TRAPIANTI AUTUNNO VERNINI DI QUALITÀ CON CIFO

L’ultimo trimestre dell’anno è caratterizzato, in agricoltura, dai trapianti e le semine di ortaggi a ciclo autunno-vernino.

In questa fase dell’anno quindi, in prossimità dell’inverno, le colture coltivate in pieno campo  vanno dal cavolo broccolo, cavolo rapa, le insalate, e i finocchi, e sotto serra invece fragola, zucchino, pomodorino, ecc.

Le condizioni climatiche che caratterizzano questa fase dell’anno rendono molto difficile le prime fasi post-trapianto o semina, cioè l’attecchimento e la radicazione.

Se consideriamo le escursioni termiche caratterizzanti il periodo, con temperature diurne vicine a quelle primaverili e quelle notturne vicine all’inverno, le piogge che possono mancare in una prima fase e abbondare successivamente con temporali che in poche ore scaricano importanti quantità di acqua, possiamo dire che sono diversi gli stress a cui vanno incontro queste colture.

Risulta quindi importante in questa fase garantire alle piante il giusto mix ed equilibrio di nutrienti e sostanze biologicamente attive che aiutino le stesse a superare sia gli stress termici e idrici, sia a migliorare l’attecchimento stimolando la radicazione delle piantine.

Il reparto “Ricerca e Sviluppo” Cifo ha studiato e realizzato due formulati specifici in grado di aiutare e stimolare le piante nelle prime fasi garantendo sia l’effetto starter, sia lo stimolo al superamento degli stress abiotici.

RadiCifo L 24 è un concime liquido contenente un mix di matrici organiche tra cui acidi umici, alga Macrocystis Integrifolia e Triptofano, che lavorando in sinergia creano le condizioni ottimali nella rizosfera per lo sviluppo delle radici, garantendo l’ottimale attecchimento delle colture.

Grazie alla presenza dell’alga Macrocystis Integrifolia garantiamo alle piante sia l’azione termoregolatrice in difesa delle escursioni termiche, sia un’azione hormone like grazie al mix di sostanze attive che stimolano lo sviluppo dell’apparato radicale e le prime fasi di crescita.

In sinergia con RadiCifo L 24 la metodologia Cifo consiglia l’abbinamento con Foxter 520 + Micro, concime liquido che associa ad elementi fondamentali quali Azoto e Fosforo due microelementi catalizzatori delle prime fasi di crescita: Zinco e Manganese.

COME UTILIZZARLI: METODOLOGIA

Prodotti Epoca d’intervento
Dosaggi
RadiCifo L 24

+

Foxter 520

Post-trapianto in fertirrigazione almeno 2 interventi a distanza di 10-15 giorni 5 L/Ha

+

20 L/Ha

 


Actinidia sotto i riflettori a Latina

Venerdì 6 dicembre 2019, presso Il Ritrovo, via Gialla 58 – Borgo Carso (LT) si terrà il convegno “Actinidia – Innovazione ed ottimizzazione della gestione agronomica e nutrizionale”. L’evento vede Cifo come sponsor ufficiale, con il patrocinio del Collegio degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati di Latina e l’Ordine provinciale dei dottori agronomi e forestali di latina.

L’evento avrà inizio alle ore 9,45 con i saluti e l’introduzione ai lavori di Massimo Andreotti, responsabile Sales Support Cifo e Fabrizio Isolani, Presidente dell’ordine degli Agrotecnici di Latina. Seguiranno diversi interventi, moderati da Lorenzo Andreotti de L’Informatore Agrario, che vedranno relatori Giovanni Fontaniello, coordinatore tecnico del Centro di Saggio Sagea con “L’importanza di gestire il fabbisogno in freddo nella coltivazione dell’actinidia”, Cristos Xiloyannis, Professore dell’università della Basilicata – “Gestione della nutrizione e dell’irrigazione per un’actinidia di qualità” e Francesco Acinapura, Sales Support di Cifo – “Metodologia e soluzioni per soddisfare le esigenze nutrizionali dell’actinidia”.

Cifo è quindi lieta di invitarvi all’evento di formazione e divulgazione su questa coltura particolarmente importante per la nostra penisola, soprattutto in questi ultimi anni dove la coltivazione del kiwi italiano ha visto una forte ripresa dopo un periodo di stasi negativa.

Sarà l’occasione perfetta per parlare della coltura regina dell’Agro Pontino, di problemi e soprattutto di soluzioni efficaci, vi aspettiamo numerosi!

Scarica la locandina e il programma dell’evento


ANALISI DEL TERRENO: COME E PERCHÈ FARLE

Le analisi del terreno rappresentano uno strumento indispensabile per poter definire un corretto piano di concimazione: le analisi del terreno permettono infatti di pianificare al meglio le lavorazioni, l’irrigazione, di individuare gli elementi nutritivi eventualmente carenti, o rilevarli se presenti in dosi elevate, così da poter diminuire la dose di concimazione: in generale queste analisi permettono quindi l’individuazione di carenze, squilibri od eccessi di elementi.

Grazie all’analisi del terreno è quindi possibile dedurre la giusta quantità di fertilizzante da distribuire (in quanto eccessi di elementi nutritivi, in particolare abbondanza di nitrati e fosfati, possono portare a fenomeni di inquinamento delle falde acquifere a causa di fenomeni di dilavamento, e più in generale al cosiddetto fenomeno di eutrofizzazione ed in ultimo, ma non da meno, uno spreco inutile in termini monetari per l’agricoltore).

È possibile dire che siano quindi uno strumento polivalente, in quanto consentono da un lato all’agricoltore di fare trattamenti più mirati da alzare al massimo i margini di guadagno, mentre dall’altra parte consentono di evitare sprechi dannosi in primis per l’ambiente stesso.

In linea generale, le analisi del terreno si effettuano generalmente ogni 3-5 anni o all’insorgenza di una problematica riconosciuta. È buona norma non effettuare le analisi prima di 3-4 mesi dall’uso di concimi o 6 mesi nel caso in cui si siano usati ammendanti (si rischierebbe di sfalsare il risultato finale).

 

Le fasi principali delle analisi sono:

  • Campionamento del terreno (fase cruciale per la buona riuscita dell’analisi stessa, spesso sottovalutata: è importante che il campione sia rappresentativo di tutto l’appezzamento). Le linee guida generali che sarebbe opportuno seguire sono:
  • L’area soggetta al campionamento deve essere stata sottoposta alle medesime pratiche agronomiche;
  • Non prelevare il campione nei pressi di fossi, corsi d’acqua e capezzagne;
  • Il prelievo deve avvenire in modo del tutto casuale all’interno dell’area;
  • La profondità di prelievo segue la profondità di aratura, quindi indicativamente dai 5 ai 50 cm (i primi 5 cm di terreno sarebbe meglio eliminarli dal campione);
  • La campionatura andrebbe effettuata facendo intercorrere almeno 3 – 4 mesi dall’ultima concimazione (che diventano 6 nel caso di apporto di ammendamenti).

È buona norma, inoltre, evitare di mescolare il campione di terreno tramite attrezzature sporche, che potrebbero così contaminare e compromettere le analisi. L’ideale sarebbe proprio quello di miscelare il campione semplicemente a mani nude.

  • Scegliere i parametri da analizzare e presso quale laboratorio rivolgersi: le tipologie di analisi si distinguono in linea generale in analisi dette “di base”, quelle necessarie e sufficienti ad identificare le caratteristiche fondamentali del suolo e la dotazione di elementi nutritivi, alla stima delle unità fertilizzanti dei macroelementi (Azoto, Fosforo, Potassio) da distribuire al terreno. Le analisi di base comprendono quindi:
  • Scheletro
  • Tessitura
  • Carbonio organico
  • pH del suolo
  • Calcare totale e calcare attivo
  • Conducibilità elettrica
  • Azoto totale
  • Fosforo assimilabile
  • Capacità di scambio cationico (CSC)
  • Basi di scambio (K scambiabile, Ca scambiabile, Mg scambiabile, Na scambiale)
  • Rapporto C/N
  • Rapporto Mg/K

Per quanto riguarda invece le analisi accessorie, si può generalizzare dicendo che sono tutte quelle analisi che vengono richieste in seguito a situazioni pedologiche anomale, correzioni del terreno, esigenze nutritive particolari della coltura, fitopatie e via discorrendo. I parametri che rientrano tra le analisi accessorie sono i seguenti:

  • Microelementi assimilabili (Fe, Mn, Zn, Cu);
  • Acidità;
  • Boro solubile;
  • Zolfo;
  • Fabbisogno in calce;
  • Fabbisogno in gesso;
  • Analisi fisiche.
  • Interpretazione dei risultati analitici: Una volta effettuate le analisi nella maniera più impeccabile possibile, è altrettanto importante l’interpretazione stessa dei dati analitici ottenuti.

 

Cifo, nello specifico, oltre ad offrire la possibilità di usufruire del servizio di analisi del terreno con un laboratorio attrezzato in modo idoneo a questo tipo di analisi e con personale altamente qualificato, nel redigere il certificato accompagna i risultati analitici a giudizi sul terreno e raccomandazioni di natura agronomica, e ad un diagramma sulla dotazione dell’elemento nel suolo.

Oltre a tutto questo, Cifo mette sempre a disposizione dei suoi clienti la preparazione e l’esperienza dei suoi tecnici operanti sul campo, i quali si rendono disponibili anche per la lettura dei dati insieme al cliente ed alla stesura di un piano di concimazione personalizzato in base alle singole esigenze di ciascun agricoltore.

Il servizio Cifo viene poi arricchito delle analisi fogliari, utili per eseguire una verifica delle strategie adottate per la coltura e per evidenziare carenze che andranno a manifestarsi nel corso dello sviluppo colturale.


Cifo a Mais in Italy 2019

E’ arrivato anche quest’anno il momento di tirare le somme per il progetto “Mais in Italy”: questa importante collaborazione, iniziata ormai tre anni fa nel 2017, con altre due aziende leader nel loro settore di applicazione, quali Syngenta, multinazionale impegnata nella produzione e commercializzazione di agrofarmaci e sementi, rivolta costantemente alla ricerca e sviluppo di nuovi prodotti, e Plastic Puglia, azienda specializzata in sistemi per l’irrigazione ad altissima efficienza.

Da questa interessante partnership nasce appunto il progetto “Mais in Italy”, ispirato da un obiettivo comune: quello di rilanciare la maidicoltura italiana, provando concretamente che la coltivazione del mais da trinciato offre notevoli possibilità di creare margini di profitto per l’agricoltore. E quale modo migliore se non quello di testarlo direttamente? Grazie alla collaborazione istituitasi con l’Azienda Agricola “Sant’Ilario” di Mira di Venezia, che ha messo a disposizione del protocollo ben due appezzamenti da 10 ha ca. ciascuno, ed alla supervisione dei lavori da parte del Dott. Ivan Furlanetto, agronomo stesso dell’azienda, è stato possibile portare a compimento la sfida e lo studio e messa a punto di un protocollo di coltivazione all’avanguardia, efficiente, remunerativo per l’agricoltore e sostenibile per l’ambiente.

Per questo motivo Cifo è lieta di invitarvi Venerdì 15 novembre 2019, alle ore 14:30, per la presentazione ufficiale dei risultati “Mais in Italy 2019 – Energia dal trinciato”, presso l’Agricola Sant’Ilario – via Giare, 172 Mira (VE) – loc. Giare, dove verranno presentati e commentati tutti i dati raccolti in questa stagione 2019 e studiato nel particolare il protocollo messo a punto dai tre partner partecipanti al progetto.

Vi aspettiamo numerosi!


CARCIOFO, CONIUGARE RESA E QUALITÀ

Da alcuni anni, il mercato italiano del carciofo ha visto una forte concorrenza da parte di paesi esteri, come ad esempio Spagna ed Egitto: nei periodi in cui le produzioni italiane iniziano la raccolta si crea una sovrapposizione con le produzioni spagnole ed egiziane che arrivano nei nostri mercati con prezzi molto più bassi.

L’elevata concorrenza ha determinato quindi un cambiamento nel target di produzione: le produzioni si sono infatti spostate da cultivar per il mercato fresco verso varietà più vocate per l’industria di trasformazione.

In entrambi i target di coltivazione, sia per industria che per il mercato fresco, le produzioni devono coniugare due fattori importanti ai fini della redditività dell’agricoltore, che sono resa e qualità.

Nell’ottica di massimizzare le rese tenendo comunque costante la qualità del carciofo, oltre la genetica varietale, un ruolo fondamentale lo gioca la nutrizione stessa.

La concimazione, per questa coltura, deve considerare un elevato fabbisogno in particolare di macro elementi come Fosforo e Potassio e di meso elementi come il Calcio, di cui la coltura è molto avida, insieme a Magnesio e Ferro.

Da sottolineare che il carciofo beneficia molto di terreni ricchi di sostanza organica: la stessa diventa utile su questa coltura nel migliorare la struttura del terreno in modo da renderlo più permeabile, a vantaggio dello sviluppo radicale che tende ad approfondirsi, e nell’evitare rischi legati ai ristagni idrici.

In relazione a tali esigenze nutrizionali, diventa importante intervenire sia con concimazione di fondo in pre-trapianto e successivamente con fertirrigazioni e interventi fogliari per soddisfare al meglio le esigenze nutrizionali della coltura, con l’obiettivo di ottenere maggiori rese e di qualità.

Vista l’importanza della concimazione di base in pre-trapianto, Cifo consiglia l’utilizzo del TOP NPK 7-5-14, prodotto in formulazione mini-pellet adatto per la distribuzione a pieno campo. Il prodotto racchiude in sé tutti gli elementi nutrizionali utili a soddisfare le esigenze del carciofo, dalla sostanza organica contenuta al 40% all’azoto organico al 7%, al fosforo 5% e infine il potassio per il quale il prodotto contiene il 14%.

La componente che caratterizza il TOP NPK 7-5-14 e l’intera linea TOP è l’APR, l’attivatore proteico della rizosfera, una concentrazione di amminoacidi che massimizza l’efficacia e l’efficienza del prodotto anche a bassi dosaggi ed utilizzabile anche in agricoltura biologica rendendo il prodotto unico sul mercato.

Nell’ottica del soddisfacimento dell’esigenza in Calcio (elemento molto richiesto dalla coltura), Cifo consiglia l’utilizzo del Calcisan Green, prodotto utilizzato per via fogliare contenente il 13% di Calcio e il 2% di Magnesio, il tutto complessato dalla matrice algale della Macrocistys Integrifolia di esclusiva Cifo.

Il prodotto, grazie proprio alla presenza della Macrocistys Integrifolia, permette un elevato effetto carrier a favore del calcio che viene assimilato e veicolato nella pianta più velocemente ed efficacemente, inoltre presenta un’elevata miscibilità con i fitofarmaci utilizzati per la gestione delle avversità della coltura.

Dosaggi

IMPIEGO DOSE
TOP NPK 7-5-14
Distribuzione al terreno 400 kg/ha
CALCISAN GREEN
Distribuzione fogliare 3 L/ha

 


I BENEFICI DELLE CONCIMAZIONI AUTUNNALI

Negli ultimi anni sempre più coltivatori hanno compreso l’importanza di effettuare una concimazione autunnale nel loro frutteto, vigneto o oliveto.

Da cosa nasce questa esigenza? È stato dimostrato infatti, attraverso analisi e ricerche scientifiche, che il ciclo vegetativo della pianta non si conclude nel momento della raccolta, bensì prosegue fino all’arrivo delle temperature invernali (al di sotto dei 10°C circa), per entrare in quella fase chiamata dormienza vegetativa.

In quel lasso di tempo, infatti, la pianta continua a vegetare, ed anzi è proprio in questo periodo che accumula più sostanze nutritive da utilizzare poi la primavera successiva durante la fase di ripresa vegetativa.

Più precisamente, fino alla completa caduta delle foglie la pianta assorbe – attraverso un’attività radicale intensa sino a fine ottobre per i fruttiferi e novembre per la vite – quegli elementi nutritivi che assieme ai fotosintetati elaborati dalle foglie in post-raccolta verranno traslocati dalle stesse agli altri organi della pianta, andando a costituire le riserve per il ciclo colturale successivo.

Per assicurare una buona fruttificazione nell’annata successiva è importantissimo l’accumulo di elaborati (zuccheri ed amminoacidi in primis), e di microelementi all’interno gemme, come garanzia di una buona fertilità dei fiori, quindi della fecondazione. Altro elemento essenziale da apportare durante la concimazione autunnale è l’Azoto, in quanto è stato scoperto che dalla ripresa vegetativa alla fioritura l’assorbimento di tale elemento risulta modesto e lo sviluppo dei germogli e la fioritura avvengono di conseguenza a spese delle riserve accumulate negli organi legnosi e nelle radici durante l’assorbimento autunnale. È doveroso sottolineare, infatti, che gli apporti organici invernali non sono in grado di sostituire la concimazione autunnale, e che il periodo ideale per eseguirla è tra settembre – ottobre, attraverso fertilizzanti a rapido effetto.

I risultati che si possono ottenere da una concimazione autunnale – supportati da sperimentazioni pluriennali – sono un migliore equilibrio vegeto produttivo, aumento della fertilità delle gemme a fiore, aumento della produzione ed infine una riduzione dell’alternanza produttiva, punto cardine fondamentale per mantenere elevata e costante la redditività dei frutteti.

Altro fattore da non sottovalutare è la temperatura: le temperature di inizio autunno consentono un buon assorbimento (l’importante è non scendere al di sotto dei 10-12 °C); l’epoca di concimazione può variare anche in base alle colture: comunemente entro ottobre per fruttiferi, fino a novembre invece per la vite.

È importante non confondere però la concimazione autunnale con quella primaverile: le due concimazioni sono complementari tra loro, senza che l’una escluda l’altra; ciò va preso in considerazione per non superare le unità fertilizzanti previste annualmente dal piano di concimazione aziendale.

Cifo, da sempre al fianco degli agricoltori e di un’agricoltura ragionata e sostenibile, propone all’interno della sua gamma diversi prodotti per soddisfare ogni tipo di esigenza dal punto di vista varietale e pedoclimatico:

Per la distribuzione al terreno, i prodotti più consigliati sono Top N e Top 7 – 5 – 14: entrambi questi prodotti fanno parte della Linea Top, una linea ad alta efficienza nutrizionale ed a basso impatto ambientale.

L’elevata efficienza nutrizionale è data dalla cessione differenziata dell’azoto e degli altri elementi nutritivi: la linea nasce infatti dal processo altamente tecnologico FCH (Fully Controlled Hydrolysis), che oltre a mantenere il Carbonio Organico in una forma totalmente biodisponibile, contengono l’innovativa molecola APR (Attivatore Proteico della Rizosfera).

Tutti i prodotti della Linea Top sono inoltre utilizzabili in agricoltura biologica ai sensi della normativa vigente.

Per le applicazioni fogliari, Cifo consiglia diversi prodotti proprio per avere una soluzione precisa per ogni tipo di esigenza particolare:

Blok 5: è un fertilizzante liquido a base di microelementi catalizzatori (Rame, Manganese e Zinco) ed estratto di alghe brune, appositamente studiato per prevenire e curare fisiopatie da microcarenze ed incrementare le capacità della pianta a superare condizioni di stress fisiologico ed ambientale. Blok 5, grazie all’azione sinergica tra le laminarine, contenute naturalmente nell’estratto di alghe brune e i microelementi, in particolare il Rame, promuove quei processi biochimici naturali finalizzati a proteggere i tessuti vegetali dall’azione di fattori ambientali avversi, come per l’appunto le basse temperature.

BZ Fast: apporta alle colture Boro e Zinco, due microelementi fondamentali per il regolare sviluppo di fiori e frutti, per il metabolismo proteico e degli zuccheri, e per l’irrobustimento dei tessuti vegetali.

Le applicazioni nel post-raccolta sono consigliate proprio per aumentare la resistenza della pianta alle basse temperature invernali e per garantire una miglior ripresa vegetativa nella primavera successiva.

Macys BC 28: è un biostimolante ai sensi del D.lgs. 75/2010, completamente di origine vegetale, a base di Macrocystis integrifolia, alga bruna tipica delle coste occidentali canadesi. L’ambiente di crescita, il processo di lavorazione e le proprietà nutrizionali di quest’alga, rendono Macys BC 28 un prodotto dalle caratteristiche uniche sul mercato.

L’alga Macrocystis cresce in acque profonde ed incontaminate, viene raccolta a mano e successivamente lavorata mediante un processo ad alta tecnologia, brevettato, di natura esclusivamente meccanica e a basse temperature, da cui si ottiene un succo concentrato ricchissimo di sostanze biologicamente attive. Tra queste vogliamo ricordiamo gli ormoni di crescita naturali; nello specifico, il formulato ha manifestato una spiccata azione “hormon-likedi tipo auxinico, fornendo molteplici effetti benefici.

L’alga Macrocystis contiene inoltre elevati livelli di Vitamina E (tocoferolo) e polisaccaridi quali laminarine ed alginati, caratterizzati da una forte azione anti-stress. Il prodotto inoltre svolge un’ azione di anti-senescenza sulle strutture cellulari dedicati al processo di fotosintesi clorofilliana, migliorando di conseguenza lo stay-green delle foglie.

Metil B: è un concime fogliare innovativo, a base di Azoto a lenta cessione, e Boro, specifico per i trattamenti di post-raccolta dei fruttiferi. Nel prodotto si trova la molecola metilenurea, che possiede un’elevata capacità adesivante e di traslocazione all’interno della pianta, la quale essendo degradata molto lentamente rende disponibile Azoto senza perdite per dilavamento.

Metil B applicato in post-raccolta favorisce la formazione di utili riserve di Azoto e Boro, che saranno determinanti per l’accrescimento meristematico della nuova vegetazione nella primavera successiva.

Floral 20-20-20: i formulati della Linea Floral, ed in particolare il Floral 20-20-20, sono studiati per offrire la massima efficacia nella nutrizione fogliare, contraddistinti inoltre da un’elevata purezza e qualità degli elementi nutritivi contenuti, tali da consentire una rapida e completa solubilizzazione del prodotto. È il concime ideale per somministrare la giusta quota di tutti quegli elementi nutritivi fondamentali alla pianta per ripristinare la sua naturale riserva nutrizionale, e per affrontare nel modo migliore la ripresa vegetativa nella primavera successiva.


QUANTITÀ E QUALITÀ CON I BIOSTIMOLANTI CIFO

 

Con un mercato ortofrutticolo italiano sempre più esigente abbinata ad una globalizzazione che alimenta una forte concorrenza non solo dai paesi extra europei nei confronti dell’UE, ma anche da quelli all’interno dell’Europa, sempre più forte è la necessità di produrre frutta che, oltre ad avere calibri e pezzature sempre maggiori, nello stesso tempo abbia una lunga tenuta dei frutti post-raccolta, migliorandone la cosiddetta shelf life.

Per ottenere frutti di calibro superiore è necessario abbinare alla nutrizione radicale anche una nutrizione per via fogliare, attraverso la quale è possibile integrare concimi ad azione biostimolante che migliorano e supportano le fasi più delicate dello sviluppo come la moltiplicazione e la distensione cellulare.

Insieme a concimi ad azione biostimolante bisogna abbinare un meso elemento molto importante come il calcio, l’assimilazione dello stesso è molto lenta per cui è necessario disporre di prodotti che abbiano una forte azione veicolante del calcio nella pianta ma soprattutto nei frutti. Sappiamo come il calcio attivi i processi di divisione cellulare (aumento del calibro), e soprattutto formi all’interno dei frutti delle sostanze, i pectati di calcio, molto importanti per migliorare la qualità dei frutti come: croccantezza, e tenuta dei frutti post-raccolta (shelf life).

La proposta CIFO abbina, per questo target, due prodotti: CIFAMIN BK e CALCISAN GREEN.

In particolare CIFAMIN BK è un concime organico biologico, ad alto contenuto di azoto e carbonio organico insieme ad un mix di microelementi sinergici nello stimolo all’ingrossamento dei frutti.

La matrice organica del CIFAMIN BK contiene un pool di amminoacidi specifici che influiscono positivamente proprio sulle due fasi delicate dello sviluppo dei frutti:

  1. DIVISIONE CELLULARE
  2. DISTENSIONE CELLULARE.

La sinergia si completa con il CALCISAN GREEN, prodotto contenente il 13% di calcio, il 2% di magnesio e lo 0,1% di boro, il tutto abbinato ad una matrice algale di esclusiva CIFO ovvero la Macrocystis Integrifoglia, che ha ottenuto il riconoscimento di prodotto ad azione specifica come biostimolante ai sensi del D. Lgs. 75/2010.

L’elevato contenuto di alginati della Macrocystis permette un elevato effetto carrier per il calcio che viene traslocato più velocemente nei frutti determinando una maggiore efficienza nutrizionale dell’elemento calcio.

 

Il maggior fabbisogno di calcio nei frutti è alla loro formazione, in quella fase le piante anche se hanno accumulato calcio nelle foglie non riescono a soddisfare l’esigenza di calcio dei frutti nelle prime fasi di accrescimento, la risposta CIFO è proprio l’intervento abbinato con: CIFAMIN BK e CALCISAN GREEN a partire da caduta petali ripetuto ogni 7 – 10 giorni, miscibili con gli interventi fitosanitari necessari in quelle fasi.

Per il target sull’ingrossamento frutto CIFO consiglia da caduta petali interventi abbinati:

Cifamin BK 1 l/ha

Calcisan Green 3 l/ha