COME FARE REDDITO CON IL MAIS UTILIZZANDO I BIOATTIVATORI

Nell’ultimo decennio abbiamo assistito ad una diminuzione degli ettari dedicati alla maidicoltura italiana; i motivi da imputare a questo calo sono molteplici, ma quello che spicca in particolar modo è il livello qualitativo della granella prodotta che non raggiunge gli standard richiesti dal mercato e dall’Unione Europea stessa.

In particolare, l’amido, il tenore proteico e come essi sono distribuiti all’interno della granella ricoprono un ruolo fondamentale per il raggiungimento dei minimi qualitativi richiesti; questi obiettivi standard sono ancor più difficili da raggiungere, se a questi poi aggiungiamo le problematiche che insorgono in seguito agli attacchi di Diabrotica da una parte, e a quelli di Piralide dall’altra.

La Diabrotica (Diabrotica virgifera virgifera) è un coleottero originario degli Stati Uniti, comparso per la prima volta in Italia nel 1998. Il danno maggiore è provocato dalle larve, che si nutrono delle radichette e scavano gallerie nelle radici più grosse; le piante danneggiate presentano un ridotto sviluppo radicale, il quale le rende più soggette ad allettamenti, ne riduce la capacità di assorbimento di acqua e nutritivi e, durante le operazioni di raccolta, provoca maggiori perdite di produzione.

La Piralide del mais (Ostrinia nubilalis), è un lepidottero polifago da sempre presente in Italia, anche se il mais resta comunque il suo bersaglio prediletto. Il suo grado di infestazione e l’entità dei danni causati sono legati essenzialmente all’andamento climatico (predilige estati miti e umide).

I danni causati in particolare da questo insetto sono di tre tipologie diverse, ma tutti riconducibili principalmente allo stadio larvale del lepidottero: fisiologici, quantitativi ma soprattutto qualitativi, in quanto le gallerie e i fori causati dall’attacco dell’insetto costituiscono la via di accesso preferenziale di alcuni funghi parassiti, i più diffusi dei quali sono riconducibili ai generi Fusarium e Aspergillus.

Alla luce di queste molteplici problematiche, è diventato ormai  prassi effettuare in questo momento del ciclo colturale quello che in gergo comune viene chiamato “trattamento con i trampoli”; data l’estesa quantità di superficie da trattare nella breve finestra temporale utile per il trattamento, si rende quasi obbligatorio l’utilizzo dello stesso anche nelle ore più calde della giornata: un trattamento effettuato a foglia calda con acqua fredda, crea nella pianta uno shock termico tale da bloccare momentaneamente l’attività vegetativa e fisiologica della stessa.

Cifo, da oltre cinquant’anni al fianco degli agricoltori, investendo in Ricerca, Sviluppo e formulati sempre più efficaci, collaborando in progetti di portata nazionale quale ad esempio “Mais in Italy”, propone un protocollo efficace per il raggiungimento degli obiettivi, ed il superamento degli stress cui potrebbe incorrere la coltura.

Al trattamento programmato per combattere la piralide, Cifo propone di abbinare questi due formulati:

Sinergon Plus è un nuovo formulato unico sul mercato, ottenuto attraverso un processo altamente innovativo, dal quale si ottiene un prodotto ad altissima efficienza nutrizionale: grazie ai piccoli peptidi contenuti, Sinergon Plus stimola la pianta ad aumentare lo stadio vegetativo verde della pianta (il cosiddetto “staygreen”), e nel contempo la supporta contro lo stress termico causato dal trattamento effettuato durante le ore più calde della giornata. Dose consigliata: 2 litri per ettaro.

In abbinamento a Sinergon Plus, Cifo propone l’utilizzo di Cifo KS 64, formulato a pronto effetto, la cui peculiarità è quella di essere un potassio a reazione acida: ciò ne permette un assorbimento immediato ed induce la pianta ad idratarsi ed al contempo a velocizzare i processi fisiologici naturali e di fotosintesi clorofilliana. Questi processi sono fondamentali per la pianta per poter accumulare ancora di più amido e proteine all’interno delle cariossidi e dello stocco. Dose consigliata: 4 kg per ettaro.

Situazione al 12 luglio
L’alta pressione che continua ad insistere sull’areale padano sta favorendo lo sviluppo della popolazione di Piralide. Su gran parte degli ambienti maidicoli della Pianura Padana sono iniziate le ovideposizioni e nelle zone più calde possiamo già trovare le larve di 1a età.