza cromoterapica che ci fa stare bene… ecco come scegliere i fiori più adatti

L’ottimismo? Un regalo della natura

Governano la nostra vita e ci parlano vibrando su frequenze in sintonia con l’organismo umano: i colori possono aiutare il corpo e la mente a ritrovare l’equilibrio, e ce ne accorgiamo con facilità. Basta osservare la vitalità di un vaso fiorito o di una bordura del giardino, e subito si percepisce un’ondata di piacere semplice e diretto, più che mai importante visti i problemi che tutti stiamo vivendo in questi mesi difficili in tutto il mondo.

Una stagione multicolore in vaso

Con le fioriture in vaso e nelle aiuole si porta facilmente il colore della natura vicino a noi. Le piante in vaso, così importanti in terrazzo, balcone e sui davanzali delle finestre, hanno comunque un ruolo fondamentale anche in giardino, per completare e arricchire. Hanno il pregio di essere spostabili facilmente, per portare in vista i contenitori nei loro migliori momenti di fioritura, oppure per creare effetti prospettivi e attirare lo sguardo distraendolo da altri elementi meno interessanti.

Gli effetti dei colori

In pieno sole conviene puntare su colori pieni e forti, come il giallo e il rosso, che brillano sotto i raggi solari. In mezz’ombra e ombra le tonalità luminose del bianco e del rosa appagano lo sguardo.

Pensando all’estate, considerate che il senso di freschezza è generato dai colori freddi: le tonalità dell’azzurro e del blu, il viola, il lilla, il bianco ma anche il giallo pallido e il grigio argento. Una bordura di fiori giocata su queste tonalità darà in piena estate l’impressione di un prezioso sollievo dal caldo.
Effetti cromatici spettacolari si ottengono anche grazie al fogliame. Alcuni arbusti e piante da bordura o da vaso hanno foglie dorate o bronzee, grigio-argento o porpora. Le piante con foglie argentate, come lavanda e santolina, sono perfette in pieno sole per smorzare l’effetto di riverbero.
Inventate la vostra estate con colori in funzione di ciò che fate all’aperto: se studiate o lavorate pensate a foglie e fiori gialli e rossi, dal potere stimolante.

Se invece avete bisogno di combattere lo stress provate a scegliere i fiori bianchi e azzurri, che hanno virtù rasserenanti.

Come ottenere colori intensi

Indipendentemente dal tipo di pianta, le foglie e i fiori possono essere più tonici e brillanti se la coltivazione avviene correttamente fin dalle prime fasi. Per le piante fiorite in vaso è indispensabile utilizzare Cifo Terriccio specifico per gerani e piante fiorite, come petunie, surfinie, rose, begonie, dalie, viole ecc., per creare le migliori condizioni di sviluppo che va poi accompagnato con la nutrizione: Cifo concime liquido universale, per piante verdi e fiorite, o meglio ancora una formulazione su misura come Cifo concime liquido per gerani, per piante fiorite, per petunie e surfinie.

In questo modo si stimola la vitalità vegetativa per ottenere vigore. Molti fiori e un colore vivace e intenso, che colpisce i nostri occhi, la nostra mente… e il nostro cuore.


Tutelare la salute delle piante dopo la potatura

Le operazioni di potatura e pulizia sono indispensabili per conservare la salute e la sicurezza delle piante in giardino e in terrazzo. Per svolgere queste operazioni, ecco alcuni consigli utili:

• Operare sempre in situazioni di sicurezza e con abiti protettivi idonei
• Tagliare solo con attrezzi ben affilati e di dimensione idonea per il taglio da effettuare
• Disinfettare la lama prima di passare da una pianta all’altra
• Effettuare tagli molto netti e puliti
• Proteggere la superficie tagliata con Cifo Cicatrin Plus, mastice cicatrizzante pronto all’uso ideale per la protezione dei tagli di potatura, innesti o lesioni accidentali di varia natura.

L’impiego del mastice Cicatrin Plus non è da sottovalutare: crea una barriera che protegge i tessuti vitali e, grazie alla presenza di rame, contribuisce alla prevenzione della formazione di muffe o malattie del legno; favorisce la rapida formazione di un callo cicatriziale per chiudere la ferita.


Fioriture primaverili, azalee e rododendri, protagonisti in vaso e in giardino!

Un grande spettacolo di fioriture

Vengono dalle remote foreste della Cina e dalle regioni ai piedi dell’Himalaya, e hanno trovato in Italia una nuova patria: azalee e rododendri con le loro fioriture primaverili, sono infatti piante molto comuni nei giardini e terrazzi. In realtà anche l’Italia ha i suoi rododendri spontanei, bassi e cespugliosi, che fioriscono sulle Alpi in estate: Rhododendron ferrugineum, chiamato “rosa delle Alpi”, cresce e fiorisce in luoghi dove l’inverno è lungo e gelido per mesi e mesi.

Quali scegliere?

La gamma di varietà di azalee e rododendri è davvero ampia. Le prime sono più piccole e cespugliose, i secondi diventano anche veri e propri alberi molto longevi e a volte hanno fiori enormi. Le azalee sono commercializzate anche in vaso, già fiorite, come pianta da regalo. Ma si possono trovare anche azalee particolari: per esempio le robuste e generose Azalea mollis con fiori gialli profumatissimi. Anche l’impiego delle piante si presta a molte interpretazioni diverse: in vaso (meglio se profondo e ben drenato), come bordura bassa, come siepe. Esistono anche azalee tappezzanti, indicate anche per zone di pendio: hanno portamento molto allargato e strisciante con altezza massima di 60 cm, e fioritura molto tardiva nel mese di giugno.

Piante robuste, ma…

Azalee e rododendri, se trovano le condizioni ideali, sono piante durevoli e longeve e non temono il freddo. Ma queste condizioni perfette non sono sempre disponibili: ciò che incide sono il clima (amano il fresco e l’umidità, non amano il caldo bollente e il vento asciutto) e il terreno, che deve avere un pH acido: ecco perché vengono chiamate acidofile, categoria che comprende splendide piante come camelie, ortensie, eriche e altre. Anche l’acqua utilizzata per irrigare dovrebbe avere un pH neutro o acido ed essere povera di calcare. L’accumulo di calcare nel terreno provoca sofferenza e una fisiopatia chiamata clorosi, che indebolisce la vegetazione e le fioriture. Perciò, se amate queste piante occorre aiutarle: devono sviluppare le radici in Cifo Terriccio specifico per piante acidofile – Linea Torfy, miscela di torba acida di sfagno, torba nera, concime e argilla con struttura ottimale, elevata porosità, ritenzione idrica e areazione delle radici. L’utilizzo di questo terriccio favorisce la crescita delle piante regalandoci bellissime fioriture primaverili con colori più intensi. Ove possibile, irrigare con acqua piovana rimane la scelta migliore.

Acqua e concime, un equilibrio da trovare

L’irrigazione è importante, ma non bisogna eccedere: il ristagno di acqua è fra le principali cause di delusione, soprattutto per le piante in vaso: mai lasciare acqua stagnante a lungo nel sottovaso. La concimazione è importante ma deve essere moderata, soprattutto in estate quando fa molto caldo e le piante entrano in riposo. Per equilibrare i fattori nutritivi occorre Cifo concime granulare per piante acidofile, che assicura un duplice effetto: immediato e prolungato nel tempo; basta una somministrazione ogni 30-35 giorni dalla primavera alla fine dell’estate. Se le piante sono in vaso si può utilizzare Cifo Concime liquido per piante acidofile, che richiede somministrazioni più frequenti (ogni 12-15 giorni), sempre su terriccio già leggermente umido per favorire l’assorbimento ed evitare stress alle radici.

Un aiuto importante per il vigore di azalee e rododendri

Per garantire alle nostre piante delle splendide fioriture primaverili è importante anche prevenire le carenze nutrizionali, fenomeno frequente nelle acidofile soprattutto per il fabbisogno di Ferro. La soluzione: somministrazioni regolari di Cifo Chelato di Ferro rinverdente – S5 Radicale, il mezzo più efficace per prevenire o curare l’ingiallimento fogliare (clorosi ferrica) di qualsiasi pianta. Caratterizzato da una spiccata rapidità d’azione, grazie alla presenza di Ferro in forma chelata, assicura un immediato e duraturo effetto rinverdente, conferendo alle foglie la naturale colorazione e brillantezza e migliorando il vigore per ottenere, da azalee e altre acidofile, uno spettacolo straordinario ogni anno, per anni e anni.


Quali rampicanti per il terrazzo?

Le pareti verdi sono un modo naturale per ridurre il caldo e aumentare il benessere in terrazzi e balconi; inoltre, le piante rampicanti possono creare schermi protettivi, e anche separare diverse zone in terrazzi grandi utilizzando grigliati in legno montati su vasche in legno o grandi cassette in plastica. Meglio evitare le rampicanti che hanno un apparato radicale esteso, come glicine e bignonia, a meno che i vasi non siano veramente molto grandi e profondi.

Ottimi rampicanti che vivono bene in vaso: rincospermo, gelsomino vero (in climi miti), caprifoglio, clematide, passiflora, ortensia rampicante, vite americana e canadese, mandevilla, cobea, thunbergia, ipomea, nasturzio rampicante…

Per ottenere il meglio: grandi vasi profondi con Cifo Terriccio Universale Premivit a riserva d’acqua che contiene Water Reserve, lo speciale ritentore idrico di origine completamente naturale, in grado di trattenere l’acqua e renderla disponibile alle piante gradualmente. Le irrigazioni possono essere ridotte e in caso di stress idrico le piante risulteranno più robuste.

Per la nutrizione: Cifo per piante fiorite – concime a lenta cessione che nutre fino a 4 mesi: contiene granuli ricoperti da una speciale membrana porosa (MCT™) che rilascia gli elementi nutritivi in maniera costante e graduale. Il risultato? Si risparmia tempo, lavoro e attenzioni, con la certezza che le piante hanno a disposizione l’energia necessaria per crescere bene.


L’orto bio: una scelta facile e sicura

In vaso o in giardino, un tesoro di sapori genuino

Creare e curare  un orto bio: un vantaggio per il benessere psicofisico

Un tempo, l’orto era indispensabile per le famiglie che vivevano in campagna o in piccole case con uno spazio verde. Forniva alimenti sani a costo quasi zero, e svolgeva anche un importante ruolo sociale, favorendo le relazioni in famiglia e con i vicini di casa. Oggi questo ruolo sociale è ancora più importante: l’orto, infatti, regala prima di tutto serenità, soddisfazione e appagamento; aiuta a migliorare le relazioni interpersonali stimolando il coinvolgimento, in famiglia, di bambini e anziani. Coltivare e raccogliere sapori di cui possiamo conoscere tutta la storia, osservare lo sviluppo delle piante con i tempi della natura che nessun artificio digitale o virtuale può cambiare, è un modo per sentirsi meglio, combattere lo stress, fare movimento fisico all’aperto.

Non vi bastano queste ragioni? Allora si può aggiungere che un raccolto genuino, curato con metodi biologici, è un aiuto importante per la salute e il benessere del nostro organismo, nel presente e nel futuro.

Le semplici regole per un orto bio

Evitare impiego di prodotti chimici di sintesi (diserbanti, insetticidi e fungicidi)

Curare e tutelare la naturale fertilità del terreno

Proteggere e valorizzare la biodiversità

Applicare le regole della rotazione e consociazione degli ortaggi

• Utilizzare se possibile il sistema del compostaggio per i resti vegetali

Stimolare le piante con nutrimenti ammessi in agricoltura biologica

Prevenire i problemi utilizzando preparati a base di estratti vegetali 100% naturali

Ridurre lo spreco energetico e idrico, rispettare l’ambiente in ogni forma possibile

La forza della prevenzione

A proposito della prevenzione, è importante sottolineare che piante ben nutrite, in terreno fertile, risultano meno soggette alle malattie. Fin dalle prime fasi di coltivazione del nostro orto bio è importante nutrire con Cifo Concime granulare per piante da orto e da frutto, ammesso in agricoltura biologica, in micropellet pronti all’uso a base di azoto organico, fosforo naturale e potassio, a cessione “modulata” per soddisfare le specifiche esigenze delle piante nelle diverse fasi del ciclo colturale. Utilizzato regolarmente favorisce la produzione di piante e frutti sani, appetitosi, gustosi e con aroma intenso.

Altrettanto importante è la prevenzione degli attacchi di insetti e malattie impiegando i formulati della linea Cifo Barriera Naturale che attivano le difese naturali delle piante nei confronti di insetti, funghi, batteri e virus, per esempio:

Propoli Cifo per rinforzare la reattività nei confronti di numerose malattie fungine, stress termici, traumi, ferite e potature, e per favorire la presenza delle api nella zona, attirate dall’odore della propoli

Cifo Sapone Molle per ostacolare in modo naturale lo sviluppo di infestazioni di afidi e ragnetti; ha un effetto “pulente” naturale, per lavare le piante imbrattate da melata o fumaggini prodotte da insetti

Cifo Tannino per ridurre al minimo i rischi di marciumi radicali e altre patologie, migliorando la resistenza agli stress climatici, al caldo intenso e alle “botte di freddo”

Cifo Olio di Lino per un’importante prevenzione e aiuto contro le cocciniglie e altri insetti

Cifoblok BIO per agire contro odio (mal bianco), peronospora, alternaria, bolla del pesco e altre malattie grazie allo speciale contenuti di lecitine di soia

Tutti questi formulati, consentiti in agricoltura biologica, sono di origine 100% naturale, la scelta migliore per avere la certezza che il raccolto sia genuino e privo di residui chimici.

Orto Bio anche in vaso

Applicando gli stessi principi sopra elencati, l’orto bio è semplice e bellissimo anche in terrazzo, in vasi possibilmente ben profondi; Cifo Terriccio per Ortaggi – Linea Torfy, consentito in agricoltura biologica, ideale per la coltivazione di tutte le piante orticole, sarà il substrato da utilizzare. Un sistema di irrigazione a goccia è consigliato: le piante in vaso si disidratano più facilmente e mantenere un costante livello di umidità ottimale migliora la crescita e riduce il rischio di malattie e debolezza. Cifo concime liquido per piante da orto e da frutto, biologico e di facile dosaggio, è la scelta consigliata per ottenere un raccolto da record anche in balcone, con una soddisfazione enorme!


Perché scegliere un terriccio specifico?

“Se esiste un terriccio universale, perché sceglierne uno specifico?” Ecco un quesito frequente. Il terriccio universale di qualità non è mai un errore soprattutto per piante poco esigenti, ma per ottenere il meglio occorre puntare su substrati concepiti per essere “su misura” come un abito di sartoria. Il caso più tipico è quello delle orchidee, che solo con Cifo Terriccio specifico per orchidee – Linea Torfy trovano le condizioni per vivere in una miscela perfetta di corteccia di pino francese, fibra di cocco e torba bionda in proporzioni idonee che garantiscono aerazione, ritenzione di umidità, drenaggio.

 

Altri gruppi di piante, che vivono anche nel substrato universale, riescono a dare maggiori soddisfazioni con una scelta specifica: per esempio azalee, rododendri, camelie, gardenie, aceri giapponesi, fucsie, ciclamini, eriche e ortensie gradiscono crescere in Cifo Terriccio specifico per piante acidofile – Linea Torfy, miscela di torba acida di sfagno, torba nera, concime e argilla: struttura ottimale ad elevata porosità, ritenzione idrica e aerazione sono idonee per questa tipologia di piante. Altri esempi: Cifo Terriccio specifico per piante grasse – Linea Torfy contiene una percentuale di sabbia; Cifo Terriccio specifico per gerani e piante fiorite – Linea Torfy offre le condizioni ideali per il trapianto di fiori “ad alto consumo energetico”. Insomma: universale va sempre bene, ma specifico, e per giunta biologico, è ancora meglio!


Gli arbusti che non tradiscono mai

Ideali per chi ha poca esperienza o poco tempo da dedicare a giardino e terrazzo

Una scelta sostenibile e a bassa manutenzione

Arbusti e cespugli costituiscono l’ossatura permanente di giardini e terrazzi: se scelti bene e coltivati in piena terra o in grandi vasi profondi, durano a lungo (anche decine di anni) e chiedono pochissime attenzioni, consumano poca acqua, accolgono le api, le farfalle, la piccola fauna utile. E poi creano ombra, compongono siepi e schermi naturali, in molti casi regalano fiori o colori autunnali, e se sono sempreverdi non tradiscono neppure in inverno. In poche parole, sono un ottimo investimento anche per chi non ha pazienza o ha sempre i minuti contati!

 

Spettacolo per tutte le stagioni

Scegliendo arbusti di diverse tipologie si possono avere accenti di colore e di fascino tutto l’anno. Ci sono specie che fioriscono in inverno (calicanto, hamamelis) e altre da inizio primavera in poi (camelia, forsizia, cotogno da fiore, lillà, rododendri e azalee e tanti altri). Per l’estate ci sono la lagerstroemia, l’oleandro, la buddleja che attira le farfalle, il melograno, l’ibisco di Siria… E in autunno arrivano la camelia sasanqua (in fiore da settembre in poi), il profumatissimo osmanto che assomiglia all’agrifoglio e vari tipi di cespugli con bacche vistose (piracanta, cotoneaster, viburni…). Tutte piante facilissime e davvero poco esigenti, a cui abbinare anche sempreverdi come alloro, bosso, ligustro, photinia, eleagno, evonimo e conifere (tasso, cipresso Leylandi, ecc.).

 

Poche cure se si parte con il piede giusto

Piantare bene significa ottenere il meglio. Il trapianto va effettuato in terra fertile, meglio se arricchita con la specialità Cifo Biotron S che aumenta la fertilità del terreno. Se coltivati in vaso, gli arbusti hanno bisogno di contenitori profondi e ben drenati da riempire con Cifo Terriccio Universale – Linea Torfy: è composto da un mix di torba nera e torba bruna, garantisce una riserva costante di elementi nutritivi, una corretta idratazione e una ottimale porosità grazie alla presenza di perlite che favorisce il drenaggio e l’aerazione. Il concime contenuto assicura nutrimento per le prime fasi del trapianto sostenendo l’attecchimento. Importante rispettare le distanze adeguate se le piante vengono utilizzate per comporre siepi geometriche monospecie (es. bosso, conifere) e siepi miste con specie diverse da foglia, da fiore e da bacca, ideali per accogliere la biodiversità.

Nel primo anno le irrigazioni dovranno essere generose, in seguito il fabbisogno idrico sarà moderato.

 

Problemi di salute? Quasi zero… con un aiutino

Gli arbusti a bassa manutenzione sono poco soggetti a problemi di infestazione di insetti e malattie fungine. Per ridurre al minimo questo rischio è consigliabile puntare sulla prevenzione, con la linea Cifo Barriera Naturale: prodotti a base di estratti vegetali di origine 100% naturale in grado di intensificare le difese delle piante nei confronti dei patogeni più comuni, stimolando la resistenza alle avversità. Un caso specifico: Cifoblok, con estratti vegetali (Echinacea, Tormentilla, Aloe) e sali minerali. Fortifica i tessuti della pianta rendendoli più resistenti ed inibendo lo sviluppo di patogeni (oidio e altre malattie fungine). Contiene anche aminoacidi, zuccheri e sostanze nutritive in grado di favorire la fioritura e ottimizzare la nutrizione rendendo la pianta più forte e rigogliosa… e riducendo così al minimo il nostro lavoro di manutenzione, un bel vantaggio!


Tappeto erboso, un aiuto nella fase del risveglio

L’erba ricomincia a crescere… e anche il muschio. Purtroppo questo vegetale trova nelle condizioni climatiche primaverili e nella persistente umidità le condizioni ideali per diffondersi, occupando spazio e rovinando il prato. Che fare? Occorre somministrare Cifo Mustop Concime antimuschio per prato, che incentiva la crescita dell’erba del prato e la rende più competitiva nei confronti del muschio; grazie alla presenza di rame e zolfo, aumenta la resistenza naturale alle comuni muffe che danneggiano il prato in condizioni di elevata umidità.

Se il prato non mostra segni di muschio, occorre comunque nutrire le radici: Cifo Top N va sparso sul terriccio umido facendo seguire una generosa irrigazione. In presenza di erba ingiallita può essere consigliabile agire con un formulato specifico, Cifo Azoto che interviene in aiuto se la crescita è stentata e le foglioline dell’erba sono pallide: il prodotto è ottimo anche per le piante da orto e da frutto.


Alberi da frutto in vaso, un piacere per piccoli spazi, ecco come si fa

Il mini-frutteto biologico: generoso e bello

Allungare una mano, staccare un fico, una pesca o una mela da portare in tavola… Un grande piacere, che fa sembrare i frutti ancora più buoni, soprattutto se sono stati coltivati con metodi biologici. Gli alberi da frutto in vaso non sono riservati solo a chi ha grandi terrazzi: basta un vaso profondo (l’ideale è cm 40 minimo), un angolo al sole, poche cure (ma regolari e “su misura”) e il gioco è fatto. Tanti sono gli Italiani che hanno scoperto le potenzialità del loro piccolo spazio verde in giardino, cortile, terrazzo e balcone anche per le piante da frutto in vaso, per ottenere un raccolto che, se non enorme in termini di quantità, lo è certamente sotto il profilo della soddisfazione.

Quali frutti scegliere?

Alcune varietà di alberi da frutto si accontentano di contenitori di media dimensione, anche se i risultati migliori sono offerti da vasche in legno, plastica o cemento profonde da 50 cm in su, dove si può coltivare davvero di tutto, incluso fichi, kaki, nespoli e specie da frutto curiose come giuggioli, corbezzoli e azzeruoli. I meli colonnari, dall’ingombro minimo, sono ideali in terrazzo: si sviluppano da portainnesti speciali che richiedono contenitori profondi ma non larghi, sono quindi ideali per cassette perimetrali, al pieno sole. Nei garden center e online si trovano anche specie da frutto su innesto nanizzante: significa che lo sviluppo è contenuto e che si possono raccogliere albicocche, pesche, pere; anche gli olivi riescono a dare qualche frutto! Inoltre, in vaso si possono coltivare piccoli frutti come fragole, ribes, more (meglio se del tipo senza spine, rampicante) e, se il clima lo consente, anche lamponi.

Le regole di base

Poche, ma importanti: dopo l’acquisto, occorre trapiantare utilizzando Cifo Terriccio per Piante da frutto – Linea Torfy, consentito in agricoltura biologica ideale per la coltivazione di tutte le piante da frutto; ha struttura ottimale ad elevata porosità, con corretta ritenzione idrica. Il concime contenuto assicura nutrimento nelle prime fasi di attecchimento. Se le piante sono coltivate in piccoli spazi del giardino o in grandi vasche sul terrazzo, magari riutilizzando terricci già presenti nella vasca (purché sani e non provenienti da coltivazione di piante malate), conviene migliorare la fertilità del suolo con Cifo Biotron S, specialità naturale costituita da Leonardite, che rende più disponibili per le piante gli elementi nutritivi già presenti nel terreno, aumenta la capacità di assorbimento delle radici, favorisce lo sviluppo e la fioritura. Per l’irrigazione: bagnare quando la terra è quasi asciutta e non lasciare acqua stagnante nel sottovaso. Per la nutrizione completa Cifo Concime per piante da orto e da frutto, nutrimento biologico a base di sostanze vegetali completamente naturali per favorire lo sviluppo di frutti sani, dolci e succosi.

Protezione naturale

Per ottenere un raccolto generoso occorre proteggere le piante dalle malattie fungine e dagli attacchi di insetti. Scegliere i metodi bio significa innanzi tutto favorire il vigore aumentando le resistenze naturali: è a questo scopo che si utilizzano prodotti di origine naturale come Propoli Cifo, consentito in agricoltura biologica, a base di propoli di altissima purezza e qualità: è una sostanza elaborata dalle api che, nella innovativa formulazione Cifo, è coadiuvata da olii vegetali; attiva le difese naturali nei confronti di insetti, funghi, batteri e virus. Favorisce la rapida cicatrizzazione delle ferite causate da lesioni, innesti e/o potature, proteggendo le piante dall’eventuale formazione di muffe o ingresso di patogeni. Non possiede attività residuale sulle piante trattate: i frutti restano naturali al 100%. Il prodotto si utilizza sia in forma preventiva che curativa, va somministrato preferibilmente nelle ore più fresche ed è ottimo per tutte le piante commestibili e ornamentali. Altri prodotti utili sono disponibili nella gamma Cifo Barriera Naturale.


I primi fiori primaverili in vaso

Portare a casa qualche bel vasetto fiorito e mettersi al lavoro per realizzare ciotole e cassette primaverili: ecco una bella cura contro lo stress e la malinconia di tempi più liberi e sicuri. Primule, viole del pensiero, pratoline a fiore doppio, ellebori e bulbi pregermogliati di giacinti e narcisi compongono piacevoli macchie di colore; vanno trapiantati in vasi utlizzando Cifo Terriccio specifico per gerani e piante da fiore, a base di torbe pregiate bionde ad elevata porosità e torba nera. L’aggiunta di concime Cifo Concime liquido piante fiorite favorisce la crescita delle piante e la formazione di nuovi boccioli e nuovi fiori intensamente colorati.

Per conservare e incentivare le fioriture, che possono proseguire per molte settimane, conviene fornire ogni 10-12 giorni la specialità Cifo Algatron, ottenuta da alghe marine brune con un esclusivo processo produttivo che consente di mantenere intatte tutte le sostanze naturali biologicamente attive; grazie alle sostanze naturali di cui è costituito, intensifica le difese naturali da stress ambientali tipici della primavera, per avere una lunga stagione di colori proprio sotto i nostri occhi.
Attenzione a lumache e chiocciole che si svegliano affamate ai primi caldi: occorre Cifo Polvere di roccia – Linea Barriera Naturale, in grado di creare un effetto barriera disabituante nei confronti di chiocciole e lumache.


Tutti pazzi per le orchidee, una passione contagiosa, facilitata da varietà resistenti e durevoli

Regine tropicali nate dalla tecnologia contemporanea

Strano caso, quello delle orchidee: le loro terre d’origine sono selvagge, esotiche e lontane, dalle foreste asiatiche al centro America, ma quelle che possiamo coltivare facilmente in casa, perché robuste, durevoli e meno sensibili ai problemi ambientali, sono nate grazie alle moderne tecnologie vivaistiche in fatto di ibridazione (ossia l’incrocio fra specie e varietà diverse) e in tema di produzione: serre high-tech dove controlli automatizzati e attività robotizzate riducono al minimo gli sprechi energetici e migliorano la qualità delle piante. Oggi le Phalaenopsis, i Cymbidium e altri generi, declinati in tante varietà meravigliose, sono reperibili a prezzi moderati proprio grazie a queste produzioni supertecnologiche.

Stop alle delusioni con qualche attenzione

Prima di tutto, dopo l’acquisto non lasciate le orchidee esposte al freddo o al caldo in auto per lungo tempo; riparatele dalle correnti d’aria fredda durante il trasporto a destinazione. La lunghissima fioritura e la relativa facilità di vederle rifiorire, a volte anche per anni, ha reso molto popolari le Phalaenopsis e i Cymbidium. Anche Vanda e Dendrobium sono resistenti. Orchidee come Paphiopedilum, Cattleya, Miltonia, Cambria, Oncidium e altre sono più sensibili alle condizioni ambientali. Per tutte le orchidee ci sono alcune regole base: molta luce ma non sole diretto, temperatura ambientale stabile, niente correnti d’aria, niente ristagno di acqua nel sottovaso per più di 15 minuti dall’irrigazione.

Nutrimento: poco ma regolare

Il fabbisogno nutritivo è modesto ma regolare: in natura le piante vivono con le radici immerse in residui vegetali parzialmente decomposti dai quali traggono l’energia, che va assicurata ogni 10-15 giorni con Cifo Concime liquido orchidee, dal contenuto equilibrato di Azoto, Fosforo e Potassio con microelementi. Favorisce lo sviluppo delle radici, l’emissione di nuovi boccioli dai colori brillanti e prolungate fioriture. Quando la pianta ha terminato la fioritura si sospendono le concimazioni per 6-8 settimane; al termine di questo riposo si riprende a concimare per facilitare una nuova fioritura.

Irrigazione, un fattore chiave

L’umidità costante è il requisito base per favorire la crescita. L’acqua deve essere a temperatura ambiente, meglio se piovana o comunque povera di calcare (eventualmente, lasciar decantare l’acqua del rubinetto per 24-48 ore in un innaffiatoio per depositare parte del calcare sul fondo); si innaffia quando il substrato, toccandolo, risulta quasi asciutto.

Un’alternativa comoda e sicura è offerta da Cifo Aquastick, gel idratante a base di acqua purissima a lento rilascio che viene liberato gradualmente nel terreno, dove rimane disponibile per 30 giorni circa; è indicato per tutte le piante ornamentali in vaso da interno ed esterno. Basta posizionare il flacone capovolto in prossimità del bordo del vaso e inserirlo ad una profondità di 2-3 cm… e per un mese, all’acqua ci pensa lui, anche se è sempre consigliabile un controllo della pianta, in ogni sua parte, ogni 4-5 giorni. Utile la frequente vaporizzazione di acqua sul fogliame (non sui fiori) per conservare intorno alla pianta un microclima sempre umido.

Rinvaso, quando farlo?

Quando la pianta è entrata in riposo si può effettuare il rinvaso, in un contenitore di poco più grande se le radici sono cresciute, oppure nello stesso vaso, effettuando solo la sostituzione del substrato (tutto o solo in superficie). Indispensabile utilizzare Cifo Terriccio specifico per Orchidee – Linea Torfy, composto da corteccia di pino, fibra di cocco e torba bionda, con un pH specifico ed un elevato grado di porosità e drenaggio, per evitare dannosi ristagni idrici. Il concime contenuto assicura nutrimento per le prime fasi del trapianto sostenendo l’attecchimento.


Preparare la terra nell’orto e nelle vasche in terrazzo

In questo periodo bisogna “guardare avanti”: anche se in gran parte dell’Italia è ancora inverno, presto potremo iniziare a trapiantare ortaggi primaverili nell’orto e in vaso. Occorre fin d’ora migliorare il terreno; va ripulito da erbacce con Aceto Cifo, che assicura un effetto “pulente” in modo ecologico e naturale.

Dopo una zappettatura per smuovere la crosta superficiale, è bene reintegrare la naturale fertilità del suolo utilizzando la specialità Cifo Biotron S, consentita in agricoltura biologica; è a base di Leonardite, sostanza naturale ricca di humus utilizzabile in vaso, in giardino, nell’orto e per il prato. Nei terreni arricchiti con Biotron S gli elementi nutritivi sono più disponibili alle piante favorendone l’assorbimento da parte delle radici. Il suo utilizzo a fine inverno è una buona premessa per ottenere raccolti generosi e genuini. Ne basta poco: 100-150 g per mq nell’orto, 15-30 g in vasi di media dimensione, 30-50 g per grandi vasche; va interrato leggermente con una zappettatura superficiale.


Il verde indoor a manutenzione minima, piante belle e sane con poco impegno: ecco le cose da sapere

Il verde in casa: più benessere, più serenità

In questo periodo, inevitabilmente moltissime persone trascorrono più tempo in casa e molto spesso svolgono la propria attività professionale nell’ambiente domestico. Smartworking e minore vita sociale impongono la necessità di migliorare la nostra casa per renderla più accogliente, più serena: e in questo, le piante vengono in aiuto. Una casa verde, ricca di fogliame e di fiori, aiuta a ritrovare serenità e a vivere meglio. Il verde indoor contribuisce a ripulire l’aria che respiriamo e a regalarci ossigeno, e aumenta il nostro benessere.

Stop alle delusioni con le piante no-problem

Il verde in casa diventa un piacere solo se è facile e poco impegnativo. Per evitare delusioni è bene scegliere le piante in funzione di tre parametri: luce, temperatura e umidità. Alcune piante riescono a tollerare anche un ambiente non ideale: pothos, clorofito, spatifillo, aspidistra, beaucarnea o pianta mangiafumo e zamia sono fra le più resistenti; si accontentano di nutrimento da aprile a settembre con Cifo Concime liquido per piante verdi. Molto facili anche i cactus e succulente come aloe e sansevieria: per loro occorre Cifo Concime liquido per piante grasse.

Rinvaso, quando farlo?

Per ottenere il meglio dal verde indoor è buona regola rinvasare dopo l’acquisto e successivamente ogni 1-2 anni. Cifo Terriccio Universale – Linea Torfy è idoneo per tutte le piante tropicali da interno. Cactus e succulente richiedono invece un substrato specifico, Cifo Terriccio per Piante grasse – Linea Torfy, perché ha una composizione che assicura il giusto livello di umidità e porosità, evitando ristagni idrici. Il concime contenuto assicura nutrimento per le prime fasi post-trapianto.

Per chi ama la semplicità: l’idrocoltura

Ecco una soluzione molto adatta a chi vuole risparmiarsi anche il rinvaso e limitare davvero al minimo le concimazioni. L’idrocoltura prevede la crescita delle radici in vasi che contengono acqua e biglie d’argilla (o altri substrati come zeolite, lana di roccia, ghiaia). Alcune bellissime piante tropicali crescono molto bene in idrocoltura: dieffenbachia, ficus, filodendro, calathea, pothos, dracena e altre. I vantaggi: i vasi restano leggeri; non c’è rischio di sporcare a terra con il terriccio; l’autonomia dalle irrigazioni è elevata; lo sviluppo delle piante è rigoglioso. Anche le piante in idrocoltura hanno bisogno di nutrimento, ma occorre una formulazione speciale: Cifo Idrovigor, nutrimento speciale per idrocoltura. Mantiene la purezza dell’acqua a livello ideale per una crescita sana e nutre la pianta per ben 4-6 mesi: più facile di così…


L’inverno è il momento degli agrumi

L’inverno è il momento degli agrumi, piante apprezzate anche come regali in quanto oltre ad essere molto decorativi, sono ricchi di significati simbolici, augurano fortuna, abbondanza, ricchezza e buona salute. Gli agrumi in origine provengono dall’Asia orientale, ma gli arabi, che ne amavano il sapore e il valore ornamentale, portarono limoni e aranci prima in Medio Oriente e poi in Sicilia, oggi la loro presenza è diffusa ovunque, complice la facilità di coltivazione, anche in vaso, se si ha l’accortezza di spostarli, da novembre a marzo, al riparo dal gelo in un ambiente molto luminoso.

Terriccio per i vasi

Gli agrumi richiedono contenitori ampi e profondi; dopo l’acquisto occorre trapiantarli collocando sul fondo uno strato di 3-5 cm di argilla espansa e utilizzando Torfy Terriccio specifico per Agrumi, consentito in agricoltura biologica. Una miscela a base di torba bionda baltica e torba nera, arricchito con argilla per garantire il giusto livello di umidità e areazione e prevenire il ristagno idrico. Questo substrato è consigliato anche per i rabbocchi: quando non è possibile cambiare il vaso perché già molto grande, occorre asportare il terriccio superficiale e sostituirlo, operazione consigliata ogni anno in autunno o primavera.

Esposizione

La produzione di fiori e frutti e la salute degli agrumi in vaso dipendono molto dall’ambiente: gli agrumi prediligono posizioni soleggiate e annaffiature regolari in primavera-estate, avendo cura di evitare i dannosi ristagni idrici. È indispensabile riparare le piante dal gelo; i limoni hanno una discreta resistenza e possono restare all’aperto, al riparo sotto un portico o tettoia, vicino una parete esposta a Sud, eventualmente protetti con un cappuccio in TNT; ma la condizione ideale, per limoni e agrumi in genere, è un ambiente non riscaldato, con temperature pressoché stabili intorno ai 10-15 °C, dove le piante producono bene i loro fiori e frutti.

Nutrimento

La fruttificazione va assecondata con adeguato nutrimento; utilizzare il Concime Liquido per Agrumi da Frutto e Ornamentali arricchito con microelementi che riducono i rischi di carenze nutritive , ogni 8-10 giorni da aprile a settembre e ogni 15-20 giorni nel resto dell’anno. In alternativa più naturale potete utilizzare anche Cifo Lupini, concime granulare consentito in agricoltura biologica a base di lupini macinati 100% naturali.

Prevenzione

Per la tutela della salute, è molto importante dedicarsi alla prevenzione di malattie e parassiti come la cocciniglia, è consigliato utilizzare prodotti 100% naturali e consentiti in agricoltura biologica come Olio di Lino, in grado di potenziare le difese naturali degli agrumi in vaso e non, nei confronti degli insetti, in particolare delle cocciniglie: una buona scelta per ottenere un raccolto generoso, saporito e ricco di virtù per la nostra salute.


Prendersi cura della Stella di Natale dopo le feste

Come ogni anno, durante le festività qualche amico o parente ci ha regalato una Stella di Natale, pianta bellissima che esprime pienamente la gioia e l’allegria dello spirito natalizio, ma adesso come fare per far sopravvivere la nostra Stella di Natale oltre le feste? La nostra stella di Natale, una volta passate le festività, spesso perde la sua sfolgorante bellezza, con le foglie ormai ingiallite, accartocciate ed imbruttite dopo qualche settimana viene accantonata e nel peggiore dei casi buttata. Ma c’è un modo per conservare a lungo questa pianta così allegra e colorata e magari (perché no) farla arrivare al Natale dell’anno successivo? Vediamo insieme come!

Durante le feste

La Stella di Natale conosciuta come Poinsettia, è una pianta ornamentale originaria dal Messico, con brattee colorate di rosso, che con le giuste accortezze si mantengono a lungo soprattutto se vivono in ambienti freschi (18 °C è l’ideale) e luminosi. Teniamola quindi in una stanza non eccessivamente riscaldata, lontana dai correnti di aria fredda, possibilmente vicino a una grande finestra ma non esposta direttamente al sole: possiamo metterla sul terrazzo chiuso, sul pianerottolo o in una stanza fresca. La pianta richiede una posizione luminosa, ma non per troppe ore al giorno, ha infatti bisogno anche di stare abbastanza tempo al buio (infatti d’inverno le ore di luce sono poche) per poter mantenere le foglie rigogliose e colorate. Non innaffiatela troppo: tastate con le dita il terriccio e bagnate solo se lo sentite quasi del tutto asciutto, eliminando l’eventuale acqua ancora stagnante nel sottovaso dopo mezz’ora dall’innaffiatura. Rocrdatevi soprattutto di concimare ogni 10-12 giorni con Asso di Fiori, arricchito con microelementi che prevengono carenze e debolezza vegetativa.

In primavera ed estate

Alla fine dell’inverno, la pianta perderà le sue foglie colorate, questo spesso ci porta a pensare che la pianta non stia sopravvivendo. In realtà, questa defogliazione è fisiologica, e completamente normale. Interveniamo potando gli steli della pianta a circa 15 cm da terra. Attenzione alla fuoriuscita di lattice dalla pianta, che a contatto con la pelle può risultare irritante! Spostiamo la nostra pianta in una zona ben illuminata con temperature miti e mai esposta al sole diretto che potrebbe scottarla!

Con l’arrivo dell’estate, la pianta inizierà a sviluppare dei nuovi germogli. Procediamo a rinvasare la pianta in un vaso più capiente con del terriccio fresco, come il Torfy Terriccio Universale, ed annaffiamola regolarmente. In questa fase di crescita la Stella di Natale necessita di moltissimi nutrienti, quindi continuiamo a concimarla ogni 10-12 giorni con Asso di Fiori, in associazione con Bio Oro, specialità biostimolante, ideale per apportare sostanza fondamentali per la crescita delle piante.

Dall’autunno per arrivare a Natale

Con l’arrivo dei mesi freschi, in autunno spostiamo le nostre stelle di natale nelle zone fresche della casa, come consigliato precedentemente, sulle scale oppure in terrazza. Assicuriamoci però che la pianta abbia una posizione luminosa, ma allo stesso tempo, garantendo almeno 12 ore di buio alla pianta. Facendo così, verso l’inizio di Dicembre le brattee inizieranno a colorarsi di rosso, e per le feste natalizie la pianta si presenterà in tutto il suo splendore.


Tre arbusti da piantare in inverno

Ligustro: è una pianta super resistente che non chiede attenzioni, è sufficiente innaffiare nei periodi asciutti e potare due-tre volte l’anno. Le piantine crescono rapidamente, vanno piantate utilizzando Cifo Terriccio Universale: contiene anche perlite, che favorisce il drenaggio e l’areazione, e un dosaggio di concime che assicura nutrimento per le prime fasi del trapianto sostenendo l’attecchimento.

Rododendri e azalee: splendidi arbusti con fioritura primaverile, sono ideali per i giardini con clima fresco. Per il trapianto occorre impiegare Cifo Terriccio specifico per piante acidofile, che contiene una miscela di torba acida di sfagno, torba nera, concime e argilla per ottenere una struttura ottimale ad elevata porosità, ritenzione idrica e areazione delle radici.

Oleandro: pianta straordinaria e ideale per le zone esposte al pieno sole, al vento e al caldo. Resiste bene alla siccità ma per migliorare il mantenimento di umidità nel suolo è consigliabile stendere, intorno al fusto, uno strato di Cifo Corteccia di pino marittimo, che riduce l’evaporazione e impedisce lo sviluppo di infestanti oltre ad essere coibentante per le radici, nei confronti del caldo e del freddo.


Piante da regalare per Natale

Giungiamo alla termine di quest’anno così insolito e difficile per molti di noi. Il 2020 ci ha messo a dura prova: abbiamo affrontato molte difficoltà, dovute anche alle tante restrizioni che ci hanno allontanato dai nostri cari, allo stesso tempo però ci ha insegnato l’importanza dello stare vicino alle persone a cui vogliamo bene e ci ha fatto scoprire nuove abitudini.

Quest’anno per le festività non potremmo riabbracciarci ancora, ma abbiamo pensato di proporvi 3 piante da regalare per Natale, che portino il calore dell’atmosfera natalizia ai vostri cari. Cifo augura a voi e alle vostre famiglie di trascorrere dei giorni di riposo e serenità durante le feste, e che finalmente l’anno nuovo possa portare fortuna e felicità!

La Stella di Natale

Non esiste una pianta che sappia esprimere la gioia e l’allegria più della stella di Natale. Le brattee colorate si mantengono a lungo se vive in ambiente fresco (18 °C è l’ideale) e molto luminoso. Non innaffiatela troppo: tastate con le dita il terriccio e bagnate se lo sentite quasi del tutto asciutto, eliminando l’eventuale acqua ancora stagnante nel sottovaso dopo mezz’ora dall’innaffiatura. Concimate ogni 10-12 giorni con Asso di Fiori, arricchito con microelementi che prevengono carenze e debolezza vegetativa.

Il Ciclamino

Tipico del periodo autunno-invernale, il ciclamino ci regala delle fioriture coloratissime da novembre a marzo. La pianta predilige ambienti molto luminosi, ma non esposte al sole diretto, con una temperatura intorno ai 10-15 °C e in ambienti ben aerati. L’aria asciutta o le temperature troppo elevate dei termosifoni possono contribuire ad appassire i fiori. I fiori e le foglie appassiti devono essere eliminati dall’attaccatura sul tubero, per evitare che parti residue di fusti o piccioli possano marcire e danneggiare l’intera pianta. Per una fioritura ricca anche l’inverno successivo, utilizzate il concime specifico Concime Liquido per Acidofile che favorisce i principali processi biologici, intensifica la fioritura allungandone la durata e conferisce ai fiori colori vivi e brillanti.

Cactus di Natale

I fiori di questa pianta sbocciano proprio durante il periodo natalizio, e regalano fioriture bellissime da dicembre a gennaio. È importante posizionare la pianta in una zona al riparo sia dalle correnti d’aria che dalle fonti di calore, per assicurare una fioritura prolungata. Non ama le temperature basse, l’ideale è intorno ai 20°C, lontana dai raggi diretti del sole. Trattandosi di una cactacea, utilizzate il Concime Liquido per Piante Grasse per garantire una nutrizione completa della vostra pianta.

Per garantire la giusta nutrizione alle vostre piante utilizzate un concime specifico, abbinato ad Algatron, specialità a base di alghe marine brune in grado di intensificare le difese naturali da stress ambientali di natura termica e idrica, tipici del periodo invernale con i riscaldamenti accesi, la mancanza di umidità dell’aria e i correnti di aria fredda.

Cifo augura un sereno Natale a Voi e alle Vostre famiglie


Il segreto di un giardino sano e rigoglioso

Un giardino sano parte da un terreno ricco, di colore marrone scuro e friabile, fondamentale per avere piante prosperose e con uno sviluppo rigoglioso. Quando il nostro terreno è in buona salute, ecco che lo vediamo più produttivo e ricco di vita: in sintonia con la natura.

Lombrichi, api e altri insetti utili, che vivono sia nel terreno sia fuori, sono i nostri alleati per garantire la salute e la bellezza di tutte le nostre piante da orto, da frutto e da giardino.

Possiamo immaginare il terreno come “l’intestino” della pianta, dove i microrganismi viventi riciclano le sostanze nutritive rendendoli disponibili per le piante, che insieme all’acqua, ossigeno, minerali e sostanza organica rappresentano gli elementi essenziali per lo sviluppo delle piante.

I numerosissimi processi che avvengono nel suolo giocano un ruolo importante anche nella salute delle piante, rafforzandole, promuovendo il funzionamento del loro sistema immunitario e rendendole più resistenti. È quindi importantissimo prendersene cura, eseguendo lavorazioni periodiche: vediamo insieme in quali momenti è consigliabile intervenire!

Prepariamo il terreno in autunno-inverno

In autunno e in inverno le giornate hanno un minor numero di ore di luce, le temperature sono più fresche e le piante entrano in una fase di riposo vegetativo. In questo periodo occorre pensare a migliorare e arricchire il terreno con la nutrizione autunnale, per renderlo generoso in vista della nuova stagione produttiva.

Prima di tutto, per avere un giardino sano e rigoglioso, è importante ripulire il terreno asportando le foglie cadute e resti vegetali, così potremo evitare fenomeni di marcescenza. Poi occorre zappare delicatamente, per smuovere la crosta superficiale e favorire così non solo l’assorbimento del concime, ma anche la respirazione radicale e il drenaggio dell’acqua, riducendo il rischio di formazione di pozzanghere.

Il materiale organico può aiutare a migliorare qualsiasi suolo, indipendentemente da quanto sia povero di partenza. Cospargete il terreno, in modo omogeneo con TOP N, innovativo concime organico in microgranuli: ciascun microgranulo contiene un’elevata percentuale di aminoacidi e sostanze nutritive naturali che agiscono positivamente sulla fisiologia della pianta, promuovendo la formazione di nuove radici anche nella fase autunnale e invernale. La ricca presenza di azoto a lenta cessione garantisce una nutrizione idonea per questa fase stagionale, preparando le piante al successivo risveglio primaverile con rinnovata energia.

Diamo energia al risveglio vegetativo

Quando terminerà il periodo di riposo invernale e arriverà la primavera le piante inizieranno a riprendere vitalità ecco dunque la fase del risveglio vegetativo. Se la terra dovesse essersi molto indurita, iniziamo pure a lavorarla in superficie spezzando con la zappa le zolle grossolane.

Dare sostanza organica al terreno è un’operazione che aumenta immediatamente la fertilità: arricchiamo allora, lo strato superficiale con BIOTRON S, specialità a base di Leonardite, sostanza umificata e contenente acidi umici e fulvici. È la soluzione ottimale per aumentare la fertilità del terreno: rende gli elementi nutritivi maggiormente disponibili per le piante, aumenta la capacità di assorbimento delle radici, favorisce lo sviluppo dei germogli e intensifica la colorazione dei fiori, consentendo così uno sviluppo più armonioso della pianta contribuendo al raggiungimento di un giardino sano che ci ripagherà di tutti gli sforzi compiuti.

Per stimolare le nostre piante durante il risveglio, utilizziamo ALGATRON, specialità a base di alghe marine brune, che, grazie alle sostanze naturali, di cui è costituito, influenza positivamente la germinazione e lo sviluppo radicale, intensificando le difese naturali da stress ambientali di natura termica e idrica, oltre a favorire l’accrescimento e la maturazione di frutta e ortaggi.

Nutriamo durante la semina e trapianto

Durante le operazioni di semina o trapianto, apportiamo il nutrimento necessario con un concime organo-minerale come il Concime Granulare per Piante da Orto e da Frutto. Questo concime, a base di azoto organico, fosforo naturale e potassio, ha la particolarità di essere a cessione “modulata”, di rilasciare, quindi, gli elementi nutritivi in funzione alle specifiche esigenze delle piante, nelle diverse fasi del ciclo colturale. In questo modo potremo sostenere lo sviluppo dell’apparato radicale e la fertilità del terreno.

Ma cosa fare per migliorare la reazione delle nostre piante agli stress e alle malattie? Ricordiamoci che una pianta che cresce in un suolo fertile e biologicamente attivo, risulterà più robusta nei confronti di situazioni di stress o di malattie e noi possiamo aiutare a potenziare le difese naturali delle nostre piante con l’aiuto di CIFO PROPOLI, a base di propoli di altissima purezza e qualità, infatti non solo attiva le difese naturali delle piante nei confronti di patogeni, ma grazie alla propoli contenuta attira anche gli insetti utili, indispensabili in un giardino sano e rigoglioso.


Coltivare in inverno: l’orto in serra o sotto tunnel

I mesi invernali, sono spesso considerati come momento di riposo, per gli agricoltori, ma con le giuste accortezze, possiamo continuare a coltivare il nostro orto in serra o sotto tunnel anche in questo periodo, ottenendo così delle ottime raccolte di verdure invernali!

Piante da coltivare

Nell’orto in serra invernale, possiamo coltivare ortaggi come i cavoli, broccoli, patate, carote, lattuga e spinaci. Queste verdure stagionali hanno bisogno di una temperatura fra i 7 e i 12 gradi di notte e tra i 10 e i 20 gradi di giorno, per questo è ideale crescerli in serra in inverno. Le piante tuberose possono essere messe a dimora in grossi sacchi fatti appositamente per coltivarle fuori dalla terra gelida e per mantenere la temperatura giusta.

Possiamo continuare a coltivare anche le erbe aromatiche, il coriandolo e prezzemolo per esempio resistono abbastanza bene anche al freddo. Nei giorni più freddi e bui potrebbero rallentare un po’ la loro crescita, ma torneranno rigogliosi appena le temperature torneranno a salire.

Nutriamo i nostri ortaggi con un nutrimento specifico, utilizziamo il Concime Granulare per Piante da Orto e da Frutto. Il prodotto è consentito in agricoltura biologica ed è importante per sostenere lo sviluppo dell’apparato radicale e la fertilità del terreno, favorendo l’assorbimento degli elementi nutritivi da parte della pianta.

Aiutare lo sviluppo degli ortaggi

Per migliorare e accelerare lo sviluppo degli ortaggi, anche nelle prime delicate fasi di crescita, utilizziamo Algatron, specialità a base di alghe marine brune, che influenza positivamente germinazione e sviluppo radicale, intensifica le difese naturali da stress ambientali di natura termica (escursioni termiche date da situazioni prolungate di gelo) e idrica (carenza di acqua nel substrato), favorisce l’accrescimento e la maturazione di frutta e ortaggi.

Controllate spesso le piante del vostro orto in serra, per compiere le operazioni necessarie, come la rincalzatura al piede e la legatura del fogliame, che consente per esempio di mantenere sodo e croccante il cuore di lattughe invernali.

Potenziare le difese naturali

Occorre fare molta attenzione agli attacchi di parassiti e di malattie fungine o virali, che si propagano facilmente nell’ambiente chiuso, umido e poco aerato di serre e tunnel. Per prevenire il problema è indispensabile utilizzare regolarmente Cifo Propoli, che potenzia le difese naturali proteggendo gli ortaggi dall’eventuale formazione di muffe o ingresso di patogeni. L’applicazione a scopo preventivo si fa con nebulizzazione sul fogliame ogni 15-20 giorni. Per aumentare le difese naturali delle piante nei confronti dei patogeni e parassiti, consultate la nostra gamma Barriera Naturale.

Lasciare riposare il terreno

Non scordiamoci delle parcelle dell’orto rimaste vuote, che vanno zappettate e ripulite con cura da tutti i detriti vegetali. Concimate con Biotron S, specialità biologica a base di Leonardite, sostanza umificata contenente acidi umici e fulvici. Biotron S aumenta la fertilità del terreno, che sarà pronto per accogliere i nuovi ortaggi a fine inverno. Le parcelle vuote vanno coperte con un telo di non-tessuto tenuto fermo da sassi o mattoni.


Piante in autunno… fiori e foglie per gli ambienti outdoor

Arriva l’inverno, e con sé le giornate fredde con poche ore di luce. La maggior parte delle piante in autunno saranno già entrate in riposo vegetativo, per superare le temperature rigide e lo stress idrico che arriveranno con le gelate invernali. Ma non abbandonate il terrazzo e il giardino al grigiore dell’inverno! Ci sono piante che riescono a portare bellezza e colore anche in questo periodo, vediamole insieme!

Cavolo ornamentale

Il cavolo ornamentale non è commestibile, ma grazie alle sue foglie particolari dai colori accesi si presta molto per una funzione decorativa. Le varietà sono tante i mix di colori vanno dal verde e bianco, verde e rosa, verde e viola, e sono ideali per aggiungere una sfumatura diversa alle aiuole e ai vialetti, ma anche nei vasi. Sopporta bene le temperature sotto 0°C, ma non superiori ai 15°C. Per assicurare uno sviluppo rigoglioso, consigliamo di utilizzare il Concime Idrosolubile Universale in grado di fornire un nutrimento completo ed equilibrato.

Ciclamino

Il ciclamino è una pianta tuberosa, piccola e resistente al freddo dell’inverno. È caratterizzata dalla fioritura colorata che inizia, per queste deliziose piante, in autunno e può durare tutto l’inverno. La pianta va posizionata in luoghi molto luminosi, ma senza esporla al sole diretto, e in giardino è in grado di resistere a temperature intorno ai 5°C. La pianta non va annaffiata spesso, controllate sempre l’umidità del terreno prima di irrigare. Utilizzate il concime specifico per Piante Acidofile associato ad Algatron, specialità a base di alghe marine brune, per aiutare la pianta ad intensificare le difese naturali da stress ambientali di natura termica e idrica, ideale per il periodo invernale.

Erica

Una pianta tipica del periodo invernale, l’erica è molto diffusa grazie ai colori allegri che regala con i suoi fiorellini ornamentali. È consigliabile trapiantare le piante subito dopo l’acquisto, utilizzando del terriccio specifico come il Torfy Terriccio Specifico per Acidofile. Collochiamo l’erica in un luogo fresco e luminoso, lontano dai raggi diretti del sole in quanto mal sopporta il caldo intenso. Manteniamo il terreno umido, ma evitando i ristagni d’acqua che possono essere dannosi per la pianta.

Agrifoglio

L’agrifoglio è un arbusto sempreverde, ideale per creare cespugli e siepi, che produce piccoli fiori bianchi o verdi. Esistono sia piante maschili sia piante femminili di agrifoglio, e se entrambi sono presenti, quella femminile produce delle bacche rotonde solitamente di un colore rosso vivace. In genere queste piante prediligono un terreno leggermente acido, e non amano essere annaffiate troppo con l’acqua del rubinetto in quanto rende il terreno più alcalino. Questo porta le piante a soffrire di clorosi ferrica, che porta all’ingiallimento delle foglie. Consigliamo di utilizzare un concime arricchito di ferro come il Concime Granulare Universale Blu per garantire un colore verde intenso della pianta.

Mantenimento

Per tutte le piante da esterno è bene effettuare il trapianto dopo l’acquisto, utilizzando Premivit Terriccio Rinvigorente, che aiuta a prevenire e combattere i sintomi di stress e deperimento anche legati a cause ambientali. Sempre per rinforzare le piante contro gli stress invernali è consigliabile usare Sinergon Plus, specialità rigenerante ideale per favorire il recupero delle piante debilitate.

Per migliorare la protezione dal freddo delle radici per le piante in autunno e in inverno, è bene spargere al piede delle piante uno strato di Cifo Corteccia di pino marittimo, che al ruolo decorativo aggiunge un’azione termo-isolante: in inverno protegge le radici dal gelo, in estate dal sole diretto, e impedisce lo sviluppo di malerbe.


Un giardino ipoallergenico alla portata di tutti

Sei allergico alle piante da giardino ma non vuoi rinunciare ai piaceri del giardinaggio? Non lasciare che il pensiero del polline ti impedisca di godere di tutti i benefici che il giardinaggio ha da offrire. Con la corretta cura e la coltivazione di piante adatte, puoi creare un giardino ipoallergenico che allevierà tutte le ansie primaverili.

La riproduzione nelle piante

Per chi soffre di allergie, i livelli di polline all’aria aperta possono dare parecchio fastidio: occhi gonfi, starnuti e mancanza d’aria. Il polline viene prodotto dall’apparato riproduttivo maschile delle piante, mentre l’apparato femminile produce semi e frutti. Il polline dal fiore maschile deve viaggiare fino a quello femminile per fertilizzarlo, così che possa produrre semi.

Le piante si riproducono in modi diversi:

  • Con fiori bisessuali che hanno sia gli elementi maschili sia femminili nello stesso fiore;
  • Piante monoiche portano sulla stessa pianta sia fiori maschili sia fiori femminili;
  • Le piante dioiche invece si dividono tra piante con soli fiori maschili e piante con soli fiori femminili.

Alcune piante possono essere sterili, e quindi non producono affatto polline. Queste piante, insieme a quelle che producono poco polline e le piante dioiche femmine solo ideali per un giardino ipoallergenico.

No ai tappeti erbosi

Una delle principali cause di allergie in giardino è il prato che va in fiore a primavera. Indubbiamente il tappeto erboso è il preferito degli animali domestici, ma può causare parecchio fastidio a chi soffre di allergie. È consigliabile iniziare con lo sfalcio fin da marzo e mantenere il manto curato, ma sarebbe meglio ancora scegliere un altro tipo di tappezzante come la dichondra o il trifoglio nano. Potete mantenere il vostro prato rigoglioso utilizzando Sinergon Plus dopo ogni sfalcio e utilizzando il Concime Granulare per Prato per nutrirlo in modo completo.

Crea una barriera

Il polline viaggia con il vento, e secondo uno studio americano può percorrere oltre 1600 km in 36 ore. Purtroppo è difficile poter eliminare tutto il polline dall’aria, ma possiamo creare una barriera naturale intorno al nostro giardino. Scegliendo piante da siepe di basso impatto allergenico, questi possono fungere da trappole per catturare il polline prima che essi possano arrivare in giardino con il vento. Create una barriera con piante come viburno, azalea, e scegliete le piante femmine di myrica o pittosporo. Per nutrire in modo completo le tue piante, ti consigliamo di utilizzare il Concime Idrosolubile per Siepi e Piante Verdi

Pianta degli alberi

Esistono molti alberi che producono poco polline, e quindi sono da preferire in un giardino ipoallergenico. Moltissime specie da fiore e frutto sono ideali da scegliere, come il melo, pesco, ciliegio oppure magnolia e paulownia. Mantenete il terreno fertile con Biotron S, specialità a base di Leonardite, sostanza naturale ricca di Humus. In associazione utilizzate il Concime Granulare per Piante da Fiore e da Frutto, per fiori più colorati e frutti più saporiti.

Fai fiorire il tuo giardino

Sono da preferire fiori che liberano nell’aria pochissima polline e attirano gli insetti impollinatori, evitate invece fiori di graminacee o fiori molto profumate in quanto potrebbero scatenare delle reazioni. Potete scegliere tra tantissimi fiori bellissimi come geranio, petunia, agapanto, garofanino e tanti altri. Potete garantire una fioritura ricca, colorita e duratura con Asso di Fiori, l’originale concime concentrato che potete applicare sia al terreno sia per via fogliare. Nella fase di sviluppo dei boccioli e durante la fioritura, associate l’uso di Bio Oro, specialità biostimolante per garantire lo sviluppo dei tessuti nuovi.

 


Rigenerare il prato a fine estate in 5 passaggi

Siamo finalmente alle porte dell’autunno e arriva come ogni anno il momento di rigenerare il prato dopo il caldo estivo. L’arrivo dell’autunno porta con sé giornate fresche, umidità ma anche un sole ancora in grado di scaldare il terreno. La combinazione di questi elementi rende l’autunno il momento ideale per occuparci del nostro prato, dopo il caldo dell’estate e gli inevitabili stress da siccità che colpiscono anche i manti erbosi più curati. Nei mesi di settembre e ottobre dedicatevi alla semina di nuovi prati e al risanamento di quelli esistenti, in questo modo garantirete le risorse necessarie per affrontare l’inverno. Vediamo insieme come fare!

Pulizia e primo taglio

Controllate bene tutto il prato e osservate se ci sono zone che richiedono interventi particolari. Con l’aiuto di un rastrello, pulite bene il vostro giardino, rimuovendo foglie morte e rametti che si sono depositati durante i mesi estivi. Procedete con il taglio dell’erba che vi permetterà di osservare meglio il prato e di individuare le cure necessarie. Il primo taglio dovrebbe essere effettuato un po’ più alto, e abbassato poi nei tagli successivi.

Arieggiatura

Con il passare del tempo, sul giardino si deposita uno strato, chiamato feltro, composto da residui vegetali induriti e compattati. Questo strato può aiutare durante i mesi caldi a limitare l’evaporazione dell’umidità, ma non deve diventare troppo spesso perché poi non lascerà penetrare la pioggia e l’aria, rischiando così di soffocare il terreno. Procedete dunque a passare con l’arieggiatore-scarificatore per “grattare” la superficie indurita del suolo e asportare il feltro.

Risemina

Una volta pulito tutto il manto erboso e rimesso in ordine, Innaffiate moderatamente e spargete Cifo Terriccio specifico per prato – Linea Torfy per creare le condizioni idonee alla trasemina. Utilizzate preferibilmente un mix di semi del tipo “da rigenerazione” oppure lo stesso tipo di semi utilizzati inizialmente per il prato, infine coprite con un velo di terriccio. Ricordate di mantenere il terreno umido anche nei giorni successivi per permettere ai semi una corretta germinazione.

Nutrizione

La nutrizione autunnale è essenziale per lo sviluppo di un manto erboso sano, folto e di colore verde intenso e brillante. Se l’erba già esistente era pallida e debole, durante la trasemina potete distribuire Cifo TOP N per ottenere un maggiore sviluppo dell’erba esistente e per favorire la nascita e irrobustimento dei semi utilizzati per la rigenerazione. Quando le sementi avranno iniziato a crescere, nutrite periodicamente il manto erboso con Cifo Concime Granulare per Prato. Prima delle gelate invernali distribuite il Cifo Concime Granulare per Prato e Piante da Giardino, che grazie alla specifica formula “lento effetto” assicura una disponibilità costante ed equilibrata di elementi nutritivi, per un periodo di circa 3-4 mesi, preparando quindi il manto erboso al risveglio dopo il riposo invernale.

Mantenimento

È importante mantenere il prato in ordine con tagli periodici e annaffiature frequenti. In questo modo permetterete al prato di assimilare tutti i nutrienti necessari per uno sviluppo rigoglioso e favorendo l’infoltimento del manto. Dopo ogni sfalcio potete irrigare il terreno con Cifo Sinergon Plus, specialità rigenerante che favorisce il recupero delle piante debilitate e migliora l’assorbimento dei nutrienti. Prima del riposo invernale, lasciate l’ultimo taglio leggermente più alto per non esporre le radici all’azione dannosa delle prime gelate ed evitate di calpestare il prato coperto di brina o dal gelo per evitare rotture della pianta.

 


Piante a fine estate, come prendersene cura

Le lunghe settimane d’estate di caldo bollente, hanno messo a dura prova i nostri giardini e balconi. Infatti, le nostre piante a fine estate hanno bisogno di ulteriori attenzioni: anche se sono state irrigate correttamente, le temperature molto elevate possono averle stressate.
Ecco alcuni utili consigli per rinnovare l’energia e conservare bellezza in terrazzo e giardino.

Le piante

Purtroppo non tutte le piante superano il caldo torrido dell’estate, lasciando così dei vuoti antiestetici nelle aiuole e nelle fioriere del balcone. Potete però, coltivare delle piante che raggiungano il massimo della loro bellezza in questo periodo, regalando il meglio da fine estate all’autunno come le dalie, lantane, girasoli e fuchsie. Coltivatele in vaso, i contenitori infatti, offriranno il vantaggio di poter essere spostati per “riempire” gli eventuali vuoti, o per decorare piacevolmente le zone di sosta e di relax all’aperto.
Potete rinvigorire piante come i gerani, tagete, plumbago e tante altre, sostituendo in superficie il terriccio vecchio oppure rinvasandole completamente, utilizzando Cifo Premivit Terriccio Rinvigorente, ottimo per tutti i tipi di piante. La peculiarità di questo terriccio è di rinvigorire le piante quando presentano sintomi di stress o deperimento, stimolando lo sviluppo delle radici, con conseguente maggior assorbimento dei nutrienti e quindi maggior vigore a favore delle piante debilitate. Nutrite le piante in modo completo ed equilibrato con Cifo Asso di Fiori per riequilibrare i nutrienti consumati per la crescita e l’emissione di nuovi fiori nel periodo estivo.

L’orto

A fine estate anche l’orto richiede attenzioni. I pomodori e altri ortaggi estivi terminano il loro ciclo produttivo: è tempo di allestire le nuove aree dedicate al raccolto autunnale e invernale. Se decidete di partire dalle piantine pronte, trovate in questo periodo una buona scelta di verdure che maturano nelle prossime settimane o mesi. Prevedete di disporre un telo ombreggiante dopo il trapianto, perché il sole della tarda estate potrebbe ancora disidratarle. Il telo sarà utile anche per proteggere da temporali e grandinate di fine estate.
Conviene preparare il terreno destinato ai nuovi ortaggi; se questo è già morbido e fertile, sarà sufficiente una fresatura a mano, in caso contrario occorre vangare leggermente per eliminare la crosta superficiale. Incorporate nel terreno Biotron S, specialità a base di Leonardite, sostanza naturale ricca di humus. È ideale per aumentare la fertilità del terreno e favorisce lo sviluppo radicale delle piante.

Irrigazione e Nutrizione

Il periodo di passaggio tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno comporta un forte rischio di stress. Da un lato per il caldo ancora intenso e la rapida disidratazione del terreno, dall’altro per gli sbalzi di temperatura in occasione di burrasche tardo-estive e l’arrivo delle prime notti fredde. Provvedete per tempo utilizzando Algatron, specialità 100% naturale a base di alghe marine brune. È ideale per intensificare le difese naturali da stress ambientali di natura termica e idrica. Infatti l’irrigazione è un elemento chiave a fine estate! Deve essere abbondante e regolare ma non eccessiva, evitando la formazione di pozzanghere e calando gradualmente la quantità e la frequenza quando il clima diventa più umido e più fresco. Inoltre, Algatron intensifica le difese naturali da squilibri nutrizionali, gli sbalzi di temperatura e, favorisce l’accrescimento e la produzione di nuovi boccioli.


Un giardino senza ospiti indesiderati: le zanzare

Avere un giardino senza ospiti indesiderati è il desiderio di chiunque abbia uno spazio verde, ma la lotta alle zanzare diventa di anno in anno sempre più difficile, principalmente a causa del cambiamento climatico: gli inverni diventano sempre più brevi e meno freddi. A inizio estate, quando le temperature iniziano ad alzarsi, questi insetti depositano le loro uova che una volta schiuse diventano larve e proliferano in pozzanghere, ristagni d’acqua, a bordo piscina e invadono tutto il giardino, rovinando, una volta adulte le nostre serate all’aperto. È importante non abbassare la guardia nemmeno a fine estate, perché nel mese di settembre, in molte zone del nostro paese questo insetto raggiunge il massimo dell’infestazione.

Ecco qualche consiglio per combattere quest’ospite indesiderato e per godere al massimo le nostre ultime serate all’aria aperta.

Le piante antizanzara

Coltivate piante antizanzare da balcone e giardino che possono contribuire ad allontanare questi fastidiosi insetti. Alcune piante, come la citronella, la lavanda, il geranio profumato, la calendula e la lantana, grazie alle essenze che contengono le loro foglie e i loro fiori, risultano fastidiose a questi insetti. Certamente non sono potentissime, ma aiutano e donano un profumo gradevole alle zone frequentate oltre a donare un tocco di personalità alle vostre serate in giardino o in terrazzo. Per garantire una crescita rigogliosa di queste piante, utilizzate Asso di Fiori, concime completo ed equilibrato che contiene tutti gli elementi nutritivi necessari per il loro sviluppo.
Assicuratevi che non ci sia dell’acqua stagnante nei sottovasi oppure nelle grondaie, in un solo sottovaso con acqua stagnante si possono annidare le uova e larve di decine e decine di zanzare.

Gli animali alleati

Favorite la presenza di pipistrelli e proteggeteli: in una notte, un solo pipistrello riesce a divorare centinaia di zanzare, sono del tutto innocui e molto utili per la lotta agli insetti fastidiosi. Altri ottimi alleati sono gli uccelli come rondini e altri insettivori, e la piccola fauna selvatica (rane, rospi, lucertole, ricci…).

E noi? Cosa possiamo fare?

È molto importante proteggere le aree verdi con regolarità, e invitare i vicini di casa a fare altrettanto. Un’azione collettiva permette di avere maggior efficacia nella lotta contro questi ospiti indesiderati. Per la protezione di balconi, terrazzi e giardini, utilizzate Ciperwall T2 insetticida concentrato che grazie alla sua formulazione specifica è attivo anche su insetti volanti tra cui tafani e mosche, flebotomi, chironomidi e insetti striscianti tra cui blatte e scarafaggi, pulci, cimici dei letti e acari come le zecche. Il prodotto è ideale contro le zanzare e si può utilizzare sulle piante in esterno per trattamenti nelle aree verdi, viali alberati, cespugli, siepi e tappeti erbosi.

Per gli ambienti interni e circoscritti si può utilizzare Cifo Nephorin, insetticida pronto all’uso efficace su insetti alati come le zanzare e striscianti in ogni stadio di sviluppo (uova, larve e adulti), attivo anche contro blatte, formiche, pulci, zecche, mosche, zanzare, tarli e acari. Spruzzato direttamente su zanzariere, lungo gli stipiti di porte e finestre, pareti, fessure, pavimenti, battiscopa, in ambienti come cucine, cantine e depositi.

Per combattere in modo efficace la presenza delle zanzare, oltre al rimedio naturale dato dalla coltivazione delle piante è importante utilizzare i prodotti specifici dalla fine della primavera a fine autunno, senza aspettare che l’infestazione assuma dimensioni difficili da controllare. Solo in questo modo vi potrete godere tutto lo spazio esterno senza alcun ospite indesiderato e fastidioso, e inoltre potrete tenere aperte le finestre godendovi le ultime serate estive e le prime brezze autunnali!

 


Piante da siepe: un’ottima barriera antinquinamento

Gli alberi, si sa, aiutano a migliorare la qualità dell’aria, combattono il calore e incentivano la biodiversità. Uno studio scientifico realizzato dall’Università del Surrey e pubblicato sulla rivista Atmospheric Environment ha però messo al centro il ruolo delle piante da siepe nella lotta all’inquinamento urbano.

Sembra infatti che la capacità di assorbire le sostanze inquinanti sia maggiore nelle siepi rispetto agli alberi. Questo perché le grandi chiome impediscono la dispersione verso l’alto delle particelle inquinanti, invece le siepi hanno una struttura più bassa e compatta che funziona come una vera e propria barriera verde contro lo smog. Il ruolo antismog delle piante da siepe è stato studiato anche in Italia, dove nel 2016 il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria, ha selezionato gli arbusti mediterranei che assorbono meglio metalli pesanti e particolato.

Ma come fanno le piante da siepe ad assorbire gli agenti inquinanti?

La pianta assorbe e rende inerti gli inquinanti gassosi attraverso il suo metabolismo, in particolare grazie agli stomi fogliari che consentono lo scambio tra interno e l’esterno della foglia.

Non ci resta che scoprire insieme alcune delle piante da siepe che, oltre ad abbellire i nostri balconi, giardini e terrazzi, ci proteggono dallo smog cittadino!

Ligustro

Il ligustro è una pianta sempreverde originaria del Giappone, perfetta, in alcune delle sue varietà, per formare delle siepi. È bene sapere che il ligustro ha bisogno di attenzioni particolari sia per non aumentare eccessivamente di dimensioni che per non seccare durante l’estate. Anche se la pianta si adatta bene a qualsiasi esposizione e substrato, bisogna prestare attenzione alla messa a dimora, alla concimazione, all’irrigazione e alla potatura. Vi consigliamo infatti di concimare con il Concime specifico per siepi e piante verdi che contiene i nutrienti in uno specifico rapporto NPK ricco in Azoto per favorire la formazione del fogliame, dei germogli e per intensificare la crescita.

Fotinia

Questo arbusto sempreverde ha una chioma molto densa e un fogliame particolare: i germogli e le foglie giovani sono di colore rosso o bronzo e diventano verdi con la crescita. Questa pianta è amata e apprezzata per la sua facilità di coltivazione e il suo colore rossastro molto ornamentale. Nutrire la pianta con il Concime Granulare a Lenta Cessione per Piante Verdi per uno sviluppo rigoglioso.

Alloro

L’alloro è un arbusto sempreverde dalle foglie lanceolate e dai fiori di colore bianco o giallastro, appartenente alla famiglia delle Lauracee. Questo arbusto è tipico delle zone del mediterraneo ma resiste anche a climi rigidi, purché in assenza di gelate estreme. Per aumentare la resistenza della pianta agli stress termici ed idrici, utilizzare ALGATRON a base di alghe marine brune. L’alloro va rinvasato in autunno o in primavera e ha bisogno di un terreno leggero ricco di sostanze organiche come il TERRICCIO UNIVERSALE Cifo.

Viburno lucido

Questo arbusto appartiene alla famiglia delle Caprifoliaceae, ha un profumo intenso e un aspetto gradevole. Ha una resistenza al freddo e sopporta bene il caldo e la siccità, predilige un’esposizione ombreggiata o parzialmente soleggiata.
La terra ideale per questa tipologia di arbusti è soffice, ben drenata e ricca di sostanza organica: per questo, prima di procedere alla piantumazione è opportuno miscelare al terreno una buona quantità di BIOTRON S, ammendante naturale ricco di humus. Per favorire la fioritura e l’aspetto rigoglioso e folto dell’arbusto, si può utilizzare ASSO DI FIORI da somministrare in primavera e in prossimità della fioritura sino alla fine dell’estate. Per aumentare la resistenza alle avversità climatiche e in caso di danni da freddo, invece, è importante fare dei trattamenti con specialità specifici che aiutano le piante debilitate come SINERGON PLUS. Grazie al contenuto di aminoacidi e di elementi nutritivi favorisce una crescita abbondante, una maggiore resistenza alle avversità, e uno sviluppo equilibrato.


Piante che fanno bene alla salute: quali coltivare in vaso

Alcune piante sono delle vere e proprie alleate del nostro benessere: queste piante che fanno bene alla salute, sono ricche di proprietà che alleviano lo stress, stimolano il metabolismo, rafforzano le difese immunitarie. Proprio per questo è utile coltivarle in casa in modo da averle sempre a portata di mano! Ve ne suggeriamo alcune che oltre a essere molto utili per il nostro organismo, possono crescere con facilità in vaso.


Aloe vera

L’aloe è una pianta succulenta che ha proprietà rinfrescanti, lenitive e cicatrizzanti. Infatti, viene impiegata per lenire il dolore di fastidiose scottature solari e per la cura della pelle. Il gel contenuto nelle sue foglie si può facilmente estrarre con un cucchiaino per poi spalmarlo sulla parte di pelle a cui dare sollievo: l’effetto benefico è garantito!

Per mantenere in salute questa portentosa succulenta bisogna annaffiarla regolarmente ma mai abbondantemente per evitare pericolosi ristagni idrici. Anche il terriccio deve essere finalizzato a evitare i ristagni, per questo vi consigliamo di usare Torfy terriccio specifico per piante grasse. Questo terriccio possiede un mix di torba bionda di sfagno, sabbia, torba nera e roccia di fiume che garantisce il giusto livello di umidità e porosità.

 

Erba cipollina

L’erba cipollina è una pianta aromatica perenne che può essere coltivata in vaso. Ha foglie fortemente aromatizzate, dal gusto simile alla cipolla e molto utilizzate in cucina. Possiede vitamine, minerali e antiossidanti ed è conosciuta come ottimo rimedio all’insonnia grazie alla presenza di colina che aiuta a far rilassare.

Per favorire lo sviluppo, il ricaccio di nuove foglie e l’incremento dell’aroma vi consigliamo di concimare l’erba cipollina con il Concime Liquido per Piante da Orto e da Frutto. E’ importante anche di innaffiare questa aromatica con regolarità: l’erba cipollina teme la siccità!

Per aumentare le difese delle piante in modo naturale nei confronti di patogeni utilizzare i prodotti della linea BARRIERA NATURALE.

 

Lavanda

La lavanda è una pianta erbacea che produce dei meravigliosi fiori che possono essere viola, blu, rosa, azzurro o bianco. Il profumo di questa pianta è estremamente caratteristico e ha azione sedativa e calmante. La lavanda, infatti, è utilizzata per mitigare stati di agitazione, mal di testa e insonnia. Ma le sue proprietà non finiscono qui! Questa pianta ha proprietà detergenti ed è utilizzata per profumare gli ambienti.
La lavanda necessita di un’adeguata concimazione con formulati che ne favoriscano lo sviluppo, il ricaccio di nuove germogli e l’incremento del profumo dei fiori. Per questo vi consigliamo di concimare con Algatron che influenza positivamente la germinazione e lo sviluppo radicale, e con il Concime Liquido per Piante Fiorite, che stimola la formazione di un abbondante numero di fiori, ne intensifica la brillantezza della colorazione, la profumazione e la persistenza.

 

Alloro

L’alloro è una pianta diffusa nelle zone a clima temperato che può essere coltivata anche in vasi larghi e profondi.
Tutte le parti di questa pianta sono aromatizzate, anche i rami! Ma la parte che viene utilizzata in cucina maggiormente sono le foglie, che possono essere raccolte tutto l’anno, e i frutti, bacche tonde e nere commestibili, raccolte in autunno e utilizzate per liquori digestivi.
Ma quali sono le proprietà di questa pianta? Uno degli usi più comuni è quello di impiegare le foglie per cucinare pietanze di difficile digestione: infatti l’alloro, oltre che insaporire con il suo gusto particolarissimo, ha anche un effetto digestivo. Le foglie dell’alloro possono essere anche semplicemente masticate per lenire i dolori mestruali. L’olio ricavato dalle drupe dell’alloro, invece, è un valido coadiuvante nella cura dei dolori articolari. Per avere una pianta d’alloro in salute e dal buon sapore vi consigliamo di usare il Terriccio Universale consentito in agricoltura biologica e il Concime Idrosolubile per Ortaggi, arricchito con Zolfo elemento fondamentale per lo sviluppo di aromi tipici, assicura uno sviluppo rigoglioso della pianta.
Se l’alloro è stato assalito dalle cocciniglie, rinforzate la sua vegetazione con l’impiego di Cifo Olio di Lino – Stop cocciniglie, utile anche per piante orticole: è in grado di attivare le difese naturali nei confronti degli insetti.


Come avere un prato verde in estate

 

Un prato verde e rigoglioso permette ai nostri spazi esterni di diventare posti freschi e piacevoli alla vista. Per un prato verde anche in estate è importante adottare alcuni piccoli accorgimenti! Un prato perfetto e in salute si presenta di un colore acceso e vivo, di aspetto omogeneo e folto, resistente al calpestio.
Questi sono i nostri consigli per un prato verde anche durante la bella stagione!

 


Taglio del prato

Nel periodo estivo lo sfalcio del prato verde deve essere effettuato settimanalmente con delle lame molto affilate. Durante la bella stagione il manto erboso deve essere alto 9 o 10 cm. Un prato troppo basso è molto più suscettibile agli stress termici, allo sviluppo di malattie funginee e bisogna prestare molta attenzione alle irrigazioni. Per una crescita abbondante e una maggiore resistenza alle avversità, utilizzare alla ripresa vegetativa e dopo ogni sfalcio Sinergon Plus a base di amino acidi e microelementi, indispensabili per il corretto sviluppo delle piante.

 

Eliminare le erbe infestanti

È molto probabile che sul nostro prato verde possano crescere erbe infestanti come il tarassaco o la piantaggine. Se sul prato sono presenti poche erbe spontanee, possono essere sradicate a mano, avendo cura che il terreno sia ben morbido, così da rimuovere anche le radici. Per eliminare gli infestanti prima della semina, consigliamo ACETO, prodotto consentito in agricoltura biologica in grado di favorire il collasso strutturale dei tessuti di piante indesiderate.

 

Annaffiare al tramonto

Nelle giornate più calde d’estate, si consiglia di irrigare il prato di sera, al tramonto, permettendo così all’acqua di penetrare lentamente il terreno senza rischiare una rapida evaporazione.
Nelle giornate estive meno afose, nei mesi primaverili ed autunnali consigliamo di eseguire l’irrigazione la mattina presto, per chi avesse l’irrigazione automatica l’ideale sarebbe impostarla un paio di ore prima dell’alba, lasciando così il tempo all’acqua di raggiungere le radici prima che il sole e il caldo aumentino l’evaporazione, evitando così dannose bruciature e lo sviluppo di malattie funginee.

Per permettere al prato di crescere sano e rigoglioso vi consigliamo di utilizzare il Concime Granulare per Prato, garantisce la formazione di un prato uniformemente folto, rigoglioso, di colore verde intenso e brillante, resistente al calpestio, al caldo e alle intemperie. Se sul vostro prato, invece, sono già presenti aree ingiallite vi consigliamo di trattare queste zone con ASSO DI FIORI che aiuterà a curare e prevenire le carenze nutritive e gli ingiallimenti del manto erboso.

 

Intensificare il colore verde e aumentare le difese

Per intensificare la colorazione verde del manto erboso si possono fare trattamenti con chelati di ferro come quelli contenuti in S5 RADICALE. Per aumentare, invece, le difese del manto erboso nei confronti dei patogeni vi consigliamo di utilizzare i prodotti della linea BARRIERA NATURALE.


Come coltivare la pianta di peperoncini

Il peperoncino è un alimento prezioso per arricchire ricette di tutti i tipi. I peperoncini possono essere di diverse varietà, alcuni sono dolci mentre altri hanno una caratteristica piccantezza, dovuta alla capsaicina contenuta nelle bacche della pianta. A livello nutrizionale il peperoncino ha la capacità di aumentare il metabolismo, è molto ricco di vitamina C e A ed è ricco di fibre e antiossidanti. Insomma, un vero toccasana!

Vogliamo darvi dei consigli utili per far crescere al meglio tutte le tipologie di peperoncini, dal dolce al piccante!

Rinvaso

Per far vivere al meglio la vostra pianta di peperoncini, rinvasatela in un vaso profondo utilizzando il substrato Torfy Terriccio Specifico per Ortaggi, che con il concime contenuto assicura nutrimento per le prime fasi del trapianto sostenendo l’attecchimento. Il terriccio deve essere sempre umido e non inzuppato d’acqua. Nel fondo del vaso, invece, vi consigliamo di mettere dell’Argilla espansa Cifo per garantire un drenaggio corretto del terreno ed evitare ristagni idrici.

Concimazione

 Per avere una pianta di peperoncini dai frutti saporiti e sani vi consigliamo di concimare con Concime Liquido per Piante da Orto e da Frutto in associazione con Cifo Bio Oro, dalle prime fasi vegetative, specialità biostimolante ideale per stimolare lo sviluppo dei nuovi tessuti, fiori, foglie e frutti. Grazie a questi due prodotti la pianta crescerà sana e rigogliosa, con frutti abbondanti e saporiti.

Temperatura e luce

La temperatura è un aspetto fondamentale per una corretta crescita e una buona fruttificazione di una pianta di peperoncini. Un peperoncino cresciuto ad una temperatura sui 30°C sarà più piccante di un altro cresciuto in un clima sui 25°C!

La temperatura ideale nelle prime fasi vegetative della pianta è tra i 20°C e i 30°C e mai oltre o sotto questo ventaglio di gradi.

Per quanto riguarda la luce, invece, nelle prime fasi di germinazione della pianta di peperoncini non è importante quanto il calore e l’umidità. Successivamente, nel periodo di crescita, i peperoncini hanno bisogno di 18 ore di luce al giorno e 12 nel periodo di fioritura e fruttificazione.

Se la pianta di peperoncini è coltivata all’esterno la luce non dovrà essere una preoccupazione eccessiva perché sarà sufficiente un clima caldo.

Per piante sempre sane

Una pianta sana e priva di malattie, sarà molto più produttiva e rigogliosa! Le piante di peperoncino sono particolarmente soggette all’attacco di insetti succhiatori come gli afidi e mosche bianche, che si nutrono della linfa vitale della pianta, compromettendone il suo sviluppo. Per rendere la pianta più resistente, consigliamo di utilizzare Cifo Sapone Molle, corroborante 100% naturale in grado di aumentare le difese naturali delle piante nei confronti degli insetti.

Nelle stagioni piovose con un alto tasso di umidità, le piante possono essere soggette anche all’attacco di patogeni fungini come per esempio la botrite, comunemente conosciuta come muffa grigia. Utilizzare Copper, in grado di esaltare le funzioni biochimiche del rame, prevenire e curare la carenza del microelemento, così rinforzando la pianta e rendendola meno soggetta all’attacco di patogeni.

 

Raccolta dei frutti

La raccolta dei frutti delle varietà di pianta di peperoncini commestibili avviene tra agosto e settembre, quando i frutti sono diventati maturi e cambiano il loro colore. Per poter conservare i peperoncini vi consigliamo di essiccarli, saranno buonissimi per molto tempo!


Come curare le piante prima di andare in vacanza

La bella stagione è arrivata! Abbiamo dedicato grandi attenzioni alle nostre amate piante durante l’inverno e goduto dello splendore della primavera e ora che è estate, proprio quando il caldo mette più a dura prova i nostri angoli di verde, capita di partire e lasciare le nostre abitazioni per giorni. Come bisogna curare le piante prima di andare in vacanza?

Ci sono dei modi per far sopravvivere le nostre piante senza di noi?
Seguite i nostri consigli e al vostro ritorno non avrete brutte sorprese!

Preparare le piante alla nostra assenza

Per curare le piante prima di andare in vacanza è fondamentale intensificare le difese naturali in modo da renderle forti e pronte ad affrontare periodi di stress.
Potete utilizzare Algatron, specialità a base di alghe Macrocystis integrifolia, ricca di sostanze naturali biologicamente attive come carboidrati, vitamine, aminoacidi essenziali, polifenoli. Grazie alle sostanze naturali di cui è costituito, Algatron protegge le piante dagli stress termici e idrici, tipici di questi mesi estivi.

Si può utilizzare anche un terriccio adatto in previsione del periodo estivo molto caldo: Premivit Riserva d’acqua. Nei mesi primaverili, quando è il momento di rinvasare le nostre piante, utilizzate Premivit, caratterizzato dalla presenza dell’innovativo Water Reserve, ritentore idrico di origine completamente naturale, in grado di trattenere l’acqua e renderla disponibile alle piante gradualmente. In questo modo durante la vostra assenza, le irrigazioni possono essere ridotte e in caso di stress idrico le piante risulteranno più robuste.

 Vacanze brevi

 Se avete intenzione di allontanarvi da casa per un weekend è fondamentale, poco prima di partire, annaffiare abbondantemente le piante. Nel sottovaso potete disporre dell’Argilla espansa Torfy, e impregnarli d’acqua, le sue palline di argilla trattengono una parte di acqua che viene rilasciata lentamente.
Un altro rimedio ingegnoso per rendere l’umidità dell’aria sostenibile per le piante è di mettere una bacinella d’acqua piena vicino ai vasi in modo tale da permettere che l’evaporazione del liquido umidifichi l’aria dando beneficio al fogliame.

Vacanze lunghe

Se le nostre vacanze prevedono una lunga permanenza lontano da casa, una soluzione comoda ed efficace per conservare il terreno sempre leggermente umido è Cifo Aquastick – Riserva d’acqua a lento rilascio: è un gel idratante a base di acqua purissima che viene liberata gradualmente nel terreno, dove rimane disponibile per 30 giorni circa.
Il metodo dei beccucci d’irrigazione, invece, è perfetto per chi deve assentarsi per più settimane. Consiste nel trasferimento dell’acqua da una grande riserva (bacinella o recipiente molto capiente) ad un beccuccio che si può acquistare nei negozi di giardinaggio. Il beccuccio trasferisce l’acqua dalla bacinella al vaso con intensità differente: più il livello dell’acqua è elevato rispetto al piano della superficie del vaso, maggiore sarà la quantità dell’acqua.

Non bisogna però dimenticare che la soluzione più semplice ed efficace per non far soffrire le nostre amate piantine e la più antica del mondo: chiedere l’aiuto di un vicino fidato!


5 piante da balcone o terrazzo resistenti al caldo

Per godere dei colori della natura sul nostro balcone anche in estate bisogna saper scegliere le giuste piante, capaci di resistere al clima torrido. Scegliere piante che non sopportano la luce del sole diretta può portare i nostri splendidi balconi e terrazzi dall’essere verdeggianti e rigogliosi all’essere secchi e desolati. Ma quali sono le piante resistenti al caldo più belle? Ecco le nostre proposte!

Lavanda
La lavanda è una pianta erbacea, perenne, rustica e sempreverde. Se posizionata in balcone al caldo darà il meglio di sé grazie al profumo e al colore dei suoi fiori. La lavanda resiste molto bene alla siccità, infatti ha bisogno di annaffiature non troppo abbondanti e non troppo frequenti e preferisce il terreno asciutto piuttosto che avere un substrato umido.
La lavanda è una pianta che ha bisogno di un’adeguata concimazione, con formulati che favoriscano lo sviluppo, il ricaccio di nuovi germogli e l’incremento del profumo dei fiori. Utilizzando Asso di fiori si possono prevenire le carenze nutritive più comuni come ingiallimenti, scarsa produzione di fiori e sviluppo ritardato. I fiori della lavanda aumenteranno così il loro profumo e potranno essere essiccati e conservati in sacchetti da mettere nell’armadio per profumare i vestiti.
Se volete fare un nuovo impianto di lavanda vi consigliamo il trapianto di piantine a radice scoperta o in zolla in primavera o in autunno. Prima dell’impianto in piena terra o in vaso è preferibile utilizzare un buon terriccio arricchito di sostanza organica, come Terriccio specifico per piante fiorite Torfy che abbia la capacità di favorire la radicazione e lo sviluppo della pianta.

Gaura
Tra le piante resistenti al caldo ecco la Gaura, detta anche Fior di orchidea per via dei suoi bellissimi fiori molto simili a quelli delle orchidee. Questa pianta cespugliosa può raggiungere fino ai 70 cm di altezza, e produce fiori bianchi o rosati che possono durare per ben 5 mesi dalla primavera. Richiede posizioni molto luminose e al riparo dal vento per garantire la sua massima bellezza. Concimare la pianta con il Concime Granulare a lenta cessione per Piante Fiorite, che contiene tutti gli elementi nutritivi indispensabili per il corretto sviluppo delle piante fiorite.

Plumbago
Questa pianta resistente al caldo è anche detta gelsomino azzurro per via dei suoi bellissimi fiori dalle tinte azzurrine. È una pianta rampicante, sempreverde, che cresce molto velocemente ed ha bisogno di nutrienti specifici attraverso la concimazione. Potete concimare il plumbago con il Concime Liquido per Piante Fiorite, che contiene tutti gli elementi nutritivi indispensabili per il corretto sviluppo delle piante. Questa pianta si rinvasa in primavera con un terriccio specifico per piante fiorite associato all’ammendante organico Biotron S che favorirà lo sviluppo di nuove radici.

Cosmos
Il Cosmos è una pianta annuale originaria dall’America Centrale, spesso chiamata con il nome Astro del Messico. Questa pianta è di facile coltivazione, ama posizioni soleggiate, riparate dal vento e non teme il caldo, regalando una fioritura coloratissima dalla primavera fino a estate inoltrata. La maggiore luminosità consente di ottenere un maggior numero di fiori. Per aumentare la resistenza della pianta nei confronti degli stress termici, utilizza Algatron a base di alghe Macrocystis integrifolia.

Bouganvillea
La Buganvillea è un arbusto rampicante e cespuglioso che produce piccoli fiori contornati da grandi brattee colorate di rosa, viola e bianco a seconda delle varietà.
Questa pianta resistente al caldo è spesso utilizzata per colorare terrazzi, giardini e balconi ma per godere di tutto il suo splendore è importante posizionarla al riparo dai venti. Va annaffiata regolarmente nei mesi estivi mentre in inverno le annaffiature vanno ridotte radicalmente ed è anche importante concimarla con un prodotto biostimolante come Bio Oro per ottenere una fioritura abbondante.
Le piante adulte di Bouganville vanno rinvasate ogni anno in vasi leggermente più grandi, impiegando un substrato specifico per piante fiorite come il Terriccio specifico per piante fiorite Torfy a base di torbe pregiate bionde ad elevata porosità e torba nera.


Le raccolte estive dell’orto bio

 

Dedicarsi ad un orto bio è una scelta importante per rispettare la natura, la nostra salute e per godere del sapore ricco delle produzioni a Km 0.
Con l’arrivo della stagione calda i lavori da fare nell’orto bio non mancano: si raccolgono gli ortaggi coltivati nei mesi passati, si seminano gli ortaggi autunnali, si applicano i sostegni e tanto altro.
Vediamo insieme quali sono le raccolte estive e quali sono i lavori più importanti da fare per avere un perfetto orto bio!

Come e cosa raccogliere in estate

L’estate è il periodo in cui possiamo raccogliere fagiolini, cetrioli, pomodori, peperoni, melanzane, zucchine, piselli, zucche estive, fagioli etc. Se in aprile avete seminato le zucchine nel mese di giugno si possono raccogliere i primi frutti e fiori. Vi consigliamo di cogliere i fiori di zucca al mattino, quando il fiore è aperto e si trova al massimo del suo splendore.
Per capire quando è arrivato il momento della raccolta, possiamo innanzitutto tenere in mente i giorni passati dalla semina o dal trapianto: ad esempio i pomodori mediamente sono pronti per la raccolta 100-110 giorni dalla semina e 60-70 giorni dal trapianto.
Nei pomodori, peperoni, insalate e melanzane possiamo osservare le dimensioni e il colore degli ortaggi, palpandoli per assicurarsi che la consistenza non sia troppo dura, indicativo del frutto ancora acerbo, e non troppo molle indicativo che il frutto ha superato il momento ideale per la raccolta e per la frutta come le fragole e i meloni, oltre a queste accortezze, ci possiamo affidare anche all’olfatto: quando il frutto emana un profumo intenso, è pronto, se ormai inizia a odorare di acetone, potrebbe essere troppo tardi!

Ecco alcuni semplici accorgimenti che vi garantiranno un raccolto facile e gustoso:
Le verdure vanno raccolte asciutte (prima di annaffiare e non subito dopo i temporali estivi) così da evitare marciumi.
Gli ortaggi da frutto (zucca, peperone, melanzana, pomodoro) vanno raccolti al mattino presto (prima del caldo torrido), mentre gli ortaggi da foglia (insalate, rucola, prezzemolo) vanno colte al tramonto.
Evitare, in estate, di raccogliere nelle ore in cui il sole è troppo caldo: si eviterà di far appassire velocemente il raccolto sottoponendolo ad uno sbalzo termico.

Lavori da fare nell’orto bio

La rincalzatura degli ortaggi
 Un altro accorgimento importante per il benessere del nostro orto è la rincalzatura. Non tutte le piante hanno bisogno di questa operazione: tra le piante dell’orto estivo che beneficiano della rincalzatura troviamo: pomodori, melanzane, leguminose e patate.
La rincalzatura non va fatta, invece, sulle zucchine e sulle piante striscianti in generale proprio a causa della loro struttura che rende impossibile effettuare questa pratica senza danneggiare la pianta. È molto importante procedere delicatamente usando una zappa e riportando la terra sulla base della pianta in modo tale da proteggerla dagli agenti atmosferici e permettendo di sviluppare sul fusto nuove radici.

Concimazioni
Le concimazioni vanno effettuate sempre su terreno già leggermente umido; potete procedere con Cifo concime granulare per piante da orto e da frutto: biologico, favorisce la produzione di piante e frutti sani, appetitosi, gustosi e con aroma intenso.
Per gli ortaggi particolarmente esigenti, o che mostrano segni di debolezza, viene in aiuto la specialità Cifo Bio Oro, biostimolante universale, che induce nelle piante trattate un rigoglioso sviluppo, da fornire ogni 10-12 giorni.
Per intensificare le difese naturali agli stress atmosferici, dati dal caldo e dalla siccità, c’è la specialità naturale, consentita in agricoltura biologica, Cifo Algatron a base di alghe marine brune: utilizzata in questo periodo fortifica e rinvigorisce le piante consentendo di superare facilmente questi stress.

Terriccio specifico
Un buon terriccio ci permette di ottenere il meglio dalle piante. I risultati saranno garantiti con Cifo Terriccio specifico per ortaggi della linea Torfy: un substrato biologico che contiene una miscela di torba nera, torba bionda baltica e argilla. Per le piante da frutto la migliore soluzione è Cifo Terriccio specifico per piante da frutto oppure Cifo Terriccio specifico per agrumi, formulati in modo mirato per queste coltivazioni.

Sostegni per l’orto bio
Questo tipo di lavori cominciano a maggio e proseguono a giugno con interventi di rafforzamento, utilizzando sostegni naturali e resistenti come le canne di bambù. Chi invece ha dato vita ad un orto bio a giugno deve impostare con molta cura i sostegni da zero.
Gli ortaggi come i peperoni, i pomodori e le melanzane hanno bisogno di sostegni per rafforzare la struttura della pianta e proteggerla dal vento. Altri ortaggi, come i fagiolini, necessitano di reti per crescere sani e rigogliosi e raccoglierli con facilità.

 


Bulbi estivi: quali sono e come prendersene cura

Volete avvicinarvi al giardinaggio senza grosse difficoltà? Potete cominciare dai bulbi!
Questo tipo di piante sono utili anche per chi ha già un balcone o un giardino ricco di verde e vuole donare un tocco di colore agli spazi esterni.
Ma cosa sono i bulbi? È un organo di riserva sotterraneo, di forma più o meno tondeggiante, a stretto contatto con le radici che assorbono i nutrienti dal terreno, mentre dalla parte superiore spuntano gli steli.
Un bulbo è costituito da più strati esterni chiamati “tuniche” essenzialmente, come una cipolla: la parte che mangiamo cresce sotto terra ed è a tutti gli effetti, un bulbo!
Le bulbose più conosciute producono fiori a fine inverno o a inizio primavera e sono utilizzate per decorare giardini e vasi. Le piante da bulbo sono tantissime e molte producono i loro fiori anche in estate.
Alcuni bulbi estivi devono essere posti a dimora durante la primavera e messi al riparo durante l’inverno: hanno bisogno di attenzioni particolari ma ci regalano splendide fioriture. Vediamo insieme quali sono i bulbi estivi più belli e come prendersene cura.

 Agapanthus
L’Agapanthus Africanus, conosciuto anche con il nome di Agapanto, è una pianta originaria dell’Africa Meridionale, ha un fusto eretto e carnoso e produce fiori tubolari azzurri o blu e, in alcune varietà, anche bianchi. Il ruolo decorativo di questi bulbi estivi è quello di esaltare arbusti o erbacee dai fiori più vistosi e dai colori contrastanti come il giallo e l’arancione.
Questa pianta è facilissima da coltivare: ha bisogno di un po’ di sole e di essere concimata con Asso di Fiori concime concentrato in polvere solubile che nutre in modo completo il bulbo, presupposto per una abbondante fioritura anche nell’anno successivo.

Aglio da fiore
L’Allium, conosciuto come aglio da fiore, è imparentato con il comune aglio o la cipolla dell’orto. Come questi ortaggi, anche l’aglio da fiore forma lo stelo a partire da un bulbo. Le specie e varietà con fioritura estiva possono essere piantate in primavera e hanno bisogno di un terriccio molto fertile come il Terriccio per piante fiorite Cifo che assicura una struttura ottimale, ricca di sostanza organica, con buona permeabilità e in grado di creare una giusta idratazione. Questi bulbi estivi non vanno piantati a grande profondità: la regola è che la profondità deve essere due volte la dimensione del bulbo.

 Amaryllis
L’Amaryllis, anche conosciuto come Amaryllis Belladonna o Amarillide d’estate, è uno dei bulbi estivi più belli e si distingue per la delicatezza dei suoi colori e del suo profumo. Questo bulbo estivo è originario dell’Africa del Sud, ama il clima caldo e teme l’umidità. I suoi fiori hanno una struttura ad ombrello e dei colori molto eleganti: rosa, rosa chiaro e bianco. Per aiutare questa pianta resistere al meglio alle temperature calde, usa Algatron: specialità a base di alghe Macrocystis integrifolia che grazie alle sostanze naturali di cui è costituito, intensifica le difese naturali a stress idrici e termici.

Giglio
I Gigli sono fiori estivi per eccellenza. Dall’inizio di giugno fino a settembre risplendono variopinti in giardino. Infatti, le diverse varietà di giglio fioriscono in successione. I bulbi di Giglio si possono piantare anche in vasi e fioriere ma bisogna accertarsi che siano presenti fori sul fondo per consentire la fuoriuscita dell’acqua in eccesso. Se invece vogliamo piantare il giglio in piena terra, nella preparazione del terreno prima dell’impianto dei bulbi arricchire il terreno con un ammendante che fornisca sostanza organica come Biotron S, e mischiare del terriccio fresco al terreno già presente.

Calla
Il nome comune Calla si riferisce alla pianta Zantedeschia, bulbosa dell’Africa del Sud. Si tratta di bulbi estivi di dimensioni medie o grandi, che con il tempo formano grandi cespi di foglie verdi. Prediligono posizioni semi ombreggiate e un terreno ricco, come il Terriccio Universale Cifo. Per favorire una continua fioritura si può concimare durante la fase vegetativa con una frequenza settimanale con il Concime liquido per piante fiorite.
Inoltre, al fine di favorire l’emissione di nuovi fiori,si può utilizzare una specialità biostimolante come Bio Oro che apporta sostanze fondamentali per la crescita delle piante e migliora le funzioni delle piante già dopo un’applicazione.

Canna indica
E’ una pianta di grandi dimensioni, originaria dell’America centrale e meridionale che produce grandi cespi di foglie lanceolate di colore verde scuro o porpora, molto decorative. In estate la Canna indica produce splendidi fiori, grandi e vistosi. Queste piante richiedono posizioni soleggiate, o anche semi ombreggiate, possibilmente non eccessivamente esposte al vento, che potrebbe spezzarne gli steli. Per avere canne sempre in fiore e rigogliose è necessario provvedere, a partire da maggio fino all’autunno, ad annaffiature regolari e a una buona concimazione, preferibilmente utilizzando concimi granulari a lenta cessione come il Concime a lenta cessione per piante fiorite Cifo. Questi bulbi estivi temono il gelo per questo è necessario, in inverno, estrarre i grossi rizomi dal terreno quando i primi freddi causano il disseccamento delle foglie.
Per conservarli si possono asciugare e posizionare in cassette per la conservazione, e per evitare l’insorgenza di malattie fungine e marciumi dei bulbi consigliamo di conservarli in sacchetti di carta, al riparo dalla luce in zone fresche senza umidità.


Piante aromatiche da balcone: quali scegliere e quali combinare in vaso

Le piante aromatiche sono facili da coltivare e sono ricche di proprietà erboristiche che le rendono preziose in cucina. Queste erbe saporite allontanano le zanzare durante l’estate, richiamano le api e fanno esplodere i balconi di verde e profumi.
Vi sveleremo alcune delle piante aromatiche da balcone perfette per essere posizionate in vaso, la soddisfazione di avere un piccolo orto a km zero non ha prezzo!

Basilico
Profumo inconfondibile, re indiscusso di pesti alla genovese e pizze margherita, il basilico è una pianta erbacea annuale, appartenente alla famiglia delle Lamiaceae, diffusa soprattutto nel bacino del Mediterraneo.
Ha bisogno di un luogo molto soleggiato e di annaffiature abbondanti, preferibilmente durante le prime ore del mattino.
Questa pianta aromatica da balcone predilige terreni fertili che potrete ottenere con l’aiuto di un ammendante ricco di Leonardite come Biotron S. Per ottenere, inoltre, un basilico appetitoso e con un aroma intenso sarà utile concimare con il Concime liquido per piante da orto e da frutto che sostiene lo sviluppo dell’apparato radicale, favorendo l’assorbimento degli elementi nutritivi.
In ultimo un piccolo segreto per avere un basilico che produce sempre nuove foglie è la “cimatura”, ovvero l’eliminazione delle punte in fioritura.

Salvia
La Salvia è un arbusto sempreverde della famiglia della Lamiaceae e originario dei paesi mediterranei. Questa pianta aromatica da balcone richiede un terreno leggermente calcareo e sabbioso, ama il calore e l’esposizione solare, mentre non tollera il ristagno e l’umidità; inoltre necessita temperature non inferiori ai 5°C.
In Italia è molto apprezzata per aromatizzare i ravioli con il burro e nella preparazione di formaggi a pasta molle; inoltre le sue foglie possono essere fritte per ottenere un gustoso finger food.
La malattia che colpisce più frequentemente la salvia è l’oidio, conosciuto con il nome comune di mal bianco. Questo fungo si presenta con delle macchie bianche e farinose sulla lamina fogliare. È consigliabile agire preventivamente, usando Zolfo Flow per rinforzare le difese delle piante. Inoltre, lo zolfo contenuto favorisce la formazione degli aromi essenziali.

Rosmarino
Il rosmarino è una pianta arbustiva perenne, originaria dei paesi del bacino del Mediterraneo, dove cresce spontanea sulla costa.
È una pianta aromatica molto resistente dal profumo inebriante e dalla fioritura azzurra capace abbellire lo spazio con le sue sfumature vivaci. Il rosmarino ama il sole, ha bisogno di poca acqua e di essere concimato ogni 15 giorni con il Concime Idrosolubile per Ortaggi contenente gli elementi necessari per la crescita e arricchito di Zolfo per intensificare aromi e profumi.

Prezzemolo
Pianta biennale, coltivata come annuale che produce foglie profumate e commestibili, sorrette da fusti che possono raggiungere anche i 40 cm di altezza.
Predilige terreni fertili, ben drenati e ricchi di sostanza organica, come Torfy Terriccio per Piante Aromatiche. Ama le posizioni soleggiate o a mezz’ombra, e non sopporta le temperature basse.
Particolare attenzione si dovrà avere nelle giornate troppo fredde o troppo calde, aiuta la tua pianta con Algatron, ideale per rinforzare le difese delle piante contro gli sbalzi termici.

Origano
Molto usato nella cucina mediterranea dove compare spesso sulla pizza o sulla caprese, l’origano (della famiglia delle Lamiaceae) è una pianta aromatica perenne dal profumo particolare.
Per acquisire maggior aroma l’origano predilige posizioni soleggiate e un clima caldo ed asciutto. Infatti il sole, il caldo e il vento incidono positivamente sull’aroma della pianta, l’origano più saporito è quello che viene coltivato e raccolto in zone vicine al mare. L’origano predilige terreni fertili: Biotron S è ideale per aumentare la fertilità del terreno, così rendendo più disponibili i nutrienti e aumentando la capacità di assorbimento delle radici. Le annaffiature vanno gestite con cautela soprattutto in inverno quindi si consiglia di irrigare saltuariamente la pianta; mentre d’estate si consiglia di annaffiare l’origano con regolarità, poco e spesso, evitando sempre i ristagni idrici pericolosi per la sua salute.

Menta
Pianta erbacea perenne, preferisce terreni fertili, ricchi di humus, ben drenanti in quanto non sopporta i ristagni idrici. Richiede irrigazioni regolari, con aumento della frequenza in estate. Prima dei caldi estivi è possibile rinforzare la pianta con prodotti dall’azione biostimolante come Algatron, al fine di irrobustirla, permettendo un rapido superamento di condizioni di stress dovuto a caldo o siccità.
Prima dell’impianto della menta in vaso è preferibile utilizzare un buon terriccio arricchito di sostanza organica e che abbia la capacità di favorire la radicazione e superare lo stress da trapianto. Il terriccio che vi consigliamo per la menta è Torfy terriccio per piante aromatiche che grazie alla sua miscela di torba ha una struttura ottimale, con un giusto livello di areazione e umidità ottimo per la semina, il trapianto e la coltivazione delle piante aromatiche.

 

METTERE VICINE LE PIANTE AROMATICHE DA BALCONE
Se per una questione di estetica o semplicemente di disponibilità di vasi, avete voglia di mettere più tipi di erbe aromatiche nello stesso vaso, dovete prestare attenzione a tre caratteristiche:

Il ciclo colturale
Come abbiamo visto le piante aromatiche hanno diversi cicli colturali: alcune, come il basilico vanno seminate ogni anno, altre come la salvia sono perenni.
Quindi vi consigliamo di avere in vaso le vostre piante aromatiche suddivise in perenni e annuali.

Annaffiature
Per scegliere quali piante aromatiche da balcone possano andare bene nello stesso vaso è importante far attenzione alla quantità di acqua di cui hanno bisogno le singole piante. Le esigenze idriche delle erbe aromatiche non sono tutte uguali, per questo vi consigliamo di posizionare nello stesso vaso le piante in base alle innaffiature e al drenaggio del terreno.

Radici invadenti
La menta è una pianta molto invadente che tende ad occupare tutto lo spazio a disposizione, per questo motivo può rischiare di soffocare le radici di altre piante aromatiche da balcone, proprio per questo è meglio piantare la menta in un vaso non condiviso.


Giardino verticale: come crearlo e quali piante scegliere

Amate il verde ma non avete molto spazio? O volete semplicemente arredare in modo green spazi esterni ed interni senza rinunciare a soluzioni originali ed eleganti? Il giardino verticale fa al caso vostro!
I giardini verticali nascono dall’idea di un botanico parigino, Patrick Blanc, che inventò un sistema per donare alle città distese di verde anche in mancanza di spazio.
Il suo primo giardino verticale risale al 1994, quando presentò per la prima volta una sua creazione al Festival International des jardins ed ebbe uno strepitoso successo.
Le idee per realizzare un giardino verticale sono tantissime: dai vasi colorati appesi a pallet di legno alle tasche porta-piante realizzate in materiali idrorepellenti che possono essere appese e occupare anche un’intera parete. Oppure si possono acquistare delle vere e proprie pareti in feltro da fissare al muro, queste pareti sono strutturate a fasce e sono in grado di ospitare diverse piante rampicanti.
I giardini verticali sono perfetti per purificare gli ambienti interni: donano benessere e soprattutto umidificano l’aria.
Queste pareti rigogliose sono ormai diventate una vera e propria forma d’arte, vediamo adesso nel dettaglio quali piante sono preferibili per dar vita ad un giardino verticale!

 

GIARDINO VERTICALE INDOOR

Se avete deciso di realizzare un giardino verticale in casa è molto importante scegliere le piante giuste per far sì che sia sempre verde e rigoglioso.
Sicuramente le piante grasse sono quelle che hanno bisogno di meno acqua, ma necessitano di molta più luce.
Se la vostra scelta non ricade sulle piante grasse vi consigliamo allora delle piante molto resistenti, quindi molto indicate per la realizzazione di pareti vegetali.

Felce
La felce è una pianta sempreverde di colore verde chiaro e adatta alla coltivazione in appartamento, a patto che riusciamo a fornirle l’umidità elevata richiesta, che spesso manca in casa a causa del riscaldamento. Meglio tenere la pianta lontano dai termosifoni in quanto non sopporta le temperature superiori ai 18°C. La felce purifica l’aria assorbendo la formaldeide prodotta dal fumo di sigaretta, dal gas dei fornelli, dai sacchetti di plastica, dagli abiti di tintoria, da smalti, vernici, stoffe, tendaggi, ecc. Inoltre, il suo elevato ritmo di traspirazione incrementa l’umidità di case ed uffici dove l’aria è molto secca. Vi consigliamo di annaffiare la felce utilizzando AQUASTICK, un gel idratante a base di acqua purissima a lento rilascio che viene liberato gradualmente nel terreno, dove rimane disponibile per 30 giorni circa. Per uno sviluppo rigoglioso consigliamo il Concime Liquido Per Piante Verdi, che grazie ai microelementi contenuti aiuta a prevenire gli ingiallimenti fogliari antiestetici. Per assicurarvi una resa estetica ottimale potete pulire le foglie con il lucidante fogliare senza gas ECOMIRAX che dona alle foglie lucentezza e vigoria.

Filodendro
Il filodendro è una pianta rampicante dal colore verde brillante, è una sempreverde molto resistente e per tutti questi motivi è perfetta per diventare parte di un giardino verticale.
Questa pianta sopporta bene l’aria viziata, i fumi, i gas e le condizioni ambientali difficili.
Per migliorare la resa estetica del filodendro e aiutarlo a svilupparsi al meglio possiamo utilizzare il Concime Liquido per Piante Verdi che contiene microelementi essenziali in forma chelata che ne migliorano l’azione nutritiva ed evitano la comparsa di ingiallimenti fogliari. L’alto titolo in Azoto favorisce uno sviluppo rigoglioso, la formazione di germogli, radici e foglie e ne intensifica la colorazione verde.
Per la manutenzione estetica delle foglie del filodendro vi consigliamo di utilizzare MIRAX, adatto alle piante con foglia glabra: consente la regolare respirazione e traspirazione della superficie fogliare favorendo l’attività fotosintetica della pianta.

Ficus
Un’altra pianta sempreverde capace di assorbire la formaldeide e umidificare l’aria è il ficus. Questa pianta predilige ambienti molto luminosi ma non l’esposizione diretta ai raggi del sole. Il ficus è molto soggetto ad attacchi di piccoli insetti chiamati cocciniglie – previeni l’attacco con Olio di Lino, preparato consentito in agricoltura biologica in grado di aumentare le difese naturali delle piante.
In situazioni di stress, come ad esempio gli sbalzi termici, con conseguente caduta delle foglie, è bene utilizzare un concime con aminoacidi e microelementi come SINERGON PLUS che grazie alla sua formula, 100% naturale, è indicata per favorire la crescita di piante stentate e migliorare l’assorbimento degli elementi nutritivi, e consente di superare agevolmente i momenti di stress, riattivando le funzionalità delle piante.

 

 GIARDINO VERTICALE IN CUCINA

Per dar vita ad un giardino verticale in cucina la soluzione più utile ed originale è senza dubbio quella di utilizzare le piante aromatiche.
Un giardino verticale formato da prezzemolo, rosmarino, timo, basilico o salvia ad esempio, oltre a profumare l’ambiente durante pranzi e cene, sarà un comodissimo spazio da cui attingere per arricchire ricette deliziose! Per le aromatiche e le piante officinali, la soluzione consentita in agricoltura biologica ideale è il Cifo terriccio per piante aromatiche della Linea Torfy: la miscela di torba nera, torba bionda e argilla conferisce a questo terriccio una struttura ottimale, con un giusto livello di areazione e umidità, per la semina, il trapianto e la coltivazione delle piante aromatiche. Per una nutrizione completa utilizza il concime per piante da orto e da frutto, ideale anche per le aromatiche per la formazione di un aroma intenso e profumi tipici.


6 fiori da balcone all’ombra e al sole

Balconi e terrazzi durante l’estate diventano i protagonisti del nostro tempo libero: cene a lume di candela, letture rilassanti e pause per abbronzarsi un po’.
Proprio per questo i fiori da balcone sono un must have per rendere questi spazi allegri e colorati!
Per riempire gli spazi esterni di variopinte cascate di fiori da balcone bisogna prendere in considerazione alcuni importanti aspetti: l’esposizione, la cura, la concimazione e senza dubbio delle regole estetiche. Ecco le piante che vogliamo consigliarvi per un balcone fiorito perfetto per l’estate!

 

FIORI DA BALCONE OMBREGGIATO

BEGONIA
La begonia è perfetta per balconi e terrazzi semi-ombreggiati.
Fiorisce da giugno a ottobre, ed è una pianta ideale per chi non ha abbastanza tempo da dedicare al verde ma desidera uno spazio esterno coloratissimo. Il rinvaso della begonia va fatto da marzo a luglio utilizzando un Terriccio specifico per piante fiorite e ha bisogno anche di un buon drenaggio che si può ottenere posizionando sul fondo del vaso dellArgilla espansa Cifo evitando così i ristagni idrici. Le annaffiature dovranno essere abbondanti in primavera-estate ma andranno sospese in inverno. Molto importante, per questo tipo di fiori da balcone è fornire il concime necessario, come il Concime liquido per piante fiorite, indicato per nutrire in modo completo tutte le piante da fiore, coltivate in casa, terrazzo e balcone.

ORTENSIA
Le ortensie crescono bene in posizioni riparate, vicino ad un muro e preferibilmente all’ombra parziale. Per ottenere una crescita rigogliosa di questa pianta, coltivabile anche in vaso su balcone, con i fiori globosi molto decorativi e dai colori accesi, vi consigliamo il concime specifico Concime Granulare per Ortensie  ideale per soddisfare le esigenze nutritive di queste piante scenografiche. La caratteristica di queste piante è che la colorazione dei fiori dipende dal pH del terreno: più è acido, più i fiori tendono all’azzurro, più è alcalino, più i fiori tendono al rosa. Per intensificare la colorazione delle ortensie, consigliamo di utilizzare Allkrom. Ricordiamo che queste piante hanno bisogno di essere annaffiate regolarmente cercando di tenere il terreno sempre umido, ma facciamo attenzione all’acqua che utilizziamo, conviene non annaffiare con l’acqua del rubinetto, in quanto il calcare contenuto può alzare il pH del terreno e queste piante sono delle acidofile. Per avere piante con foglie di un colore verde brillante utilizzare S5 Radicale. Un altro segreto per avere ortensie sempre fiorite è importante tagliare i fiori appassiti ed effettuare la potatura ogni anno.

FUCSIA
La fucsia è una pianta dai fiori pendenti e dai colori vivaci e caratterizzati dalla tipica forma pendula con colori che vanno dal rosa pallido, al rosso scuro e al porpora. E’ una pianta che non sopporta il pieno sole, la coltivazione ideale è in mezz’ombra o anche ombra, ma dove c’è comunque molta luce.
Questa pianta è di facile coltivazione, fiorisce in estate e con le giuste attenzioni le fioriture possono durare fino all’autunno. Va rinvasata ogni anno durante il mese di marzo o aprile utilizzando un terriccio leggero e drenante come il Torfy Terriccio Specifico per Piante Acidofile e concimata con il Concime liquido piante acidofile che favorisce i principali processi biologici, intensifica la fioritura allungandone la durata e regala ai fiori colori vivi e brillanti.
La fucsia spesso è attaccata dagli afidi e per questo motivo vi consigliamo di agire preventivamente utilizzando Sapone Molle, corroborante di origine 100% naturale e consentito in agricoltura biologica, in grado di aumentare le difese naturali della pianta nei confronti degli insetti. Per permettere alla pianta debilitata di riprendersi dopo l’eventuale attacco dei patogeni si può utilizzare Sinergon Plus, specialità rigenerante capace di riattivare le funzionalità delle piante stentate.

 

FIORI DA BALCONE SOLEGGIATO

 CLEMATIDE
La clematide è una pianta caratterizzata da fiori molto vistosi e colorati, a forma di coppa o a campana, di colori che variano dal viola, all’azzurro al rosa con a volte variegature bianche e fioriscono da marzo ad ottobre. Si tratta di una pianta rampicante, coltivabile anche in vaso su balcone, ideale per coprire muri e pergolati o formare una barriera con il balcone del vicino. Predilige una posizione in pieno sole, proteggendo la base del fusto dai raggi diretti. Concimare ogni 15 giorni in primavera-estate, ogni settimana dall’emissione dei primi boccioli con il concime specifico Concime liquido per piante fiorite. Per permettere alla pianta a resistere agli sbalzi di temperatura e a periodi prolungati di siccità consigliamo di utilizzare Algatron, specialità a base di alghe marine. Il sole è la linfa vitale di questi fiori da balcone, per questo motivo la clematide è una pianta perfetta per tutti i balconi soleggiati.

 GAZANIA
La gazania è una pianta con fiori, simili alle margherite, molto colorati e vistosi, dal bianco al rosso, dal giallo-arancio al rosa con striature nere. In primavera-estate richiede irrigazioni regolari, vi consigliamo di annaffiare ogni volta che il terreno si asciuga!
Questa pianta richiede un’esposizione in pieno sole, ed è in grado di sopportare anche il sole diretto. La particolarità di questa pianta risiede proprio nelle caratteristiche dei suoi fiori: questi si aprono la mattina con la luce del sole, per poi richiudersi all’imbrunire o nel caso di giornate molto nuvolose. Per garantire a questa pianta tutte le energie, consigliamo di usare Bio Oro, il biostimolante per eccellenza in grado di scatenare una lunga e rigogliosa la fioritura.

PETUNIA
La petunia è la pianta è perfetta per chi vuole dare un tocco di colore al proprio balcone esposto in pieno sole in quanto regala fioriture abbondanti dalla primavera fino in autunno! Esistono tantissime varietà e cultivar in commercio, in grado di soddisfare ogni “palato”. Per il trapianto delle piante vi consigliamo di utilizzare un terriccio specifico come Torfy terriccio per piante fiorite miscelato ad un ammendante organico.
Per nutrire in modo completo queste piante usare il Concime Liquido per Petunie e Surfinie, ideale per ottenere una rigogliosa fioritura e rendere le piante equilibrate, più resistenti agli stress ambientali, con foglie e fiori dai colori più intensi e brillanti. La petunia è molto soggetta all’attacco dell’oidio, una malattia funginea che si presenta sulle foglie come una muffa biancastra polverulenta. È necessario agire preventivamente usando CifoBlok, formulazione di origine 100% naturale in grado di aumentare le difese naturali delle piante.


5 piante antizanzare da balcone e giardino

Con l’arrivo dell’estate i balconi e i giardini diventano luoghi per rilassarsi e godere della fresca brezza serale. Spesso, però, le zanzare diventano un grande fastidio e ci impediscono di passare con serenità le nostre serate all’aria aperta. Vogliamo suggerirvi 5 piante antizanzare da balcone e giardino che possono contribuire ad allontanare questi fastidiosi insetti!

Lavanda

La lavanda, è molto conosciuta per il suo profumo gradevole e per i suoi fiori tipici raggruppati in spighe di colori che variano dal viola al blu, a volte anche rosa.

Con il suo aroma caratteristico e differente, a secondo della specie, viene principalmente utilizzato per produrre profumi, ma pochi sanno che, dato che la lavanda fiorisce proprio in estate da giugno a settembre, possiamo impiegarla anche per la sua capacità di allontanare le zanzare.

La lavanda predilige terreni ben drenati e un’esposizione soleggiata e ben ventilata, viene spesso utilizzata come siepe proprio per la facile coltivazione, la rapida crescita e la resistenza al freddo e al caldo. Ricordiamoci di potarla ogni anno dopo la fioritura e per farla risplendere al massimo delle sue possibilità concimiamola con Asso di fiori che favorisce lo sviluppo di nuovi germogli e incrementa il profumo dei fiori.

Citronella

La citronella è una pianta di un colore verde intenso che diffonde nei nostri giardini un piacevolissimo profumo agrumato ed è proprio questo aroma ad essere così odiato dalle zanzare e a renderla una delle più famose piante antizanzare in circolazione. Dalle varietà Cymbopogon Nardus e Cymbopogon Winterianus si ricavano spray, stick e candele profumatissime.
Per prenderci cura di questa pianta posizioniamola in un punto soleggiato ma al riparo dal vento. La citronella ama i terreni umidi e va regolarmente irrigata da marzo a ottobre, evitando come sempre i ristagni idrici. Utilizzate il terriccio Torfy Universale, a base di un mix di torba nera e torba bruna che garantisce una corretta idratazione e un ottimale drenaggio e areazione. Per concimare una pianta come la Citronella è opportuno utilizzare un concime granulare a lenta cessione come Cifo concime granulare a lenta cessione per piante verdi, ricco di Azoto che nutre le piante in maniera costante e graduale per 4 mesi.

Erba gatta

L’erba gatta, dal nome scientifico Nepeta cataria, è una pianta che si presenta come dei piccoli cespugli composti da tanti germogli con foglioline a strisce verdi. È soprattutto conosciuto perché i nostri amici gatti ne vanno ghiotti, ma questa pianta è anche un potente repellente antizanzare grazie all’olio essenziale che contiene. L’erba gatta ama i luoghi luminosi o la mezz’ombra e predilige i terreni soffici e umidi. Utilizza un concime consentito in agricoltura biologica come il Concime Liquido per Piante da Orto e da Frutto per nutrire la tua piantea.

Lantana

La Lantana è una pianta resistente e vigorosa molto apprezzata le sue colorate e variopinte fioriture estive. I fiori molto decorativi sono caratterizzati da colori che prendono tutte le sfumature dal giallo all’arancio, con varietà anche di colore rosa, lilla o bianco e con fiorellini che possono avere colori sfumati, cangianti nel corso dei giorni. Il fogliame è verde brillante, molto decorativo ma pochi sono a conoscenza che, questa pianta è utile per tenere lontano le zanzare: infatti le foglie e altre parti verdi della pianta, contengono sostanze sgradevoli a questi fastidiosi insetti.
La lantana predilige posizioni soleggiate e terreni ben drenati, ideale per essere coltivata in vaso su balconi e terrazzi o in giardino per formare aiuole o bordure fiorite. Per ottenere una fioritura abbondante e prolungata nel tempo, utilizza il Concime Liquido per Piante Fiorite.

Calendula

La Calendula è notoriamente conosciuta per le sue molteplici proprietà terapeutiche, ma non tutti sanno che il suo potere di repellente naturale contro le zanzare. I suoi fiori tondeggianti e colorati di un arancione/giallo intenso donano un tocco di colore a qualsiasi balcone ed emanano un odore intenso, particolarmente sgradito dalle zanzare. I suoi fiori hanno la caratteristica di aprirsi quando il sole è alto e di chiudersi al suo tramonto.
La Calendula è una pianta davvero molto semplice da coltivare, ama un’esposizione soleggiata e richiede un terreno fertile e ben drenato. Utilizza Biotron S per aumentare la fertilità del terreno e vedrai che le tue calendule cresceranno rigogliose.

Piccolo consiglio: posiziona la calendula vicino ai tuoi pomodori, può aiutare a tenere lontani i parassiti ghiotti dei vostri ortaggi!


Come coltivare il finger lime

Il finger lime, conosciuto anche come limone caviale, è un particolare agrume originario dell’Australia noto fin dai tempi degli aborigeni. È un arbusto sempreverde, che nel suo habitat naturale raggiunge fino ai 6 metri di altezza.
Il nome finger lime è dovuto alla forma dei frutti di questa pianta: sono affusolati e si sviluppano fino ai 7 centimetri di lunghezza e a 2,5 cm di diametro, ricordando vagamente la forma delle dita!
In Italia il frutto viene chiamato anche limone caviale proprio perché questo particolare agrume non si spreme ma il suo interno è formato da piccole palline ricche di succo, simili alle uova di storione.
Il sapore del finger lime è sempre più apprezzato in cucina, grazie alle sue sfere che esplodono in bocca regalando un gusto leggermente acidulo e un po’ speziato.
Ma come coltivare il finger lime? È un’impresa impossibile? Assolutamente no e ora vi spiegheremo come riuscirci!

COME COLTIVARE IL FINGER LIME

Coltivare questo frutto australiano, è possibile anche in Italia: ha bisogno di un clima caldo e mite tutto l’anno, irrigazioni costanti e molto sole. Questa pianta fa fatica a resistere alle gelate, per questo motivo, chi abita al Centro-Nord o al Nord deve necessariamente coltivarla in vaso e nei mesi freddi spostarla al riparo.
Per chi vive nelle regioni del Sud con il clima mediterraneo e vuole coltivare il finger lime può tranquillamente scegliere di farlo disponendolo direttamente in un terreno ben drenato e concimato.
Questa pianta oltre ad essere preziosa per i suoi frutti regala anche dei meravigliosi fiori. La fioritura avviene a giugno e può durare fino ad ottobre, nelle zone mediterranee più calde può ripresentarsi sporadicamente in tutti i mesi dell’anno.
I frutti, invece, cominciano a maturare a dicembre fino a raggiungere il picco a maggio: è meglio raccogliere i frutti maturi così da poterli conservare per quasi 4-5 settimane a 4-8°C.

Gli alberelli di finger lime, piantati in primavera necessitano di molte attenzioni durante il loro primo anno. E’ importante dare annaffiature abbondanti se il clima è molto caldo e praticare la pacciamatura con Torfy Corteccia di Pino Marittimo che trattiene l’umidità del terreno, svolge un’azione termo-isolante e ostacola la crescita di erbe infestanti.
C’è anche un altro aspetto a cui prestare particolare attenzione! Gli agrumi sono spesso soggetti a carenze di ferro che causano l’ingiallimento fogliare (clorosi ferrica), per questo motivo vi consigliamo di utilizzare S 5 RADICALE che costituisce il mezzo più efficace per prevenire questo tipo di problemi. Caratterizzato da una spiccata rapidità d’azione, grazie alla presenza di Ferro in forma chelata, assicura un immediato e duraturo effetto rinverdente, conferendo alle foglie la naturale colorazione e brillantezza.

CURA E CONCIMAZIONE

Come per altri agrumi anche coltivare il finger lime presuppone un terreno drenato e contenitori profondi e grandi se coltivato in vaso.
Per prevenire il ristagno idrico e malattie fungine alle radici è bene mettere sul fondo del vaso uno strato di 3-5 cm di Cifo Argilla espansa Linea Torfy . Utilizzare un terriccio a base di torbe come Cifo Terriccio specifico per Agrumi, arricchito con argilla per garantire il giusto livello di umidità e areazione e prevenire il ristagno idrico.
Per dare un corretto supporto alla produzione dei frutti vi consigliamo di concimare con Cifo Liquido per Agrumi da Frutto e Ornamentali, arricchito con microelementi che riducono i rischi di carenze nutritive.
In vasi grandi e in piena terra è preferibile usare Cifo Concime Idrosolubile per Agrumi da Frutto e Ornamentali; il formulato consente tre modalità di impiego: spargimento della polvere solubile sul terriccio (da interrare leggermente, facendo seguire una generosa irrigazione); scioglimento in acqua per innaffiatura, oppure per nebulizzazione sulle foglie.
Il concime va applicato ogni 10-15 giorni in primavera ed estate e più di rado il resto dell’anno.
Infine, per aumentare le difese naturali di questa pianta nei confronti degli insetti, soprattutto le cocciniglie tipiche degli agrumi, consigliamo l’utilizzo di prodotti come Cifo Olio di Lino, formulato consentito in agricoltura biologica, che non lascia residui sui frutti destinati al consumo.

 

 


Come prendersi cura di un kokedama

Il termine kokedama significa perla di muschio ed è un’antica tecnica giapponese per coltivare le piante in sfere di terra e muschio.
Questa particolare tecnica si è diffusa in Giappone fin dal lontano 1600 ed è perfetta per chi ha poco spazio per le piante in casa o per chi vuole arricchire il proprio giardino con elementi d’arredo particolarissimi.

Ma che cos’è e come prendersi cura di un kokedama?
Ve lo spieghiamo subito!
I kokedama sono piante senza vaso che spuntano da una sfera di muschio. Queste sfere sono ottenute mescolando con acqua, del terriccio universale ricco di torbe di alta qualità, come il Torfy terriccio Universale, e del terriccio argilloso. Una volta ottenuta una palla, si fora e si inseriscono le radici della pianta con delicatezza al suo interno. Per finire, si ricopre la sfera con il muschio, compattando il tutto con lo spago o del filo di nylon. Di solito, per i primi tentativi è preferibile utilizzare piante che non crescano troppo e soprattutto che siano adatte all’ambiente domestico, dove la luce è scarsa. La monstera, la dracaena, la calathea, la peperomia, il ficus, la dieffenbachia o la felce sono alcune tra le piante d’appartamento che possono diventare degli splendidi kokedama. Queste piante sono tra le tendenze d’arredo green: sono utilizzati per arredare con gusto e arte gli interni e gli esterni delle abitazioni. In particolare, sono usate per impreziosire ciotole di design o vassoi ma soprattutto per dar vita a giardini verticali dove i kokedama sono sospesi a mezz’aria. Questi giardini pendenti danno vita ad atmosfere magiche e surreali negli angoli di casa, arredando con originalità.

Come annaffiare un kokedama
Annaffiare queste sfere di muschio può sembrare impossibile ma in realtà è semplicissimo! Procedete in questo modo: prendete una bacinella con acqua a temperatura ambiente, immergete il kokedama nell’acqua, prestando attenzione al muschio che lo riveste: deve essere completamente ricoperto d’acqua. Lasciate a bagno per 5 – 10 minuti e strizzate la base per togliere l’acqua in eccesso. Per finire, fate asciugare un po’ il kokedama e una volta fatto rimettetelo al suo posto. Potete anche annaffiare i kokedama avvolgendoli in una rete prima di immergerli nell’acqua. La rete è utile per compattare il muschio intorno al terriccio: basta rimuoverla dopo 1-2 ore.

Come concimare un kokedama

Per prendersi cura di un kokedama nel migliore dei modi, la concimazione ha un ruolo fondamentale! Le tempistiche sono molto semplici: bisogna concimare ogni quindici giorni in primavera e in estate e una volta al mese in inverno. Come concimare un kokedama, vi starete chiedendo? Procedete così: al momento dell’innaffiatura aggiungete nella bacinella il Concime liquido Piante Verdi avendo cura di diluirlo bene nell’acqua.

Prendersi cura dei kokedama: bellezza

Per far sì che queste meravigliose installazioni sospese conservino tutta la loro bellezza, non bisogna trascurare nessun aspetto. Per conservare la naturale lucentezza e vigoria delle foglie, utilizzare Ecomirax, lucidante fogliare senza gas. È ecologico e composto da materie prime di alta qualità, per consentire la regolare respirazione e traspirazione fogliare, senza lasciare alcun velo untuoso o impermeabile all’aria.


Come far rifiorire le rose

Le rose sono fiori amatissimi: il loro profumo e i loro colori rendono incantevoli balconi e giardini. Per secoli le rose hanno dominato i giardini delle famiglie reali, e ne esistono varietà infinite tra colori, forme e grandezze diverse, così in grado di accontentare ogni “palato”.
Far crescere delle rose rigogliose, non è così difficile come uno potrebbe pensare, e coltivare un rosaio sano e rigoglioso porta tantissime soddisfazioni. Abbiamo pensato di raggruppare per voi alcuni consigli grazie ai quali le vostre rose cresceranno sane e rigogliose.

RIMUOVERE I FIORI APPASSITI
Tagliare le parti sfiorite è di aiuto per favorire la formazione di nuovi germogli con boccioli, evitando la formazione delle bacche.

COME IRRIGARE E CONCIMARE PER FAR RIFIORIRE LE ROSE
Il terreno, deve asciugarsi bene tra un’innaffiatura e l’altra, e bisogna prestare attenzione a non inumidire le foglie.
La concimazione, con Cifo Concime granulare per rose, è indispensabile per far rifiorire le rose; i granuli vanno sparsi su terreno già umido, ricoprendoli con un sottile strato di terra e irrigando generosamente, ogni 15-20 giorni. Senza concime le rose rallentano lo sviluppo e producono pochi boccioli di piccola dimensione.

RINFORZARE LE DIFESE DELLA PIANTA
Le infestanti vanno estirpate e i rami di rosa che nascono sotto il punto di innesto vanno recisi alla base: questa pratica dona maggiore forza alle rose. Per ostacolare la proliferazione delle infestanti si può ricorrere anche alla pacciamatura di corteccia intorno al fusto dei rosai, adoperando Cifo Corteccia di pino marittimo – Linea Torfy. Questo prezioso materiale naturale aiuta, inoltre, a limitare l’evaporazione e svolge un’azione termo-isolante.
Se le piante mostrano segni di debolezza, Cifo Algatron può essere d’aiuto. Algatron è una specialità naturale ottenuta da alghe Macrocystis integrifolia, che aiutano a rinforzare le difese naturali della pianta permettendole di resistere agli stress di natura termica (siccità, escursioni termiche, ecc.) e idrica (carenza di acqua nel substrato).

PREVENIRE LE MALATTIE
In presenza di ambiente umido e caldo, con scarsa circolazione d’aria, le rose rischiano di essere soggette a infestazioni fungine. La prevenzione con trattamenti di Cifo Zolfo Flow è per questo fondamentale. Questo preparato, consentito in agricoltura biologica, rinforza le piante rendendole meno sensibili alle malattie più comuni, come l’oidio (mal bianco) e la ticchiolatura (macchie nere).

 


È ora di preparare il nuovo bio-orto

Come ridurre al minimo la fatica e l’impegno per la cura degli ortaggi

Lavorare l’orto può sembrare troppo impegnativo, troppo faticoso. In realtà, un orto biologico ben organizzato non richiede molto impegno e, per contro, offre grandi soddisfazioni da portare in tavola, ma anche sul piano estetico e come terapia rilassante, socializzante e anti-stress. Per ridurre al minimo l’impegno, ecco alcuni consigli utili (applicabili sia all’orto classico che in vaso).

La buona resa degli ortaggi scelti parte dalla qualità del terreno. Se la terra è molto indurita, con zolle grossolane, lavoratela superficialmente con la zappa oppure, meglio, con una motozappa. Arricchite lo strato superficiale con la specialità biologica Cifo Biotron S, la soluzione ottimale per aumentare la fertilità del terreno.

Realizzate un sistema di irrigazione con erogatori a goccia o tubi porosi: collegato a una centralina, meglio se a più vie, consentirà di fornire acqua alle diverse parcelle dell’orto senza sprechi e con la necessaria frequenza, per conservare il substrato sempre leggermente umido.

Proteggete le nuove piantumazioni con teli di non-tessuto per riparare dal freddo notturno e con reti ombreggianti per il sole forte: ridurrete la perdita di piantine e la conseguente fatica di sostituirle.

Concimate sempre su terreno già leggermente umido; Cifo concime granulare per piante da orto e da frutto, biologico, favorisce la produzione di piante e frutti sani, appetitosi, gustosi e con aroma intenso; si somministra ogni 3 settimane circa.

Per gli ortaggi particolarmente esigenti, o che mostrano segni di debolezza, viene in aiuto la specialità Cifo Bio Oro, biostimolante universale, che induce nelle piante trattate un rigoglioso sviluppo, da fornire ogni 10-12 giorni.

Per proteggere le piante dall’attacco di parassiti senza utilizzare formulazioni di origine chimica, la scelta consigliata è la prevenzione: Cifo Sapone Molle e gli altri prodotti Cifo della linea Barriera naturale utilizzano componenti estratti da vegetali o ricavati da minerali per irrobustire e favorire la crescita delle piante stimolandone il sistema immunitario. Grazie a questa azione le piante trattate sono in grado di reagire con maggiore efficacia e velocità agli attacchi dei patogeni e degli organismi nocivi più comuni.

Per ridurre i tempi di manutenzione, invece di partire dai semi utilizzate le piantine; quelle innestate (sono reperibili varietà di pomodoro, peperone, melanzana, cetriolo, melone, anguria) sono molto resistenti e più veloci nello sviluppo, hanno davvero “una marcia in più”.


Annaffiare senza sprecare

L’acqua è una risorsa importantissima: ridurre al minimo i consumi è un gesto fondamentale per prenderci cura del nostro pianeta e per fare la differenza giorno dopo giorno.
Le piante in giardino, l’orto o le piante in balcone richiedono grandi quantità di acqua, vogliamo darvi qualche consiglio su come sprecare meno acqua possibile nel rispetto dell’ambiente e perchè no, del nostro portafoglio!

Riutilizzare l’acqua
Cercate di riutilizzare tutta l’acqua che usate in casa. Per esempio potete annaffiare con l’acqua per lavare frutta e verdura e, se mangiate senza sale, con quella per bollire la pasta.
Un’altra idea perfetta per risparmiare acqua è raccogliere in bacinelle e contenitori l’acqua piovana e riutilizzarla.

Annaffiare al mattino
Durante la primavera e l’estate il momento migliore per annaffiare è il mattino presto, o la sera dopo il tramonto, perché se la terra è ancora calda, l’acqua evapora più facilmente.

Mantenere un ambiente umido
Per le piante in casa e in ufficio è importante conservare un ambiente umido: i vasi vanno posati in larghi sottovasi con uno strato di Cifo Argilla espansa immersa in un velo d’acqua. Per mantenere il substrato sempre correttamente umido con minimo dispendio di acqua viene in aiuto Cifo Aquastick, gel idratante a base di acqua purissima a lento rilascio che viene liberata gradualmente nel terreno, dove rimane disponibile per 30 giorni circa.

Pacciamatura e umidità
Proteggete le piante con la pacciamatura: potrete così rallentare l’evaporazione dell’acqua mantenendo umido il terreno e favorendo il benessere delle piante. Vi basterà ricoprire il terreno con erba, foglie, paglia o ghiaia. Per avere un risultato migliore ponete uno strato di Cifo Corteccia di Pino Marittimo della linea Torfy: trattiene l’umidità a lungo, ha un’azione termoisolante contro il caldo e ostacola la crescita delle infestanti.

Scegliere le piante giuste
Al momento della semina, scegliete sempre piante e ortaggi adatti alle condizioni climatiche della zona in cui vivete e alle cure che riuscirete a dedicargli.
Scegliete piante che richiedono un consumo d’acqua moderato: oleandro, plumbago, lantana, hemerocallis, lavanda e santolina sono solo alcune fra le tante piante fiorite fino all’autunno che non richiedono un grande dispendio d’acqua. Usando un terriccio come Cifo Terriccio Universale Riserva d’Acqua – Premivit, caratterizzato dalla presenza di Water Reserve il ritentore idrico di origine completamente naturale, in grado di trattenere l’acqua e renderla disponibile alle piante gradualmente. Le irrigazioni possono essere ridotte e in caso di stress idrico le piante risulteranno più robuste.


Le piante che purificano l’aria

Le piante arredano le nostre case e animano di colori i nostri balconi ma sono anche in grado di migliorare la qualità dell’aria che respiriamo e limitare l’inquinamento. Come avviene questo piccolo miracolo verde? Le piante durante la fotosintesi clorofilliana sono in grado di catturare gli agenti inquinanti presenti sotto forma di gas nell’aria che ogni giorno respiriamo. Il metabolismo della pianta rende questi agenti inattivi, ma è solo quando arrivano alle radici che avviene la neutralizzazione. Tutte le piante portano avanti questo processo, ma alcune arrivano a neutralizzare fino all’80% degli agenti inquinanti presenti. Sono delle vere e proprie piante antismog! Ma vediamo nel dettaglio le piante maggiormente indicate per purificare balconi e ambienti indoor.

PURIFICARE L’ARIA IN APPARTAMENTO
Nelle abitazioni possono essere presenti molti composti organici volatili (detti Vocs, Volatile Organic Compounds), possono provenire dai solventi delle vernici con cui verniciamo le pareti, da alcune sostanze adesive con cui sono incollati i mobili, dalla formaldeide presente nei detergenti o dal fumo di sigaretta. Ecco quali piante sono indicate per contrastare gli effetti negativi di queste sostanze:

Sansevieria
Di colore verde scuro con venature argento e verde chiaro, è molto resistente e per questo motivo apprezzata anche da chi non ha il pollice verde. Per far sì che questa pianta sia sempre in salute è importante concimare con il Concime Liquido per Piante Verdi settimanalmente dalla primavera all’autunno e 2 volte a settimana in inverno.
UTILE CONTRO: l’effetto delle radiazioni elettromagnetiche.

Dracena
Anche detta tronchetto della felicità, è una pianta sempreverde che sopporta bene il calore.
UTILE CONTRO: benzene, tricloroetilene e il toluene.

Potos
Pianta sempreverde e rampicante che può essere coltivata in terra o in idroponica (coltivazione in acqua). Cresce molto velocemente e resta in vita facilmente!
UTILE CONTRO: la formaldeide e il fumo di sigaretta

PIANTE ANTISMOG DA ESTERNO
Per chi abita in città dal traffico intenso, il balcone non è proprio il luogo ideale per prendere una boccata d’aria. Queste piante antismog ci aiutano a rendere il balcone una piccola oasi di verde.

Oleandro
Pianta arbustiva sempreverde originaria del mediterraneo. Si presta a molti ruoli: da pianta singola, che può avere forma di grosso cespuglio o anche alberello, a siepe.
UTILE CONTRO: benzene e smog delle auto.

Azalea
Questa pianta dai fiori bellissimi è abbastanza facile da coltivare e curare. Dona un tocco di colore al balcone o al giardino.
UTILE CONTRO: formaldeide e gas chimici

 


Profumo e sapore: tre aromatiche insolite, utili e gustose

Fragranza e sapore sono i doni delle aromatiche, che hanno anche numerose virtù terapeutiche. Chi ama le curiosità potrà sperimentare il basilico violetto, con foglie color porpora dal vivido profumo, particolarmente adatto per accompagnare piatti di pesce, pasta e insalate; ha virtù digestive e depurative.

Strano e insolito l’aroma del coriandolo, pianta molto facile le cui foglie si utilizzano per insaporire carni e pesci, liquori e biscotti. E per la frittata non può mancare l’erba di San Pietro, pianta asiatica che aiuta anche a prevenire e curare i sintomi del raffreddore oltre ad aiutare i processi digestivi.

Per ottenere il meglio dalle aromatiche, coltivatele utilizzando Torfy terriccio Specifico per aromatiche , ammesso in agricoltura biologica. Ogni 12-15 giorni nutrite le aromatiche con Cifo concime liquido per piante da orto e da frutto, e proteggete la salute delle piante con l’impiego regolare di Propoli Cifo, che attiva le difese naturali, favorisce la cicatrizzazione di lesioni e ostacola l’ingresso di patogeni, migliorando così lo sviluppo delle piante.


Lo stile Urban Jungle: quali piante tropicali da interno scegliere e come curarle

Le piante tropicali invadono gli spazi interni della casa: pendono dalle librerie, risaltano tra le poltrone del salotto o troneggiano sulla superficie di un tavolino. Sono proprio loro a dare il nome Urban Jungle a questo tipo di arredamento. Arredare con queste meravigliose creature dà grande soddisfazione a chi ha il pollice verde ma anche a chi è alle prime armi.

PIANTE TROPICALI DA INTERNO “VORREI MA NON HO TEMPO”
Kenzia o Howea è una palma facile da curare ed è molto resistente ai maltrattamenti da pollice nero. Predilige ambienti poco luminosi e una temperatura compresa fra 16 e 25 °C, va concimata da maggio ad agosto con il Concime liquido per piante verdi.
Sansevieria è un’altra pianta amica di chi rischia di dimenticarsi di annaffiare perchè ha bisogno di pochissima acqua.

PIANTE TROPICALI PER CHI IL TEMPO PER IL VERDE LO TROVA SEMPRE
Ficus lyrata è una pianta dalle foglie molto ornamentali e ha bisogno di cure costanti: luce, umidità, attenzione alle foglie che rischiano di bruciarsi al sole o di cadere in caso di ristagni e di annaffiature frequenti in estate.
Monstera deliciosa è tra le piante d’appartamento più amate, è molto resistente ma ha bisogno di qualche piccolo accorgimento. Non bisogna mai esporla al sole diretto e necessita di annaffiature generose, facendo attenzione ai ristagni. Va concimata con il Concime liquido per piante verdi ogni 2 settimane, ma solo in primavera ed estate.

LA SOLUZIONE BIO PER PRENDERSI CURA DELLE PIANTE DA INTERNO
Anche per le piante da interno si può scegliere un metodo naturale per rinforzare la resistenza agli stress causati dagli attacchi degli insetti: è una scelta vincente sia per la salute delle piante che per l’ambiente. Cifo Olio di Lino, per esempio, è il prodotto consentito in agricoltura biologica consigliato per aumentare le difese naturali delle piante contro le cocciniglie che molto spesso infestano il verde in casa e all’aperto, attivando le difese naturali delle piante nei confronti degli insetti.
Se il problema è legato a parassiti come afidi e ragnetto rosso, molto comune su vari tipi di piante, viene in aiuto Cifo Sapone Molle, per attivare le difese naturali delle piante nei confronti dei parassiti, in particolare afidi e ragnetti; ha inoltre un effetto “pulente” naturale, per lavare le piante imbrattate da melata o fumaggini prodotte da insetti.
Per attivare uno scudo protettivo dall’attacco di funghi, batteri e virus consigliamo l’utilizzo di Cifo Propoli, 100% naturale senza residui, consentito in agricoltura biologica. Favorisce la rapida cicatrizzazione delle ferite causate da lesioni e protegge le piante dall’eventuale formazione di muffe o ingresso di patogeni. Tutti e tre questi prodotti sono eccellenti anche per le piante destinate al consumo alimentare (ortaggi, frutti e aromatiche).

 

 

 


Come piantare le rose

Immaginare un futuro in fiore con le rose da piantare prima dei geli

I rosai apprezzano la piantagione autunnale, operazione necessaria per quelli che vengono acquistati a radice nuda (ossia con le radici in sacchetto, immerse in terriccio o segatura e simili), ma utile anche per le rose acquistate in vaso. La ragione è legata al fatto che ora le rose sono in riposo vegetativo; durante l’inverno le piante si assestano nel terreno e iniziano a radicare; con la primavera, si sviluppano rapidamente senza stress da trapianto, e arrivano alla fioritura nelle migliori condizioni.

Per piantare bene le rose occorre innanzi tutto scegliere il luogo, che deve essere ben soleggiato. Se nell’area ci sono infestanti occorre eliminarle, estirpandole se possibile oppure utilizzando Cifo Aceto – Stop Infestanti, un prodotto naturale in grado di favorire, in modo ecologico, il collasso strutturale dei tessuti delle piante indesiderate. L’alta concentrazione di acido acetico favorisce una rapida azione del prodotto assicurando altresì un effetto “pulente” delle zone da trattare. Altamente ecologico, non possiede attività residuale e rappresenta una valida alternativa alla difesa chimica. Occorre attendere 2-4 giorni per il disseccamento delle piante, asportandone se possibile anche le radici durante la zappettatura e la preparazione della buca di impianto.

Si utilizza Cifo Terriccio Universale – Linea Torfy per avere le migliori possibilità di attecchimento: questo substrato consentito in agricoltura biologica contiene uno speciale mix di torba nera e torba bruna, che garantisce una riserva costante di elementi nutritivi, una corretta idratazione e una ottimale porosità grazie alla presenza di perlite che favorisce il drenaggio e l’areazione. Inoltre contiene concime, che assicura nutrimento per le prime fasi del trapianto sostenendo l’attecchimento.

Poiché le rose sono piante molto esigenti in fatto di nutrizione, conviene prevedere anche l’impiego di Cifo Top N, specialità nutritiva in microgranuli che contiene un’elevata percentuale di aminoacidi e sostanze nutritive naturali: agiscono positivamente sulla fisiologia della pianta, promuovendo la formazione di nuove radici e germogli e riducendo lo stress da trapianto. La ricca presenza di azoto a lenta cessione garantisce una nutrizione costante ed equilibrata, preparando i rosai al risveglio primaverile.

Se l’impianto dei rosai avviene in grandi vasi o vasche in terrazzo è bene predisporre il contenitore con uno strato di Cifo Argilla espansa – Linea Torfy sul fondo, come drenaggio; per il terriccio e il nutrimento si utilizzano gli stessi prodotti citati sopra.

In genere, in inverno non è necessario innaffiare, ma nelle zone mediterranee con clima invernale caldo può rendersi utile fornire acqua a sufficienza per mantenere il substrato leggermente umido.

Grazie a queste attenzioni, i rosai si troveranno nelle migliori situazioni per sviluppare in primavera la vegetazione; a partire da aprile sarà opportuno fornire poi un concime a pronto effetto, Cifo concime granulare per rose, continuando la somministrazione ogni 15-20 giorni fino all’autunno, distribuendolo in superficie su terreno sempre già leggermente umido, facendo seguire una zappettatura leggera per favorirne la penetrazione.


Orto invernale: consigli utili

Nei tunnel e serre, gli ortaggi invernali continuano il loro sviluppo, ma anche con un orto invernale occorre fare attenzione alle carenze nutritive: Cifo Concime granulare per piante da orto e da frutto, un formulato consentito in agricoltura biologica, in micropellet pronti all’uso a base di azoto organico, fosforo naturale e potassio, a cessione “modulata” per soddisfare le specifiche esigenze delle piante nelle diverse fasi del ciclo colturale.

  • Nell’ambiente chiuso di tunnel e serre le temperature possono salire e l’ambiente è afoso: in queste condizioni può diffondersi l’oidio (mal bianco) e di altre malattie fungine. Viene in aiuto Cifo Zolfo Flow, un preparato consentito in agricoltura biologica a base di zolfo in formulazione flowable: favorisce la fotosintesi clorofilliana, previene le carenze e migliora la qualità degli ortaggi, che risultano più robusti e meno sensibili alle infestazioni.

• Sempre con l’obiettivo di rinforzare le piante si somministra Cifo Sapone Molle, che è in grado di attivare le difese naturali delle piante nei confronti degli insetti, in particolare afidi e ragnetti. Ha inoltre un effetto “pulente” naturale, per lavare le piante imbrattate da melata o fumaggini prodotte da insetti. Ottimo anche per le piante di agrumi in serre e verande.


Orchidee in inverno, gioielli indoor

Meravigliose creature esotiche, simbolo di bellezza e di buona sorte, le orchidee in inverno vivono bene indoor, in ambienti molto luminosi, non esposte al sole diretto, con temperature costanti. La fioritura viene mantenuta a lungo somministrando Cifo Concime liquido per Orchidee che favorisce lo sviluppo delle radici, l’apertura dei boccioli e rende i fiori più durevoli e intensamente colorati. Poiché hanno bisogno di un costante livello di umidità, è consigliabile l’impiego di Cifo Aquastick, gel idratante a base di acqua purissima a lento rilascio che viene liberato gradualmente nel terreno, dove rimane disponibile per 30 giorni circa. E’ indicato non solo per le orchidee ma anche per tutte le piante ornamentali in vaso da interno ed esterno.

• Al termine della fioritura è bene lasciare la pianta in riposo per 6-8 settimane, senza concime e con irrigazioni moderate (giusto il necessario per tenere il substrato appena umido). Poi occorre rinvasare eliminando tutto il vecchio substrato, da sostituire con Cifo Terriccio specifico per Orchidee – Linea Torfy, a base di corteccia di pino francese, fibra di cocco e torba bionda, opportunamente miscelati per fornire alle piante un substrato di altissima efficacia, ideale anche per le specie più delicate sia epifite che terricole. Riprendendo le concimazioni, la pianta sarà in grado di produrre nuovi boccioli e rifiorire, se le condizioni ambientali sono idonee in termini di luce, umidità e temperatura.